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Lo scempio nei boschi della Val Varatella, muratore di Albenga denunciato per abbandono di rifiuti

Dopo una segnalazione su Facebook le indagini dei carabinieri forestali che sono risaliti al responsabile

Toirano. Materassi, reti da letto, pneumatici, sedie, parti di mobili distrutti, assi in compensato, elettrodomestici e materiale edile. Questi sono solo alcuni dei rifiuti ritrovati abbandonati in bosco nella strada vicinale delle Berloie nel Comune di Toirano. Si tratta dell Zona Speciale di Conservazione di Monte Ravinet – Rocca Barbena, che conduce alla località di San Pietro ai Monti, meta di tanti turisti e luoghi di tradizione per i compaesani.

L’abbandono, avvenuto in inverno, era stato anche oggetto di lamentele da parte dei cittadini su un gruppo Facebook, stufi dei continui abbandoni che colpiscono la Val Varatella.

Grazie alle indagini svolte dai Carabinieri Forestali di Loano, al contributo delle Guardie Giurate WWF Nucleo di Savona e all’attività congiunta con la Stazione Carabinieri Forestale di Calizzano si è potuto risalire al colpevole.

Denunciato quindi per smaltimento illecito di rifiuti B.E., un muratore residente nel Comune di Albenga.

Tutto è partito da un privato che, per la ripulitura e sgombero della cantina della sua seconda casa di Calizzano, ha deciso di affidarsi ad un muratore, senza però farsi rilasciare una ricevuta o una copia dei registri di regolare conferimento dei rifiuti. Il muratore, per semplicità ed in assoluta malafede intascandosi le spese di smaltimento, ha scaricato i rifiuti dove poi sono stati ritrovati dai forestali.

Il Comune di Toirano, che prontamente aveva provveduto alla rimozione dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi, ora potrà rivalersi delle spese sostenute sul trasgressore o sul proprietario della cantina.

L’abbandono dei rifiuti è vietato dal Testo Unico Ambientale e comporta violazioni di tipo amministrativo se il trasgressore è un privato cittadino o, come in questo caso, penale se a trasgredire è un’azienda. Le sanzioni amministrative variano da 300 euro fino a 3.000 euro nei casi più gravi mentre nella fattispecie penale le pene possono includere l’arresto fino a due anni o multe fino ad un massimo di 26.000 euro.

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