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La ricerca: nel 48% delle famiglie migliorato il rapporto coi figli durante l’emergenza Covid

Il 40% delle famiglie ha percepito un miglioramento nella collaborazione domestica, il 35% del dialogo, il 31% del rapporto di coppia

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Liguria. Sono stati presentati oggi i dati relativi alla ricerca “Le famiglie e l’emergenza COVID-19. Una fotografia attuale”, condotta da RCS in collaborazione con il Forum della associazioni Familiari. Circa 12.500 questionari raccolti in pochissimi giorni, in tutta Italia.

L’indagine affronta il vissuto le preoccupazioni e le proposte delle famiglie italiane, facendo emergere a volte un quadro inedito rispetto alla narrativa che ha accompagnato questi mesi di lockdown. Il primo dato inaspettato riguarda la qualità delle relazioni all’interno delle famiglie, le quali dichiarano un miglioramento della relazione con i propri figli del 48% e del 31% nella coppia, di queste famiglie ben il 76% non lavoravano all’esterno. Inoltre il 40% ha percepito un miglioramento nella collaborazione domestica e il 35% del dialogo, solo il 10 e l’11% hanno invece percepito un peggioramento su questi due aspetti.

“Questi dati sono coerenti con un lavoro di ascolto di genitori di adolescenti che sta conducendo una nostra associazione del Ponente Ligure, il Centro Promozione Famiglia – spiega il presidente ligure del Forum – dove le famiglie hanno evidenziato che nonostante le tante preoccupazioni economiche e lavorative, aver avuto più tempo per il dialogo e per fare cose insieme come coppie o con i figli, abbia offerto un’occasione preziosa per godere degli spazi della casa e del tempo insieme, divertendosi facendo, a volte, anche cose inedite, impensabile in tempi di ‘normalità’. Per le famiglie infatti la fonte di stress maggiore è stato il bombardamento mediatico 57%, più della paura di contagio, figli e solitudine sono invece agli ultimissimi posti con il 18%”:

“Non sorprendono poi – prosegue – i dati rispetto alle scelte fatte dal mondo della politica, di cui il nord ovest italiano è il più critico, da cui emerge con chiarezza un’incapacità di ascolto del mondo politico di quelle che sono le reali preoccupazioni delle famiglie. Basti pensare che il massimo apprezzamento lo ha avuto l’estensione dei congedi parentali che comunque non è riuscito a superare il 25% e che, riflessione interessante, non è un sostegno economico, mentre l’insoddisfazione più forte riguarda le misure per la ripresa scolastica (71%). Fra le priorità che, secondo le famiglie, dovrebbero essere nell’agenda del governo sono, per il 61% delle famiglie l’assegno unico universale per figlio, assente dall’agenda politica, e per il 59% la ripresa della scuola per tutti a settembre, mentre il bonus baby sitter ed il bonus vacanze, molto pubblicizzati dal governo, sono agli ultimi due posti con il 13 ed il 10% di preferenze”.

“Cosa ci dicono quindi questi dati? – chiosa il presidente Franco Zanoni – prima di tutto che le famiglie amerebbero poter vivere il loro ‘essere famiglie’, avere il tempo per gustare lo stare insieme, per occuparsi dell’ascolto e della crescita dei figli, ruolo sociale, questo, di fondamentale importanza che non richiede solo qualità, ma anche tempo a disposizione. In secondo luogo è stato evidenziato, ancora un volta, che le famiglie non sono ascoltate dalla politica, vengono studiate soluzioni che non sono prioritarie e che sono frammentate, mentre le famiglie hanno bisogno di semplificazioni e servizi efficienti fra cui scegliere in base alle proprie necessità, differenti per località di abitazione, età dei propri membri, vicinanza o meno della famiglia di origine, tipologia lavorativa, istruzione e molto altro”.

“Le famiglie ancora uno volta hanno tenuto ed hanno dimostrato una capacità di resilienza incredibile, ma hanno anche dimostrato di avere richieste precise e fondate sui reali bisogno a cui la politica ancora fatica a prestare attenzione. Anche a livello Regionale la Consulta della Famiglia non è stata riunita una sola volta in questi mesi di grande difficoltà. Tante cose sono cambiate, confidiamo che anche il mondo politico se ne accorga ed inizia ad orientare meglio la propria attenzione alle famiglie, che sono il futuro del Paese”.

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