Fase 3, allarme Coldiretti: "Senza americani possibili perdite per il turismo in Liguria" - IVG.it
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Fase 3, allarme Coldiretti: “Senza americani possibili perdite per il turismo in Liguria”

“E’ una necessità di fronte al record di contagi che si sta verificando nel continente americano"

albenga turismo turisti

Regione. Un’estate senza americani rischia di costare caro alla Liguria, dal momento che gli USA rappresentano il maggior bacino d’utenza, oltre i confini europei, in fatto di turismo, in crescita del 6%, con oltre 190mila arrivi e 435mila presenze, nel 2019.

E’ come commenta Coldiretti Liguria l’analisi della Coldiretti sugli effetti della probabile proroga nel nuovo DPCM, in vigore dal 15 luglio, dell’obbligo di quarantena obbligatoria anche per chi arriva dagli Usa che, di fatto, rappresenta un blocco al flusso turistico. All’Italia questa assenza, giustificata ancora dalla presenza della pandemia, costa 1,8 miliardi per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.

“E’ una necessità di fronte al record di contagi che si sta verificando nel continente americano – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – che però rischia di  incidere pesantemente dal punto di vista economico. I turisti americani sono molto affezionati alla nostra regione, dove possono trovare un’offerta variegata che accontenta tutte le esigenze, dalla vacanza balneare a quella escursionistica- sportiva fino all’enogastronomica, quest’ultima sempre più attrattiva per viaggiatori come loro, molto attenti alla qualità dell’alimentazione, per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Oltre che dal punto di vista turistico inoltre non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti, con il Presidente Donald Trump che ha pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi, che per l’Italia interessa i 2/3 del valore dell’export agroalimentare e si estende tra l’altro al vino, olio e pasta Made in Italy, oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti. È importante valutare con attenzione la situazione da ogni punto di vista e sperare che si arrivi nel più breve tempo possibile ad una normalizzazione effettiva e ad una ripartenza, sempre e solo, in completa sicurezza.”

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