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Emergenza economica, CGIL Savona: “Servono misure strutturali, Montaldo non trovi scuse”

"Si convochi incontro per capire cosa intende fare il Comune di Savona per affrontare a questa fase"

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Savona. “Come CGIL di Savona lo sosteniamo da tempo, all’attuale emergenza economica e sociale deve corrispondere uno sforzo straordinario da parte di tutti: Governo, Regioni ed Enti Locali”. Lo comunicano, in una nota, le segreterie provinciali di CGIL Savona e SPI CGIL Savona.

“Occorre, anche dal territorio, passare dalle iniziative emergenziali a misure più strutturali che rispondano alle necessità di cittadini, famiglie ed imprese che vivono in quel territorio – spiegano i sindacati –  Quella davanti a noi è una fase non semplice e non breve di problematiche sociali, assistenziali, economiche, rispetto a cui vanno urgentemente trovate anche dal territorio risposte nel confronto con le Regioni, con le ASL ed anche con i Comuni”.

“In questo senso, a fronte dell’incontro interlocutorio svolto con il Comune di Savona nel mese scorso e dell’impegno assunto per una riconvocazione delle parti ad inizio luglio (che ancora non è arrivata) non vorremmo che l’assessore Montaldo richiamando attacchi pretestuosi e dichiarando che occorre ancora attendere ‘per poter studiare gli interventi’ pensasse di discutere davvero poco o, peggio ancora, di portare la discussione sul semplice e ragionieristico ‘siccome di denari non ce ne sono…’ – proseguono –  Se così non è, si convochi l’incontro e si inizi davvero a mettere a fattor comune le esperienze, le necessità raccolte nel territorio, le misure e gli interventi che il Comune di Savona intende realizzare concretamente per affrontare la fase che abbiamo davanti. Lo si faccia urgentemente e con chiarezza, perché su diverse questioni non si è compreso molto: per esempio sulla Tari, argomento già in discussione da tempo, si è creata una confusione enorme che continua a crescere”.

“Accusare di ‘pretestuosità’ organizzazioni fortemente radicate nel territorio come la CGIL oltre a non risolvere alcun problema suona un po’ come cercare di buttare la palla in tribuna per evitare il merito delle questioni – concludono –  A tal proposito non si può dimenticare la vicenda ATA SpA. Già tre anni fa i lavoratori di ATA venivano chiamati allo sciopero per gli stessi motivi e per le stesse incertezze di oggi: mancata presentazione di un piano industriale che ancora oggi non c’è, contratti precari, condizioni di lavoro sempre più difficili, mezzi inadeguati, servizio non rispondente alle esigenze della città, ecc.. Anche allora qualcuno definiva strumentali e pretestuose quelle iniziative promosse anche e soprattutto dalla CGIL. I risultati sono, purtroppo, oggi sotto gli occhi di tutti e le OO.SS. hanno proclamato, dopo quella del 22 giugno, ulteriori due giornate di sciopero sempre sulle problematiche che attendono risposta da anni. Il problema non sono le presupposte ‘pretestuosità’. E’ il merito. E’ sempre il merito”.

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