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Disinnesco di una bomba: A26 chiusa tra Ovada e Masone, valle Stura isolata fino al pomeriggio fotogallery

Iniziate le operazioni di evacuazione per 1.400 persone residenti nella "zona rossa", stop anche ai treni sulla Genova-Ovada-Acqui

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Campo Ligure. Giornata di disagi questa mattina per chi sarà in viaggio tra il Piemonte e la Liguria: è iniziata stamattina all’alba la maxi operazione di disinnesco dell’ordigno bellico della seconda guerra mondiale rinvenuto il 15 giugno nell’alveo del fiume Stura sotto il ponte della ferrovia. Già chiusa da questa mattina alle 6 l’autostrada A26 tra Ovada e Masone in entrambe le direzioni, chiusa dalle 8 la provinciale del Turchino a valle di Masone, interrotti dalle 9 i collegamenti ferroviari sostituiti in parte dai bus. Una giornata campale per la vallata, già alle prese con gravi problemi di mobilità.

“Abbiamo previsto l’evacuazione di circa 1.400 persone – spiega il sindaco Gianni Oliveri – ma quello che ci preoccupa di più è lo sgombero della rsa e della residenza protetta. Sono circa 50 persone che dalle 6.15 in poi sono state trasportate nel polo sanitario costituito a Rossiglione grazie alla Croce Rossa. Abbiamo diviso la zona rossa in quattro zone con 12 squadre di protezione civile formate da due persone ciascuna che andranno a verificare ogni punto in modo tale da dare il disco verde alle operazioni tra le 9.30 e le 10″.

I tempi dell’operazione dipendono da diversi fattori. Anzitutto l’inizio dei lavori in alveo da parte dei militari del 32esimo reggimento genio guastatori dell’esercito di Fossano, che potranno scattare solo quando la zona rossa di 660 metri di raggio sarà completamente sgomberata. La bomba, un ordigno inesploso di 500 libbre (circa 220 chili) protetto da una “casa matta” che attutisce l’onda d’urto di eventuali esplosioni, andrà prima disinnescata attraverso la rimozione delle due spolette, poi dovrà essere tagliata in tre parti. Alla fine sarà caricata su un veicolo militari e portata in una cava in val Varenna, nell’entroterra di Pegli, dove l’esplosivo sarà bruciato.

“Questa operazione potrà durare dalle 3 alle 7 ore – spiega il sindaco – quindi contiamo di terminare già nel primo pomeriggio in modo da far tornare i residenti nelle proprie case. La riapertura alle 17 è la peggiore delle ipotesi. Purtroppo, rispetto a quanto avevamo previsto inizialmente, ci vorrà più tempo”.

Fino al termine delle operazioni rimarranno chiusi sulla A26 i tratti compresi tra la diramazione Predosa-Bettole e Masone verso Genova e tra l’allacciamento con la A10 e Ovada verso Alessandria. Il traffico sarà deviato tutto sulla A6 e sulla A7. I treni si fermeranno dalle 9 alle 17 (saranno istituiti servizi bus sostitutivi Genova-Ovada-Acqui Terme lungo l’autostrada A7 con navetta Rossiglione-Ovada e coincidenza, qui tutti gli orari nel dettaglio). Stop al traffico anche sulla provinciale delle Capanne di Marcarolo. Dalle 7 alle 21 chiuso l’accesso alla val Varenna per i non residenti, dalle 14 per i residenti, fino a Carpenara.

Il Comune ha predisposto due punti di raccolta, uno in piazzale Marconi nei pressi della stazione ferroviaria e uno in piazza San Sebastiano. Entrambi saranno serviti con pullman messi a disposizione dall’Atp per il trasferimento verso Masone e Rossiglione. Nell’area ex Ferriera di Rossiglione è stata allestita un’area con 40 posti letto e un ospedale da campo, alla Pro Loco di Masone potranno stare altre 60 persone non allettate, mentre nell’area ex Cerusa è stato predisposto un parcheggio da 100 posti auto. Nella zona gialla (raggio 1.820 metri) devono stare tutti chiusi in casa con finestre chiuse e tapparelle abbassate.

In tutto saranno impiegati circa 70 uomini tra volontari e membri delle forze dell’ordine. Per prevenire lo sciacallaggio nelle abitazioni ci saranno anche quattro droni a sorvegliare dall’alto.

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