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Contributi coltivatori diretti ed esonero per giovani imprese, caos Inps e rabbia CIA Savona

Dopo l’estensione del fondo perduto, ora la questione previdenziale

Albenga. Dopo la soddisfazione da parte di CIA Agricoltori Italiani di Savona per la vicenda del contributo a fondo perduto legato alla crisi Covid, con riferimento a tutte le imprese con sede nei territori comunali in stato di emergenza per maltempo e che non avranno limiti in relazione al fatturato (nei giorni scorsi l’intervento del parlamentare Franco Vazio ed è di oggi una nota ad hoc del presidente Giovanni Toti), CIA Savona apre un altro fronte di lotta per il settore agricolo: in questo caso nel mirino finisce l’Inps e la questione degli esoneri contributivi a favore dei giovani agricoltori e degli aspetti previdenziali per i coltivatori diretti.

I contributi previdenziali sono stati resi disponibili sul programma Inps con grave ritardo, solo nella giornata di oggi venerdì 10 luglio. Nella stessa data, immediatamente pur senza ricevere un minimo di preavviso, CIA Savona ha scaricato e predisposto gli F24 di pagamento. E lunedì informerà gli agricoltori che in larga parte utilizzano l’associazione per il pagamento telematico, non essendo possibile altra modalità. “Tuttavia difficilmente i coltivatori riusciranno ad adempiere entro la scadenza del 16 luglio per carenza di tempo (4 giorni lavorativi). Scadenza per la quale CIA continua a chiedere una proroga o quantomeno un impegno da parte di Inps nel sanzionare i ritardatari” fa sapere CIA Savona.

“Inoltre, sono errati i carichi calcolati dall’Inps per i giovani agricoltori (iscritti Inps sotto i 41 anni) che hanno maturato il diritto all’esonero totale o parziale della parte contributiva in virtù di ben due leggi dello Stato che hanno confermato il beneficio: una situazione inaccettabile che denota disorganizzazione e disinteresse verso il settore agricolo: CIA Savona non può accettare questa situazione” afferma il direttore Osvaldo Geddo.

“Le giovani imprese, per le quali sono necessarie rettifiche per rimediare agli errori dell’Inps, non riusciranno a pagare entro il 16 luglio, così come i titolari di azienda non soggetti all’esonero”.

“Sarebbe assurdo che ricevessero sanzioni, tra l’altro proprio in una fase di ripresa e ripartenza di tutto il comparto e delle filiere produttive dell’agricoltura, motore dell’economia savonese” conclude Geddo.

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