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Continua l’incertezza sul Covid. Il ministro Speranza: “Non esclusa una seconda ondata”

Nei giorni scorsi invece il professor Bassetti del San Martino aveva negato la possibilità di un “altro tsunami”

Italia. “Una seconda ondata del coronavirus è possibile, e serve cautela”. A dichiararlo è il ministro della salute Roberto Speranza durante la trasmissione Agorà estate.

E’ il caso di dirlo, collezioniamo un altro parere sulla previsione per i prossimi mesi circa la prosecuzione o meno dell’epidemia che ha costretto entro le mura domestiche od ospedaliere molti italiani e non. Una situazione di costante e continua incertezza, alimentata, quasi a cadenza quotidiana, dalle dichiarazioni, spesso appunto contrastanti tra loro, di personalità importanti del comparto Sanità e non.

Qualche giorno fa, il dottor Bassetti aveva commentato all’Adnkronos Salute le parole di Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, secondo cui il peggio deve, appunto, ancora arrivare perché “con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi”.

Il dottore genovese non aveva approvato: “Dire che il peggio deve ancora arrivare non lo condivido, e l’allarme dell’Oms oltretutto si riferisce alla situazione a livello globale – ha spiegato Bassetti – prevedere cosa potrà accadere ad ottobre è difficile anche se io non credo ci sarà un altro tsunami. In Italia abbiamo visto uno tsunami e l’abbiamo affrontato. Oggi i numeri ci dicono che, almeno per questa fase epidemica, siamo a titoli di coda perché gli ultimi dati, malati e decessi, mi pare siano incoraggianti. Avremo dei casi, tanti o pochi, ma sapremo affrontarli perché ora il sistema è preparato, abbiamo i nostri laboratori che lavorano con la medicina del territorio. Sono convinto che tutto funzionerà”.

Il ministro della salute Speranza, di contro, ha così argomentato la sua tesi: “La comunità scientifica non esclude una seconda ondata del virus. Noi ci auguriamo che non ci sia, ma di fronte al rischio dobbiamo conservare le regole di cautela, utilizzare le mascherine, evitare assembramenti e lavare le mani. E poi rafforzare il sistema sanitario nazionale, negli ultimi cinque mesi abbiamo messo più soldi che negli anni passati. Per me è solo l’inizio”.

L’auspicio è che nel giro di qualche settimana si possa andare oltre, ma per ora serve cautela – ha affermato il ministro facendo riferimento alle misure aggiuntive che l’Italia ha adottato per chi viene da paesi extraeuropei.

“Abbiamo vissuto mesi difficili. Non possiamo rimuovere le restrizioni, sarebbe sbagliato ricorrere rischi che non ci possiamo permettere. La cautela in più è condivisa dalla comunità scientifica e ci permette di superare queste settimane” ha concluso Speranza ad Agorà estate.

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