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Confagricoltura, De Michelis: “Dopo l’emergenza sfide importanti e profondi cambiamenti strutturali”

Il presidente regionale ha aperto l'assemblea ordinaria ad Albenga

Albenga. “L’emergenza Coronavirus ha fortemente inciso sugli stili di vita e sulle abitudini dei Paesi che ne hanno subito le conseguenze. Tante famiglie che sono state colpite nei loro affetti più cari. Ci attendono sfide importanti e profondi cambiamenti strutturali. Questa tragedia ha provocato in ognuno di noi importanti riflessioni”, così ha esordito il presidente Luca De Michelis aprendo i lavori dell’assemblea ordinaria di Confagricoltura Savona alla presenza di numerosi soci partecipanti.

Il presidente ha proseguito nella sua relazione ricordando che “da un lato il lockdown ci ha obbligato al distanziamento sociale, spesso anche dai nostri cari, dall’altro una importante accelerazione dell’uso delle tecnologie che ha amplificato a dismisura l’utilizzo di piattaforme virtuali per tutta una gamma di acquisti, inclusi quelli alimentari, per la comunicazione e per il lavoro.

Abbiamo di fronte un quadro di crisi nuovo ed inaspettato, non solo dal punto di vista economico, ma anche, e soprattutto, da un punto di vista sociale, culturale e di interazione fra le persone, che rischia di mettere in discussione modelli e condizioni di vita che hanno caratterizzato la nostra epoca. Per ritrovare una recessione così profonda come quella attesa per l’anno in corso, bisogna risalire agli ultimi anni della seconda guerra mondiale”.
Secondo quanto dichiarato dall’ISTAT, già alla fine del 2019, l’economia italiana presentava evidenti segnali di stagnazione, solo in parte mitigati a inizio 2020.A partire da fine febbraio, il dilagare dell’epidemia di COVID-19 e i conseguenti provvedimenti di contenimento decisi dal Governo hanno determinato un impatto profondo sull’economia.

Inoltre, la rapida diffusione dell’epidemia a livello globale ha drasticamente ridotto gli scambi internazionali e quindi la domanda estera rivolta alle nostre imprese. In una tale situazione, l’ISTAT ha previsto una marcata contrazione del Pii nel 2020 (-8,3%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,6%).

Rispetto a tale prospettiva e dopo qualche incertezza iniziale, la risposta dell’Unione europea di fronte alla crisi economica e finanziaria provocata dall’emergenza sanitaria è stata confermata solo recentemente all’altezza della situazione. Sul piano interno, la filiera agroalimentare e distributiva ha dato una risposta eccellente durante l’emergenza sanitaria. I rifornimenti sono stati assicurate nonostante alcuni problemi strutturali.

De Michelis ha continuato ricordando tutti i risultati organizzativi raggiunti nel corso delle ultime finanziarie e, più recentemente, nei DL che si sono susseguiti, a seguito dell’emergenza Coronavirus, abbiamo colto risultati importanti, ad alcuni dei quali lavoravamo da tempo. A partire dalla Legge di bilancio, a seguire con il decreto Milleproroghe e poi i successivi Decreto Curaitalia, decreto Liquidità e decreto Rilancio ha elencato tutti i provvedimenti che grazie a Confagricoltura sono stati approntati ed approvati dal Governo.

Tanto per citarne alcuni: la proroga dell’esenzione ai fini IRPEF dei redditi dominicali e agrari per i terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali; supporto all’innovazione delle imprese agricole, con le seguenti misure in credito d’imposta aperto alle imprese agricole; incentivazione degli investimenti in colture arboree pluriennali; proroga di un anno (a tutto il 2020) del c.d. bonus verde; proroga per il 2020 degli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW; indennità in favore dei coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali;

indennità in favore degli operai agricoli a tempo determinato; istituzione di un Fondo di 100 milioni di euro, per il 2020 per la copertura degli interessi sui finanziamenti bancari e sui mutui dalle imprese agricole, nonché per le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura che hanno dovuto sospendere l’attività; configurazione come pratica commerciale sleale vietata la subordinazione dell’acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al COVID-19 e l’introduzione delle relative sanzioni; estensione alle imprese agricole della possibilità di avvalersi degli interventi del Fondo di garanzia PMI;

proroga al 31 dicembre 2020 della validità dei permessi di soggiorno dei lavoratori stagionali agricoli in scadenza tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020; rinegoziazione dei mutui e degli altri finanziamenti in essere al 1 marzo 2020; estensione, con specifico riguardo alle attività agricole, del grado di parentela – dal quarto al sesto grado – entro il quale la prestazione saltuaria svolta dai parenti ed affini può non essere configurata rapporto di lavoro autonomo o subordinato;

accesso alle garanzie della SACE per le PMI del settore agricolo, agroalimentare e della pesca che abbiano pienamente utilizzato la loro capacità di accesso alle garanzie fornite da ISMEA; potenziamento ed estensione dell’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, in deroga alla disciplina ordinaria e applicazione delle norme in deroga, anche alle garanzie rilasciate da ISMEA, cui sono assegnati alla stessa ISMEA 100 milioni di euro per l’anno 2020; previsione che ISMEA possa concedere mutui a tasso zero a favore delle aziende agricole che: intendano ristrutturare i mutui in essere; abbiano necessità di coprire le spese di gestione; intendano effettuare investimenti nel settore della produzione primaria e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; la Tax credit vacanze a favore anche degli agriturismi, insieme con l’esenzione IMU per il settore turistico.

A livello regionale, siamo riusciti a far presente anche in Liguria le difficoltà incontrate a seguito della crisi del CoronaVirus. Confagricoltura ha partecipato a tutti i tavoli locali, comunali e nazionali. In particolare, a inizio stagione per il florovivaismo, siamo stati fortemente allarmati dall’improvviso annullamento di tutte le prenotazioni per le produzioni in vaso. Per le prime settimane abbiamo temuto una crisi senza precedenti per il settore, ma poi fortunatamente i nostri timori più foschi non si sono avverati e le aziende (non tutte) sono riuscite a recuperare.

L’allarme ha funzionato e tutti gli Enti interessati, Regione e comuni, a tempo di record sono riusciti a inventare una procedura semplificata per lo smaltimento dei vasi invenduti, che, per quanto criticabile, ha migliorato sensibilmente le possibilità per le aziende di contenere i costi. Sono rimasti fortemente colpite alcune tipologie di prodotto, in particolare il vaso fiorito, ma anche anche altri settori sono fortemente in crisi, in particolare l’agriturismo e chi produce per la ristorazione.

L’obiettivo che però si devono dare le aziende è quello di sapersi strutturare meglio per il futuro. AI di là dell’eccessiva burocrazia, contro cui Confagricoltura lotta ogni giorno, dobbiamo prendere atto che troppe aziende hanno serie difficoltà a passare ad una più marcata digitalizzazione. Il mondo è già andato in quella direzione, al di là delle difficoltà, trovo che molto spesso ci sia una certa ostinazione nel non volersi modernizzare. Occorre fare un passo avanti.

Il Presidente ha poi concluso, dicendo: abbiamo inoltre stimolato la Regione Liguria ad affrontare al meglio il passaggio all’etichettatura delle piante, e tutto sommato il passaggio è stato abbastanza agevole, molto più del paventato. “Lancio una provocazione: ora abbiamo uno strumento che può garantire l’origine albenganese del prodotto, potremmo vedere come e quanto può essere valorizzato”.

Dopo la presentazione e l’approvazione del bilancio consuntivo 2019 e del bilancio preventivo 2020 si è conclusa l’assemblea aprendo una discussione sui nuovi obiettivi sindacali da affrontare e quindi sono state avanzate alcune proposte e precisamente è stata richiesta di proporre una legge, già presente in Veneto ed in Lombardia, che permetta ai Garden la multifunzionalità rispettando i confini fiscali.

Altra proposta avanzata ha riguardato la spinta ad un controllo maggiore sui venditori ambulati perché si ritiene che non tutti siano in grado di osservare i criteri di igiene e fiscali. Pur essendo da sempre favorevoli agli investimenti logistici (l’autostrada della Liguria ogni settimana ci ricorda quanto necessitano) è stata proposta un nuovo studio di fattibilità per lo spostamento della Ferrovia in Liguria perché ritenuto vetusto e non più in grado di soddisfare le diverse esigenze attuali.

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