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Concessioni Autostrade, il Cdm slitta in serata? Toti: “Basta che si decida. Stufi di subire danni”

Alle 22 il consiglio dei ministri, c'è anche l'ipotesi commissariamento. Il governatore: "Qualsiasi decisione meglio di questa palude”

Italia/Liguria. Concessioni autostradali: è nuovo rinvio, seppur breve, in giornata, per il Consiglio dei Ministri forse decisivo che, stando a quanto riferito dall’Agenzia Ansa, sarebbe stato rinviato a questa sera, alle 22. La riunione era prevista, inizialmente, per questa mattina alle 11 ma una convocazione ufficiale non era ancora arrivata. Sul tavolo del Cdm ci dovrebbe inoltre essere il Dpcm per le nuove misure di contenimento anti-Covid; quelle attualmente in vigore scadono oggi.

“Qualsiasi decisione è meglio di questa palude di propaganda che sta affondando la Liguria e il Paese”, ha dichiarato in merito il presidente ligure Giovanni Toti.

Sul piatto anche l’ipotesi commissariamento. “E’ l’unico modo per avviare la revoca”, dice Giancarlo Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, (M5S) a Rai Radio1. “Avviene attraverso la revoca di Aspi per cui non si perde neanche un posto di lavoro”. “La società – dice Cancelleri- continuerebbe a lavorare attraverso un commissario governativo. Dopodiché si mette al bando la concessione. Poi c’è il tema dei controlli di sicurezza. Noi come M5s stiamo proponendo che Anas subentri solo nella parte di controlli di sicurezza.”

“Il governo scelga – ha incalzato ancora Toti -. Non spetta alla Regione che non conosce le carte, non è parte di un contratto di concessione: sta solamente subendo i danni di un braccio di ferro infinito. In due anni non si è ritirata la concessione, non si è confermata la concessione, non si è fatta partire l’agenzia per il controllo delle infrastrutture e, al contempo, si ispezionano tutte le gallerie in un solo mese alla partenza della stagione estiva”.

Dopo la causa civile avviata dalla Regione Liguria nei confronti di Mit e Aspi con il primo atto formale, la richiesta di accesso agli atti, non sono arrivati segnali: “Un silenzio assordante”, conclude Toti.

 

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