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Caos autostrade, De Micheli: “Toti fa campagna elettorale”. Lui: “Si assuma le sue responsabilità”

Botta e risposta tra la ministra delle infrastrutture del Governo Conte e il governatore ligure

Regione. “Stasera, prima del Consiglio dei ministri, prenderò una decisione sui controlli della rete autostradale in Liguria. In questa Regione più della metà delle gallerie presenti in tutto il sistema della viabilità italiana e nel tempo si sono accumulati pesanti e profondi ritardi nei controlli e nelle manutenzioni.  Il presidente della Liguria Giovanni Toti fa campagna elettorale. Il punto sulla Liguria è molto serio, non va sottovalutato o banalizzato. Non mi sembra di aver sentito grandi proclami nei cinque anni precedenti da parte di chi ora, compatibilmente con la situazione elettorale, si lamenta. Ci siamo noi adesso e ci assumiamo questa responsabilità”. Così la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, a margine di una conferenza stampa alla stazione alta velocità ‘Mediopadana’ di Reggio Emilia.

Pronta la risposta del governatore ligure Giovanni Toti, che commenta così le parole della ministra De Micheli: “Leggo stupefatto le agenzie di stampa con del ministro De Micheli in cui afferma che sulla situazione delle autostrade liguri si starebbe assumendo delle responsabilità: per il momento l’unica responsabilità che certamente le riconosciamo è quella di mettere in ginocchio i cittadini e le imprese liguri impegnate a ripartire dopo l’emergenza Covid. Il piano di lavori concordato tra MIT e Autostrade per l’Italia senza il parere delle amministrazioni locali, Regione e Comuni, non è certo tema da campagna elettorale ma sicuramente dimostra sia l’incapacità del ministro, che, ricordo, ha un rapporto esclusivo con la concessionaria, sia il disprezzo della ‘leale collaborazione’, in quanto non abbiamo mai ricevuto risposta alle nostre richieste. Quello che tutta la Liguria pretende è un piano di interventi serio, che garantisca sia, ovviamente, la sicurezza ‘strutturale’ sia la sicurezza ‘funzionale’, ovvero la tutela dei diritti fondamentali alla salute, alla mobilità e alla libertà d’impresa e libertà economica”.

“Di quale sicurezza parla il ministro De Micheli? Se davvero le gallerie oggetto di intervento erano tutte ammalorate, tanto da rischiare il peggio da un momento all’altro, perché non si è fatto nulla per tutto l’inverno e nei mesi del lockdown, semplicemente applicando il modello ligure per cui non solo il cantiere del nuovo ponte sul Polcevera ma anche tutti i cantieri contro il dissesto hanno continuato a lavorare senza sosta e in piena sicurezza? Il folle piano di interventi in corso determina una serie di problemi e pericoli, mettendo a rischio soprattutto i trasporti sanitari e provocando i numerosi incidenti a causa dei continui cambi di carreggiata e delle corsie uniche di marcia”.

“Quello che serve e che finora non si è visto – prosegue Toti – è un piano serio di interventi, che, con una vera e non fittizia assunzione di responsabilità, il 10 luglio liberi davvero dai cantieri le corsie della nostra rete autostradale, con una verifica della sicurezza delle nostre gallerie in tempi certi e ragionevoli e una programmazione degli interventi in base ad una scala di priorità e di rischio. In mancanza di questo, né la Regione né le categorie produttive né i singoli cittadini arretreranno di un centimetro nelle richieste al governo, anche sotto il profilo dei danni che questa situazione sta determinando”, conclude il governatore.

Sulla stessa linea anche la deputata di Cambiamo! con Toti, Manuela Gagliardi: “A corto di argomenti sul caos autostrade in Liguria, il ministro De Micheli pensa bene di rifugiarsi in uno sterile attacco al presidente Toti. Da chi ha la responsabilità di governo e di controllo sui concessionari autostradali ci si aspetta di ricevere risposte concrete, non un puerile scaricabarile delle proprie mancanze”.

“Mentre il ministro continua ad annunciare interventi che non arrivano – prosegue – i cittadini, le attività produttive e il turismo della Liguria soffrono una situazione ormai insopportabile. Abbiamo avanzato proposte che sono rimaste senza risposta, così come non sono arrivati chiarimenti sulle indiscrezioni emerse rispetto ad un responsabile dell’ufficio ispettivo del Mit, vicino ai 5 Stelle, che avrebbe modificato in corsa le regole per le ispezioni nelle gallerie. Dal ministro attendiamo trasparenza e soluzioni immediate: se non arriveranno sarà chiaro a tutti chi usa in maniera scorretta il proprio ruolo istituzionale”, conclude Gagliardi.

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