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Caos Autostrade, dalle parole ai fatti: da Toti esposto-denuncia in Procura e richiesta danni

Una mossa contro Governo, e tecnicamente anche Autostrade, che arriva al termine di una settimana di fuoco

Liguria. Sono 3 i documenti illustrati dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, durante l’odierna conferenza stampa, solitamente sull’emergenza Coronavirus, ma questa volta incentrata sul caos autostrade che sta facendo da padrone, ormai da settimane, in Liguria. 

Documenti inerenti alla “guerra” ormai in atto tra Regione e ministero dei Trasporti, che ora è destinata a finire sui tavoli della magistratura. Il presidente Toti, infatti, in conferenza, ha annunciato di aver firmato un esposto-denuncia alla Procura di Genova “in cui sottolineiamo non solo l’inottemperanza all’ordinanza di protezione civile, che costituisce reato penale, ma anche che il piano di sicurezza strutturale non tiene conto delle esigenze di sicurezza funzionale della nostra regione, un piano che sta mettendo a grave rischio le persone sul nostro territorio“.

Una mossa contro il Governo – e tecnicamente anche contro Autostrade – che arriva al termine di quella che “forse è una delle peggiori giornate che abbiamo vissuto, e se non cambieranno le cose sarà il preludio di altre giornate simili”, usando le parole di Toti. “Credo che tutti si rendano conto della gravità della situazione a esclusione di un solo soggetto, il Mit, accompagnato da alcuni gruppi di opposizione sul territorio, che neanche oggi ha dato un segnale”.

“Una delle peggiori giornate che la Liguria ha vissuto in queste settimane già difficili. Tutti si stanno rendendo conto della gravità della situazione sul nostro territorio, ad esclusione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, accompagnato, e questa è una grande delusione, da alcuni gruppi di opposizione locali. Cosco lascerà il porto di Genova, gli autotrasportatori vogliono organizzare un blocco di protesta, terminalisti e spedizionieri minacciano cause, Camera di commercio e imprenditori chiedono un incontro urgente al Prefetto. In questa situazione così drammatica e complessa il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, oltre a non aver ottemperato a una nostra ordinanza (fatto che configura un reato penale) non ha dato segnali neppure oggi, in una giornata drammatica per il traffico e anche per la sicurezza, segnata da un grave incidente. Unico fatto positivo, Autostrade ha fatto sapere che l’intera rete ligure sarà gratuita. Un’iniziativa che non può minimamente compensare i danni economici che stiamo subendo e la mancanza di sicurezza. L’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi, si è detto disponibile a un tavolo per cambiare il piano di lavoro, ma dal Ministero, ancora una volta, non è arrivata alcuna risposta”.

Quella di Toti in realtà è una triplice azione: da una parte l’espostodenuncia della Repubblica di Genova contro il Mit  che sottolinea la non ottemperanza alla nostra ordinanza di tre giorni fa da parte del Ministero, e l’insufficienza del piano strutturale sulla manutenzione delle gallerie sul piano della sicurezza funzionale del traffico e che pone l’accento soprattutto sulle criticità denunciate dal 118 e dagli operatori delle ambulanze, spesso bloccate nel traffico, dall’altra una diffida al ministero con la richiesta “in via bonaria” di sedersi a un tavolo per quantificare i danni economici entro sette giorni “al termine dei quali agire in via legale per la tutela dei nostri interessi”, spiega Toti.

Poi una “diffida al ministero in cui chiediamo un tavolo entro sette giorni per quantificare in via bonaria il danno economico patito dalla nostra regione, al termine dei quali abbiamo già dato mandato agli uffici legali di quantificare il danno e agire a tutela degli interessi del territorio, interessi di sicurezza, di immagine, economici e sociali. Molti insistono sulla presunta responsabilità delle regioni su quanto sta accadendo, ma anche se l’articolo 117 della costituzione prevede che le grandi reti di trasporto siano materia concorrente tra Governo centrale e regioni, le concessioni del ministero delle infrastrutture non sono attaccabili in alcun modo dalle istituzioni del territorio: non riceviamo neanche per conoscenza le comunicazioni tra concessionario e concedente. A seguito del crollo del Ponte Morandi ci è stato addirittura negato di mandare nostri ispettori e consulenti tecnici di parte a ispezionare i cantieri;

E poi una lettera a Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle regioni, per inserire all’ordine del giorno un punto “che tenga conto dell’assenza di interlocuzione col Mit, perché questo viola il principio di leale collaborazione istituzionale tra enti e pertanto lesivo del rapporto tra Regioni e governo centrale. “L’assenza di interlocuzione con il ministro dei trasporti viola il principio di leale collaborazione istituzionale tra gli enti, è gravemente lesivo dei rapporti tra regioni e Governo centrale. Chiedo alla Conferenza delle Regioni di assumere tutti gli atti necessari a ripristinare un corretto dialogo con il ministero. Mentre il Governo sta predisponendo un decreto sulla semplificazione e ha annunciato un piano infrastrutturale denominato ‘Italia Veloce’ (che da queste parti suona francamente un poco sarcastico), non c’è stato alcun confronto con le regioni nel loro complesso. Non abbiamo mai potuto discutere delle infrastrutture che ci riguardano è scorretto e offensivo”.

Secondo Lorenzo Cuocolo, giurista esperto di diritto costituzionale e consulente legale della Regione, l’esposto potrebbe essere utile per evitare accertamenti su eventuali responsabilità per “interruzione di pubblico servizio o comunque sulla mancata garanzia di un servizio pubblico” e, visto che l’ordinanza che Toti chiama in causa risulta ormai scaduta, appare “irrealistico” che il Mit possa procedere a un’impugnazione tardiva.

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