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Caos autostrade, CNA Savona: “Non solo il turismo, tutte le attività prigioniere dei cantieri”

Freccero: "Da anni ribadiamo la situazione di disagio dentro la quale oggi ci troviamo"

Savona. “Abbiamo presentato al mondo intero una Regione come la nostra che vive di turismo, specialmente durante il periodo estivo, prigioniera di intempestivi e massivi interventi a fronte di infrastrutture decadenti da anni”.

A dirlo è Paola Freccero, presidente di CNA Savona, che sottolinea ancora oggi, dopo anni, insieme alla stessa CNA, davanti alle istituzioni, al mondo politico e ai mezzi di informazione una “situazione di grave pericolo e disagio che avrebbe potuto condurre alla paralisi dentro la quale oggi ci troviamo”.

“Oggi registriamo danni enormi non solo al comparto turistico ma anche al mondo produttivo, all’export, ai trasporti –  continua Freccero – con inevitabili riflessi anche sulle consegne di beni di prima necessità indispensabili per tutte quelle aziende che operano non solo nel comparto della produzione ma anche dei servizi”.

“I tempi si continuano ad allungare a dismisura – continua Paola Freccero – e le aziende già duramente provate dall’emergenza sanitaria, non riescono a soddisfare le richieste per la mancanza di approvvigionamenti e continuano a fioccare le disdette da parte di chi ancora oggi pensava ad una vacanza in Liguria”.

Un disastro su tutti i fronti che picchia duro sugli autotrasportatori: “Ore e ore incolonnati in autostrade in condizioni disumane, costretti a continui scambi di carreggiata a prenderci anche gli improperi dei clienti che si rendono conto solo in parte di che razza di modo di lavorare possa essere questo! – afferma Aldo Contini, Presidente CNA Fita Savona – Non è più possibile continuare in questo modo, siamo allo stremo”.

“Spesso ci troviamo costretti poi ad uscire dall’autostrada trovandoci su strade statali e provinciali senza un cartello, un’indicazione che ci fornisca un minimo di orientamento soprattutto per chi non è del posto – conclude Contini – Qualcuno ci dovrà ascoltare o dovremmo pensare inevitabilmente a iniziative clamorose di cui faremmo volentieri a meno: dobbiamo lavorare!”.

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