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Cannabis terapeutica, economia locale, Dpi e lotta a razzismo e omofobia: quattro mozione di Casella in consiglio ad Alassio

Saranno discusse stasera

Alassio. La promozione di un maggiore uso della cannabis terapeutica; l’attivazione di interventi a favore dell’economia locale; il corretto utilizzo e smaltimento dei dispositivi di protezione individuale per una migliore tutela dell’ambiente e della salute pubblica; la lotta contro il razzismo e la xenofobia e l’adesione alla rete dei Comuni della Memoria. Sono questi i temi delle quattro mozioni presentate dal consigliere di minoranza di “Alassio Volta Pagina” Jan Casella e che saranno discusse nel corso dell’adunata del parlamentino locale in programma questa sera.

Per quanto riguarda il primo tema, con il documento Casella chiede all’amministrazione alassina di “i attivarsi presso il presidente della Regione Liguria, l’assessore alla sanità e il ministro della salute al fine di: garantire, nel tempo, l’erogazione del farmaco a carico del servizio sanitario regionale sulla base di precise, documentate e appropriate indicazioni mediche; fare in modo che la somministrazione di medicinali cannabinoidi per finalità terapeutiche possa avvenire sia in ambito ospedaliero, sia in ambito territoriale tramite prescrizione da parte degli specialisti, verificata e dichiarata l’inefficacia di terapie tradizionali, attraverso le farmacie aperte al pubblico, previo accordo con Federfarma, al fine di evitare disagi a coloro che risiedono in zone lontane da presidi ospedalieri”.

E ancora: “Diffondere la conoscenza tra i medici e i farmacisti degli sviluppi scientifici per l’impiego terapeutico della cannabis e dei principi attivi cannabinoidi, in attuazione della legge regionale numero 28/2013 e anche in accordo con l’Università degli Studi di Genova, attraverso corsi di formazione ai medici e ai farmacisti e a campagne di informazione al cittadino; proseguire l’azione nei confronti del Ministero competente, al fine di garantire l’accesso al farmaco per tutti i cittadini che ne hanno bisogno, rendendo compatibile per le farmacie private la produzione di farmaci derivanti dalla cannabis, intervenendo, quindi, sul prezzo massimo imposto senza pregiudizio economico per gli utenti; proseguire l’azione nei confronti del Governo per favorire da subito un aumento della produzione presso l’unico centro attualmente autorizzato alla produzione di cannabis in Italia, ovvero l’istituto farmaceutico militare di Firenze; intervenire sul Governo per tentare di sbloccare le importazioni e garantendo ai pazienti le le varietà finora utilizzate per trattare le varie patologie”.

Circa l’incentivazione dell’economia locale, Casella propone “di promuovere da subito ogni utile azione per contrastare ed impedire che l’impatto economico e sociale del debito illegittimo o ingiusto, non contratto nel perseguimento dell’interesse pubblico dei cittadini, continui a generare effetti giuridici distorsivi nella corretta tenuta della contabilità pubblica, nella compiuta possibilità dell’adempimento dei doveri istituzionali e nell’erogazione dei servizi ancorati ai principi di uguaglianza, imparzialità, continuità, partecipazione, efficienza ed efficacia; di richiedere l’approvazione del decreto attuativo dell’articolo 39 della legge numero 8/2020, che prevede l’accollo dei mutui da parte dello Stato, a partire da quelli contratti con Cassa Depositi e Prestiti, ai fini di una riduzione dei loro interessi a partire dal 2021”.

Ancora, chiede “la sospensione degli effetti della sentenza numero 4/2020 della Corte Costituzionale, che, senza dolo da parte degli enti locali, rischia di pregiudicare per molti di essi gli equilibri finanziari; un’iniziativa governativa per l’attivazione di procedure volte alla possibilità per gli enti locali di accensione di mutui a tasso zero con Cassa Depositi e Prestiti, per il biennio 2020/2021; l’apertura di un fondo nazionale di solidarietà per i Comuni, attuale Fsc, che permetta agli Enti Locali di avere le risorse necessarie a poter svolgere le proprie funzioni di garanzia per il soddisfacimento dei diritti fondamentali delle comunità amministrate, tenendo conto delle peculiarità dei comuni liguri costieri che presentano un Fsc ‘negativo’ trattenuto direttamente sul bilancio dello Stato; esperire ogni idonea azione di impulso giuridico ed amministrativo finalizzata alla invalidità dei contratti di finanza derivata, con i quali è stato posticipato il pagamento dei debiti, scaricando sulle attuali amministrazioni e quelle future il peso economico e sociale di vere e proprie scommesse finanziarie”.

Per quanto riguarda i Dpi, la proposta di Casella è quella di “avviare una campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza con l’obiettivo di incentivare il corretto utilizzo e smaltimento dei DPI; collocare, in tutti gli edifici di proprietà comunale aperti al pubblico dispensatori per la distribuzione di gel sanificante al fine di ridurre lo scorretto utilizzo di guanti monouso; invitare i commercianti ad adottare il sistema di cui al punto precedente in sostituzione, ove possibile, alla distribuzione di guanti monouso; prevedere, nelle principali vie cittadine e in prossimità dei maggiori centri di distribuzione alimentare, l’installazione di specifici contenitori per lo smaltimento di DPI come mascherine e guanti monouso”.

In ultimo, circa la lotta contro il razzismo e la xenofobia Casella chiede “di sostenere il percorso della commissione istituita dal Senato della Repubblica con adeguate iniziative d’informazione sui risultati del suo lavoro e fornendo, quando necessario, sulla base di riscontri rilevati in ambito locale, elementi utili al lavoro della stessa commissione; di coltivare la memoria dell’antifascismo e della lotta contro tutti i totalitarismi, dei crimini compiuti nelle guerre coloniali, delle leggi razziali, della persecuzione degli ebrei e della Shoah, degli eccidi delle foibe e di tutti i massacri di tipo politico, etnico e religioso, collaborando con le associazioni per la tutela e la valorizzazione della Resistenza e di tutti i movimenti di liberazione, aiutando la ricerca storica, lo studio della storia contemporanea e l’educazione alla cittadinanza nelle scuole”.

E ancora “di creare azioni di sensibilizzazione culturale e civica contro il razzismo e la xenofobia, contro le discriminazioni etniche e religiose, in collaborazione con le diverse comunità presenti nei territori, anche allo scopo di promuovere e condividere le regole di cittadinanza; di sollecitare il Parlamento perché si completi la legislazione in contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, e si individuino le istituzioni preposte alla vigilanza preventiva e all’applicazione più rigorosa delle misure previste dalla legislazione vigente; di aderire alla ‘Rete dei comuni per la memoria, contro l’odio e il razzismo’”.

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