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Camere d’albergo vendute a privati: anche in Liguria arrivano i condhotel, via libera dalla giunta regionale

Berrino: "Ci saranno vantaggi sia per i proprietari di alberghi che per i turisti"

Regione. La giunta regionale ha approvato oggi la delibera contenente le disposizioni attuative della disciplina delle strutture ricettive tipo condhotel. Da oggi quindi in Liguria i proprietari degli alberghi dai tre stelle in su potranno decidere di dedicare una parte della loro struttura a questo tipo di attività.

I condhotel (o condo hotel, crasi delle parole condominio e hotel), in base a quanto riporta il decreto del presidente del consiglio pubblicato in Gazzetta ufficiale il 22 gennaio 2018, sono “esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria, composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina”.

“In poche parole – spiega l’assessore regionale al turismo Gianni Berrino – diamo la possibilità ai proprietari di alberghi di riservare alcune delle camere delle loro strutture a proprietari privati che possono comprarle e disporne come meglio credono. In caso decidano di affittare il proprio appartamento ad altri clienti dovranno dividere l’incasso con l’hotel. Si tratta di una tipologia ricettiva molto diffusa all’estero specialmente negli Stati Uniti e che consente agli hotel di diversificare l’offerta turistica e di incrementare i propri guadagni dopo il periodo di chiusura forzata. Contiamo che i condhotel possano favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti sul territorio ligure. Il vantaggio però è anche per i turisti che avranno a disposizione un alloggio con le caratteristiche di una casa vacanza ma con i servizi di un hotel”.

Riassumendo i condhotel, per essere tali, dovranno avere: una classificazione minima di tre stelle; almeno sette camere ubicate in uno o più edifici inseriti in un contesto unitario, collocati nel medesimo Comune, e aventi una distanza non superiore a 200 metri dall’edificio alberghiero sede del ricevimento; rispetto della percentuale massima della superficie utile delle unità abitative ad uso residenziale non superiore al 40% del totale della superficie utile destinata alle camere; presenza di portineria unica per tutti coloro che usufruiscono del condhotel, sia in qualità di ospiti dell’esercizio alberghiero che di proprietari delle unità abitative a uso residenziale ovvero loro ospiti, con la possibilità di prevedere un ingresso specifico e separato ad uso esclusivo di dipendenti e fornitori; apertura annuale della struttura; rispetto della normativa vigente in materia di agibilità per le unità abitative ad uso residenziale; fornitura dei servizi, delle dotazioni, attrezzature ed impianti come definito dalle “Disposizioni attuative della disciplina delle strutture ricettive alberghiere”.

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