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Bozzano candidato in Regione: “Chiamata di Toti è un onore per tutta Varazze, dire no sarebbe un tradimento” fotogallery

"Il nostro territorio non ha rappresentanti da troppo tempo. Non sarò nel listino: posti di quel livello vanno scelti dai cittadini"

Varazze. “E’ vero, un anno fa avevo detto che non mi sarei candidato di mia spontanea volontà. Ma nel momento in cui mi viene chiesto un impegno, non accettare sarebbe un tradimento enorme nei confronti della mia città“. Parole e musica di Alessandro Bozzano, sindaco di Varazze, che ieri sera, durante la visita del presidente ligure Giovanni Toti, ha per la prima volta confermato i rumors che lo indicavano come candidato alle elezioni regionali.

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Galeotta una frase di Toti: “Lo accoglierei volentieri nella mia lista”. A cui lui ha subito replicato: “Accetto nell’interesse del territorio“. Ed ecco che uno scenario più volte preannunciato diventa realtà. Che potesse accadere si sa addirittura dal 2019: persino durante il dibattito tra i candidati sindaci organizzato da IVG (vedi il video) il giornalista chiese a Bozzano se un anno dopo avrebbe lasciato il Comune per la Regione. Eventualità che lui respinse in modo fermo.

Un anno dopo le cose sono cambiate: “Io avevo detto che non sarei andato a ‘cercare’ una candidatura – spiega Bozzano – ma quando il presidente ti chiede un impegno… declinare mi sembrerebbe un tradimento. La società è in continua evoluzione e si evolve più della politica. Credo che un sindaco della provincia di Savona che viene ‘chiamato’, a cui viene chiesto dal presidente della Regione un impegno, debba fare onore alla città e provincia di appartenenza. E se la minoranza sarà lungimirante coglierà questo fatto come una opportunità, perchè lo sviluppo e la rappresentanza di un territorio significa anche sviluppo di loro stessi”.

Già, la minoranza. Qualcuno in città già prevede fuoco e fiamme per la scelta di Bozzano di andarsene (ammesso e non concesso che venga eletto) dopo un anno soltanto dalla conferma a sindaco. Bozzano la vede diversamente: “Criticarmi avrebbe senso se avessi vinto le elezioni con una lista unica, allora sì. Ma io avevo contro tre liste… trovo strano che persone che portavano avanti posizioni in antitesi con la mia ora protestino perché non porto più avanti quelle tesi. Anzi, il fatto che al sindaco della tua città venga chiesto un simile impegno dovrebbe onorare tutti coloro che vivono in quella città, a prescindere dal colore politico”.

Perchè con Toti, dopo una storia legata (anche) al Pd? “Perché faccio l’amministratore cittadino da anni, e ritorni alla città così grandi come li ho avuti con Toti non li ho avuti mai – spiega Bozzano – Ha dimostrato di saper governare bene e di saper interpretare velocemente le esigenze del territorio che emergono dai sindaci. Questa opinione mi ha fatto condividere questa scelta di percorso con Toti”.

Tra le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare anche il fatto di poter restituire al levante savonese un rappresentante in Regione: “Siamo un comprensorio, quello che va da Urbe a Vado Ligure, che da troppo tempo non ha alcun riferimento a Genova. E quindi vale la pena. E’ un territorio che sul tavolo ha diverse problematiche: viabilità locale e provinciale, Comuni in sofferenza. Io credo che le istanze di questo territorio possano essere rappresentate solo da un amministratore che ha dimostrato, su questo territorio, di saper fare qualcosa. Tutti i territori della Regione hanno sempre avuto un riferimento, il nostro non lo ha più dai tempi di Carlo Ruggeri… credo sia il momento che le persone e i sindaci capaci, che hanno dimostrato di essere sufficientemente all’altezza della situazione, manifestino un impegno più profondo“.

Magari addirittura in giunta?Non mi permetterei mai di entrare nell’autonomia decisionale del presidente, è lui che deve scegliere la squadra – si smarca Bozzano – Toti ha dimostrato di saper scegliere la squadra migliore, e le squadre ‘imposte’ hanno sempre avuto breve durata.  Come ho gestito il mio Comune, ho estremo rispetto per gli altri. Per quanto mi riguarda darò tutto il mio impegno per il mio territorio e per questo disegno civico e centrale in cui credo moltissimo. Un progetto che tocchi le sensibilità dei moderati di tutti gli schieramenti”.

Quel posto in Regione, però, Bozzano dovrà andarselo ad artigliare alle urne: “Per me niente listino, io ‘correrò’ – garantisce – Per una ragione molto semplice: i posti di rappresentanza di quel livello vanno scelti dai cittadini, non possono essere imposti da nessuno. Bisogna confrontarsi con i cittadini dimostrando loro di saper proporre soluzioni ed essere capaci di interpretare le loro esigenze”. Nel frattempo continuerà ad essere sindaco: “Dico già che non mi dimetterò“, conferma. Per cui, in caso di elezione, subentrerà come reggente il vicesindaco Luigi Pierfederici fino alla prima tornata elettorale utile.

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