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Bombardier, sciopero e presidio dei lavoratori: “Chiarezza sul piano industriale” fotogallery

Nel mirino la possibile vendita di siti produttivi e di attività legate allo Zefiro 1000

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Vado Ligure. Ha preso il via alle 9 di questa mattina il presidio (con interruzione dell’attività lavorativa per la durata di tre ore) dei lavoratori della Bombardier di Vado Ligure promosso dai rappresentanti sindacali nell’ambito della giornata europea di mobilitazione proclamata da IndustriAll, Sindacato Europeo dell’Industria. La protesta interessa tutti i siti europei di Alstom e Bombardier Transportation (rispetto all’operazione di acquisto di Bombardier Transportation a livello globale da parte di Alstom), i lavoratori di Vado Ligure si fermeranno per tre ore con presidio a partire dalle ore 9.

Il presidio dei lavoratori di Bombardier

Il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Andrea Mandraccia, spiega: “Con l’azienda c’è tensione. La dinamica che si sta sviluppando rispetto al prospettato acquisto, da parte di Alstom, di tutta la parte di Bombardier Transportation a livello globale sta assumendo connotati preoccupanti in Europa. Anticipando la decisione dell’Unione Europa, Alstom ha già stabilito di voler dismettere alcuni settori nell produzione dei regionali, nelle attività di segnalamento e nell’alta velocità. Non c’è collegamento col sito di Vado (a differenza di altri siti in Francia e Germania, che saranno messi in vendita o ceduti per questioni di anti-trust) ma questo è un sito che non ha un suo prodotto di riferimento né carichi di lavoro in grado di occupare tutti i dipendenti. Specie nella produzione c’è uno scarico importante, come andiamo dicendo da mesi”.

“Qui si fanno molte attività – ricorda il delegato sindacale – Si sono fatti treni regionali, locomotive merci, convogli per l’alta velocità, attività di manutenzione ed è logico che riteniamo di essere a rischio. Perciò abbiamo deciso di aderire all’iniziativa europea di IndustriAll e quindi di scioperare. Ovviamente la nostra prospettiva non riguarda solo la decisione della Commissione Europea rispetto all’acquisto da parte di Alstom. Infatti, rispetto al mercato nazionale lamentiamo come ancora oggi non siano stati siglati contratti che portino a Vado carichi per la realizzazione di treni per l’alta velocità, come Freccia Rossa per il mercato italiano (con una commessa di 14 treni) e per il mercato spagnolo (per 23 treni). Sono carichi importanti, che portereebbero due anni di attività e ci metterebbe in condizione di maggiore tranquillità rispetto a prospettive più cupe. I lavoratori testimoniano che a otto anni dall’inizio della fase di difficoltà del sito e a quattro anni dall’apertura del tavolo di crisi presso il Mise non c’è ancora una risposta rispetto ad una vertenza industriale che riguarda il secondo sito produttivo della provincia, in un territorio dichiarato area di crisi industriale complessa”.

Quindi sindacati e lavoratori hanno un “occhio rispetto alla vertenza globale ma un occhio anche rispetto alla politica delle nostre istituzioni, che devono spingere affinchè si realizzino quelle sinergie che possano portare attività per i siti di materiale rotabile che sono in Italia. Attendiamo queste commesse da oltre un anno: tre giorni dopo la visita dell’allora ministro Luigi Di Maio Trenitalia aveva formalizzato l’ordine per i primi 14 treni Zefiro. Questa condizione ora sta minando la tenuta dei lavoratori come persone che meritano rispetto e hanno bisogno di risposte; e anche dal punto di vista sindacale la cosa è inaccettabile”.

Il presidio dei lavoratori di Bombardier

“Le iniziative di mobilitazione – dicevano qualche giorno fa le segreterie sindacali di Fim, Fiom e Uilm e la Rsu – sono giustificate dal livello di incertezza molto alto che accompagna l’operazione, ed ulteriori preoccupazioni sono negli ultimi giorni causati dai cosiddetti ‘rimedi’ (ossia dalla proposta di vendita di attività e di siti produttivi oggi detenuti da Alstom e da Bombardier) che Alstom ha presentato alla Commissione Europea la quale, in qualità di autorità antitrust, dovrà esprimersi sulla sostenibilità dell’operazione di acquisto in termini di competizione di mercato e di potenziali rischi di posizione dominante di mercato”.

Tra i rimedi da porre in essere, Alstom indica tre settori: treni regionali, segnalamento ed alta velocità. “E’ pertanto chiaro che ci saranno, contrariamente a quanto fortemente richiesto dalle organizzazioni sindacali sia a livello europeo che nei singoli Paesi dell’Unione, conseguenze per una parte degli oltre 55mila lavoratori di Alstom e di Bombardier, e ciò non è accettabile a fronte di un’operazione che intende creare un forte gruppo (con una forte base in Europa) nel settore delle forniture ferroviarie, tanto forte da essere in grado di competere alla pari con i rivali cinesi. Ciò non è ovviamente coerente con la necessità di costruire una solida politica industriale a livello europeo a sostegno del settore delle forniture ferroviarie. Chiediamo pertanto piena chiarezza sul piano industriale alla base dell’operazione e sin d’ora annunciamo che contrasteremo qualsiasi azione che dovesse mettere a rischio siti produttivi e posti lavoro”.

“Come segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e come Rsu di Bombardier Vado Ligure – proseguono – denunciamo peraltro ancora una volta come l’attuale situazione dello stabilimento di Vado Ligure sia di enorme difficoltà dato il perdurante e pesante scarico di carichi di lavoro. Non abbiamo peraltro più avuto alcuna notizia circa la formalizzazione del contratto con Hitachi per la produzione dei treni Zefiro 1000 per l’alta velocità (14 treni per il mercato nazionale e 23 treni per la Spagna) per una produzione in grado di portare carico di lavoro per 20 mesi”.

“La notizia che tra i ‘rimedi’ presentati da Alstom alla Commissione Europea ci sia anche la volontà di cedere le attività legate allo Zefiro 1000 ci allarma ancora di più. E’ a questo punto quanto mai urgente che a questa vertenza industriale aperta da 8 anni che coinvolge uno storico sito produttivo di un territorio decretato ‘area di crisi industriale complessa’ venga data una rapida soluzione” concludono.

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