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Lettere al direttore

Basta con il blocco degli sfratti: no all’esproprio della casa! Rispetto per chi ha fatto sacrifici

di Confabitare della Provincia di Savona

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio!!
Di cosa parliamo?
Dell’ennesima furbata, magari fatta con finalità elettorali, mascherata da “aiuto alle imprese”…però a quelle furbette, non ha a quelle che hanno veramente bisogno.
Non ci credete?

A seguito dell’approvazione, da parte della Camera dei Deputati, dell’emendamento presentato dal Gruppo LEU (Liberi e Uguali), è stata introdotta la proroga dal 1° settembre al 31 dicembre 2020 dell’esecuzione degli sfratti (e il nostro timore è che poi, durante le vacanze di Natale, quando tutti sono distratti da pranzi e cene, ci sia una nuova proroga fino all’estate 2021…).
La motivazione?
Ma è ovvio, aiutare le P.IVA in crisi con il pagamento degli affitti a causa del Coronavirus e del Lockdown.
PECCATO CHE LE COSE NON STIANO COSI’.

Il provvedimento in realtà non coinvolge in alcun modo i contratti “colpiti” dall’emergenza da Covid-19, essendo infatti ancora troppo presto perché le cause di sfratto si riversino nei tribunali italiani, mentre “regala” a tutti gli effetti un salvacondotto sulle morosità precedenti, anche di anni, il manifestarsi dell’epidemia.
In questo modo si legittimano soprattutto i disonesti, quelli che non pagano per scelta e non per necessità, danneggiando i locatori che, in molti casi, sono famiglie che hanno fatto enormi sacrifici per investire in un immobile da mettere a reddito e sul quale reddito contavano, questo si, per superare questa emergenza.
MA DALLA SOSPENSIONE DEGLI SFRATTI quale AIUTO o BENEFICIO concreto potranno trarne i conduttori colpiti veramente dalla crisi del Coronavirus e rimasti senza liquidità per pagare gli affitti?
NESSUNO!!
Perché?
Perché da un punto di vista legale, se va bene, per loro il problema dell’esecuzione di un’eventuale sfratto si porrà più o meno solo a partire dalla primavera 2021. Infatti, prima devono partire davanti ai tribunali le procedure di sfratto e poi, una volta concluse, si potrà pensare alla loro esecuzione.
E dato che si stima che le procedure di sfratto dovrebbero partire veramente da settembre…

Ma siccome i “soliti furbi” sono, appunto, furbi, qualcuno risponderà che no, le cose non stanno così, che il Governo ha accolto positivamente l’Ordine del Giorno 08/07/2020 a firma “On. BIANCHI Matteo Luigi” e, quindi, il Governo troverà il modo di risolvere la cosa…si certo, peccato che, essendo un ordine del giorno (che condividiamo in pieno per le finalità di tutela dei locatori), non vi sia un termine entro il quale il Governo debba intervenire…quindi, lo farà con comodo.

CONFABITARE da sempre al fianco dei propri associati e, in generale, di chi possiede immobili, è estremamente preoccupata per la decisione di bloccare gli sfratti che, ancora una volta, scarica una parte del Welfare sui proprietari che non sono né possono diventare i “servizi sociali” al posto dello Stato e dei Comuni.

CONFABITARE, però, non si limita a lamentarsi!
In questi giorni, per il tramite di CONFABITARE NAZIONALE, abbiamo mandato al Presidente del Consiglio, ai Ministri e ai Capi Gruppo parlamentari, una proposta di emendamento-revisione dell’art. 17 bis del “Decreto rilancio” che ha modificato, appunto su proposta di LEU, l’art. 103 del “Decreto cura Italia”.
COSA ABBIAMO PROPOSTO NOI DI CONFABITARE NAZIONALE E VARESE?
CHE SIA FATTA DAVVERO GIUSTIZIA!!
Vogliamo aiutare le imprese in crisi per il Covid?
Facciamolo per davvero!
NON PRENDIAMOLE IN GIRO.

Ecco le nostre proposte più importanti:
1. Proroga al 31/12/2020 dei SOLI sfratti per morosità notificati e convalidati dopo il giorno 01/06/2020 e relativi a canoni non pagati dal giorno 01/02/2020 in poi, con previsione di qualche forma di compensazione per i locatori (ad esempio dei bonus fiscali).
2. Proroga al 01/09/2020 dei SOLI sfratti per morosità convalidati fra il giorno 01/01/2020 e il giorno 28/02/2020
3. Nessuna sospensione per gli sfratti per morosità la cui convalida sia antecedente il giorno 01/01/2020
In autunno tutti dicono che le cose andranno peggio di come sono ora e se davvero sarà così vi saranno forti ripercussioni su tutto il comparto immobiliare, sia quello delle locazioni ad uso abitativo che quello commerciale e se si vuole prevenire un numero esorbitante di procedure di sfratto, nonché la possibile chiusura di decine di migliaia di attività, CONFABITARE chiede che siano adottate alcune forme di indennizzo e di compensazione che possano riequilibrare l’intero comparto, come ad esempio:
1. Contratti abitativi: un vantaggio semplice da introdurre è l’applicazione, per almeno 3 anni, della cedolare secca con aliquota al 10% su tutto il territorio nazionale, invece del 21%, con riferimento ai contratti di locazione a canone concordato (c.d. 3+2). Così si facilitano i nuovi contratti a canone ridotto, si evitano gli sfratti, il tutto a fronte di alcuni vantaggi fiscali per i locatori.
2. Cedolare secca commerciale: con lo scopo di prevenire, attraverso gli sfratti per morosità pressoché inevitabili, la chiusura di decine di migliaia di attività, si pososno adottare provvedimenti finalizzati ad incentivare la sottoscrizione di accordi con i proprietari immobiliari volti alla riduzione, anche in via temporanea, dei canoni di locazione. La cedolare secca (da applicare solo a chi firma accordi di riduzione del canone) è una soluzione possibile, a patto che sia applicabile a tutte le attività in crisi, a prescindere dalla tipologia catastale o dalla dimensione dell’immobile.

Sono proposte semplici, che in parte già ci sono o ci sono state (funzionavano bene, ma le hanno tolte…).
Si tratta solo di introdurle, poi la loro gestione sarà competenza dei privati (locatori e conduttori).
Il Governo ci risponderà?

Confabitare
Provincia di Savona

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