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Autostrade, l’ispettore inviato dal Mit dopo i controlli nelle gallerie: “Il 95% dei tunnel a rischio. Situazione inimmaginabile” foto

Migliorino: "Dieci anni per arrivare ad avere una rete sicura"

Liguria. “Il 95% delle gallerie autostradali in Liguria è a rischio, con situazioni di sicurezza molto compromesse”. A dirlo è Placido Migliorino, il super perito inviato dal Mit per valutare lo stato di salute delle autostrade liguri, dopo aver controllato 285 gallerie.

Controlli che sono solo l’inizio di una lunga stagione di interventi per sistemare la rete autostradale: “Finite le ispezioni, con la messa in sicurezza delle situazione emergenziali inizierà una fase progettuale in cui si valuteranno le priorità e si costruirà il piano di intervento – spiega Migliorino – per fare ciò ci vorranno almeno tre anni, poi potranno iniziare gli affidamenti dei lavori e gli interventi veri e propri”.

Per arrivare a un “accettabile livello di sicurezza” occorreranno quindi anni e soldi: “Credo che si possa stimare in un decennio il tempo necessario per arrivare ad avere una rete sicura – spiega l’ispettore Migliorino – intendendo ovviamente un ripristino del costruito attualmente in servizio”. Sì, perché per adeguare la rete ligure agli standard moderni, invece, il discorso cambierebbe, con demolizioni e ricostruzioni scaglionate “in diversi decenni di lavori e, soprattutto, con tanti soldi da parte del concessionario e dell’ente pubblico”.

Le autostrade liguri, concepite e costruite tra gli anni 50 e 70, infatti, sono obsolete non solo dal punto di vista costruttivo ma anche concettuale, con curve oggi “irripetibili”, svincoli depotenziati, pendenze fuori standard: erano gli anni pionieristici delle grandi opere in calcestruzzo, e le esigenze viarie dovevano fare i conti con una evoluzione tecnica certamente in corsa ma stretta in un panorama tecnologico decisamente di un’altra epoca.

Placido Milgiorino è un fiume in piena quando racconta il suo arrivo in Liguria: “Quando il ministro mi ha affidato questo incarico, la situazione dei viadotti in qualche modo l’avevo prevista, conoscendo già altre infrastrutture costruite negli stessi anni e con le medesime tecniche – spiega – quindi sapevo cosa mi sarei dovuto aspettare”.

Tutt’altro discorso per le gallerie: “Non pensavo di trovare una situazione del genere – racconta – il 95 % dei manufatti era in condizioni critiche, e un crollo come è successo alla galleria Bertè lo scorso dicembre poteva ripetersi da un momento all’altro in decine di altre gallerie”. Un esempio? “La galleria Lagoscuro sulla A26, per esempio, presentava una copertura completamente compromessa, ed è per questo che abbiamo fatto costruire il tunnel di sicurezza all’interno, i crolli potrebbero avvenire da un momento all’altro”.

Una condizione “inimmaginabile: eravamo nella situazione che ogni giorno ci poteva cadere sulla testa qualcosa – sottolinea – e capisco le questioni di viabilità di queste settimane, ma non si può mettere sullo stesso piano la sicurezza e l’incolumità della vita umana di chi transita con i disagi, seppur gravi, di chi viaggia per lavoro e non solo. Nella gestione delle infrastrutture ci sono delle priorità da rispettare”.

“Siamo di fronte a gallerie costruite con gravi difetti, con spessori del calcestruzzo variabili e talvolta inadeguati già in partenza. Difetti che però non escludono le responsabilità di chi ha in gestione queste opere, che è tenuto alla manutenzione e al monitoraggio delle infrastrutture per evitare di arrivare ad una situazione emergenziale come quella che abbiamo vissuto con quasi trecento gallerie da ispezionare in tre mesi” afferma Migliorino senza mezzi termini.

La “missione” ligure dell’ispettore, però, non è finita: “Passata questa fase emergenziale legata alle gallerie, torneremo a ispezionare viadotti e altre parti delle autostrade, da fine agosto saremmo nuovamente operativi”. E dopo le ispezioni, inizierà la lunga stagione dei cantieri.

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