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Autostrade, il premier Conte: “A breve revoca della concessione”

Ieri l'ennesimo ultimatum del governo: meno pedaggi e più manutenzione o scatta la revoca

Genova. “Abbiamo completato l’opera del Ponte di Genova in tempi talmente rapidi che non abbiamo ultimato nemmeno la procedura di revoca, che terminerà nei prossimi giorni”. Così il premier Giuseppe Conte, alla cerimonia per la prima chiusura del Mose di Venezia, è tornato sulla vicenda della concessione ad Aspi dopo le polemiche dei giorni scorsi.

Quello emerso ieri dall’incontro al ministero tra vertici di Aspi e Atlantia e capi di gabinetto di Mef e Mit era invece l’ennesimo ultimatum del governo ad Autostrade: entro il weekend una proposta che preveda riduzioni sui pedaggi (dal 3 al 5%) e più investimenti per le manutenzioni, oppure scatterà la revoca. Le parole del presidente del consiglio, invece, sembrerebbero non lasciare spazio a seconde possibilità.

Tutte le proposte pervenute finora da Aspi sono state bocciate dal governo perché ritenute non soddisfacenti per l’interesse pubblico. Alla società, da quanto risulta, sarebbe stato chiesto di elaborare un nuovo piano entro il fine settimana, termine ultimo per fermare la procedura di revoca. Si parla appunto di revisione delle tariffe, risorse compensative e sanzioni in caso di inadempimenti sulle manutenzioni.

“Situazione paradossale”, l’aveva già definita Conte commentando la notizia che il nuovo ponte di Genova sarebbe stato consegnato ad Autostrade, che ne rimane il concessionario.

Poi però, in serata, la pronuncia della Corte costituzionale che ha dichiarato legittimo il decreto Genova con l’estromissione di Autostrade dai lavori di ricostruzione. Evento che, seppure slegato giuridicamente dal dossier delle concessioni (lo abbiamo spiegato qui), ha dato nuova linfa politica alle istanze di revoca che arrivano soprattutto dal Movimento 5 Stelle.

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