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Autostrade, De Micheli rispedisce le accuse al mittente e dichiara: “Cantieri imposti ad Aspi necessari”

"La situazione è il risultato dei controlli svolti in passato dal concessionario, oggetto di indagine da parte della magistratura”

Liguria. Un lungo post su Facebook, dopo le numerosissime sollecitazioni, politiche e non, per rispondere alle accuse (puntualmente rispedite al mittente) e per dire la sua sulla situazione autostrade, sul caos che ormai regna sovrano in Liguria quotidianamente. Autrice, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli.

Un post attraverso il quale il ministro non entra nel dettaglio del piano di interventi ma che controbatte alle accuse, ad esempio a quelle forti lanciate in giornata dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti di “avere imposto controlli più restrittivi del necessario proprio alla Liguria, e per motivi che non riguardano solo la sicurezza”.

Ma De Micheli, che si dice “pienamente consapevole dei disagi patiti su strade e autostrade” nella nostra regione, rispedisce al mittente le accuse velate di un boicottaggio del “sistema Liguria”, regione governata dal centrodestra, e del modello Genova.

Anzi, cita proprio la vicenda del nuovo ponte e di quello crollato per sottolineare come i controlli non potessero essere rinviate e non potessero essere modulati diversamente: “Per la Liguria vogliamo la sicurezza che non accada più quello che purtroppo è avvenuto nel passato, quando è stato pagato un tributo inaccettabile”.

Inoltre, sulla possibilità di un programma alternativo, più blando e meno impattante, tiene una porta aperta ma con estrema vaghezza: “Possiamo trovare le modalità per accelerare le verifiche e ogni soluzione possibile per limitare i disagi, ma non possiamo accettare il rischio che si ripetano i tragici eventi del passato”.

Ecco il testo integrale del messaggio alla Liguria, un messaggio che rivendica la necessità di intervento e che non lascia molto spazio a dietrofront sul piano di verifiche e manutenzioni chiesto ad Aspi, agli altri concessionari autostradali e ad Anas.

“Per la Liguria vogliamo la sicurezza che non accada più quello che purtroppo è avvenuto nel passato: quando è stato pagato un tributo inaccettabile. I disagi che si stanno vivendo lungo le autostrade liguri si esauriranno progressivamente nei prossimi giorni, con la conclusione di un imponente e approfondito piano di controlli delle gallerie e dei viadotti.

In una regione dove abbiamo, per la sua conformazione fisica, la più alta concentrazione di gallerie d’Europa, abbiamo deciso di dare la massima priorità alla sicurezza. Abbiamo elaborato un piano, nell’ambito delle migliori regole tecniche, per cercare di rendere sostenibili i controlli in un periodo condizionato dal termine dell’emergenza Covid19 e dall’inizio della stagione estiva, che hanno fatto risalire i volumi di traffico. Abbiamo potenziato i treni, abbiamo fatto sospendere alcuni cantieri non autostradali per agevolare la viabilità.

Voglio essere chiara su una cosa: non potevamo rinviare i controlli, come qualcuno ci chiede, perché non si può mettere tra parentesi la sicurezza. Possiamo trovare le modalità per accelerare le verifiche e ogni soluzione possibile per limitare i disagi, ma non possiamo accettare il rischio che si ripetano i tragici eventi del passato. Non potevamo non intervenire in una situazione che è il risultato di controlli svolti in passato dal concessionario e che oggi sono anche oggetto di indagine da parte della magistratura ligure.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a fine maggio non ha modificato in alcun modo gli obblighi e le modalità di ispezione delle gallerie previsti da una circolare del luglio 1967 tuttora in vigore. I concessionari lo sanno e proprio nei giorni scorsi abbiamo inviato loro una lettera per precisare alcune informazioni”.

Le norme in vigore impongono alle società concessionarie di eseguire ispezioni trimestrali per acquisire informazioni sullo stato della superficie del rivestimento delle gallerie. Il manuale di ispezione delle gallerie che abbiamo introdotto non ha cambiato questi obblighi né prescritto nuove modalità di ispezione. Il piano di indagine conoscitiva predisposto da Aspi dopo il cedimento della Galleria Bertè di fine dicembre 2019 non è stato mai ritenuto dai nostri uffici alternativo alle prescrizioni della circolare del 1967.

Al termine di queste rigorose verifiche, la Liguria sarà più sicura e anche per questo più attrattiva e più bella. Da assidua frequentatrice di quella terra sono vicina a tutte le persone, ai residenti, agli operatori economici, ai turisti che stanno vivendo disagi e problemi. Conosco bene quello che sta succedendo e anche per questo la Liguria è in cima alle priorità del nostro Governo. Lo è stata fin da subito: da quando ci siamo insediati abbiamo già stanziato un miliardo, tra finanziamenti e cantieri sbloccati, come i fondi per il nuovo ribaltamento a mare in grado di potenziare il porto di Genova. Vi assicuro che stiamo cercando tutte le soluzioni per ridurre il più possibile i disagi, e lo faremo col metodo seguito fino a ora: con dedizione, costanza e rigore, senza mai tralasciare nessun aspetto dei problemi e sempre insieme alle istituzioni locali”.

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