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Albenga, buona la prima per gli steward sulle spiagge libere: “Nessun disordine e norme rispettate”

Le regole da seguire sono riportate anche su apposta cartellonistica posizionata all’ingresso degli arenili

Albenga. È appena trascorso il primo weekend di lavoro per gli steward voluti dall’amministrazione comunale di Albenga in supporto della polizia locale per la gestione delle spiagge libere in relazione all’emergenza Covid-19.

Le norme, indicate anche attraverso opportuna cartellonistica posizionata all’ingresso delle principali spiagge libere, stando a quanto fanno sapere dal Comune “sono state rispettate e non si sono verificati disagi o disordini”.

“Ricordiamo, – hanno aggiunto dal Comune di Albenga, – che il servizio proseguirà ogni finesettimana e che è importante seguire le regole indicate dal Ministero della Salute per evitare la diffusione del virus (lavarsi spesso le mani; non toccare occhi, naso e bocca con le mani; copriti naso e bocca con fazzoletti monouso quando starnutisci; pulisci le superfici con prodotti a base di cloro o alcol; copriti naso, mento e bocca con la mascherina nei luoghi dove non puoi rispettare la distanza di 1 metro; utilizza guanti monouso per scegliere i prodotti”.

Steward spiagge libere Albenga

“E ancora: evita abbracci e strette di mano; mantieni la distanza di almeno un metro da altre persone); assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 mq per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia; tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m”.

“Si ricorda che il mancato rispetto delle misure elencate, previste dell’ordinanza 33/2020 di Regione Liguria ‘Misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 relativa all’attuazione sul territorio della Regione Liguria delle disposizioni di cui al DPCM 17 maggio 2020’ è punito con sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3000 euro (DL n. 19 del 25/05/20)”, hanno concluso dall’ente comunale ingauno.

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