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Lettere al direttore

“Squilla il telefono”: il racconto della vita quotidiana dei militi delle Croci

"Grazie ragazzi e ragazze di esserci e per quello che fate!"

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Squilla il telefono dedicato alle urgenze, nella sala militi si fa silenzio, qualcuno abbassa il volume del televisore, le carte da gioco rimangono ferme tra le mani, il tempo si ferma, la voce del milite telefonista risponde neutra e calma. “Croce Bianca di… Buongiorno!”. Dall’altro capo del telefono una voce altrettanto calma: “118. Dovreste andare a… , un anziano è disteso in strada all’angolo tra… e via… Si tratta di un Giallo 1”. Mentre parla con l’operatore il milite scrive su un foglietto l’indirizzo e le caratteristiche della missione, che poi consegna all’equipaggio. Nel giro di 2 minuti al massimo la serranda si alza e l’ambulanza esce dalla rimessa per andare al soccorso.

Questa scena, seppur con diverse angolazioni, avviene quotidianamente, giorno e notte, per tutti i giorni dell’anno, in tutte le Croci (bianche, rosse, verdi, gialle, oro) e nelle Misericordie di questa nazione. Ovunque ci sia una o più persone che soffrono per patologie o traumi di vario tipo o pandemie l’ambulanza parte, corre e arriva a destinazione per poi trasportare il paziente in Pronto Soccorso.

Chi sono i militi che compiono questo splendido e umile volontariato? È una fascia trasversale appartenente a tutti i ceti sociali ed economici, di ogni età, a partire dalla maggiore sino a superare in molti casi i settant’anni. Anche i titoli di cultura e le categorie lavorative, oltre ai pensionati, sono variamente rappresentate. Poi ci sono le caratteristiche etiche, molto importanti, che sono presenti in chi aiuta chi soffre, disponibilità, umiltà e senso di appartenenza, oltre alla scelta cosciente e responsabile di operare in favore della società e del popolo sofferente.

Soprattutto i militi sono caratterizzati da un grande senso di coesione, fraternità, accordo interpersonale in cui non arriva uno o arriva l’altro. senza inutili protagonismi e senza che ci sia il bisogno di dirlo basta uno sguardo per capirsi. Non esistono conflittualità o, se nascono, spariscono con la stessa velocità con cui sono nati. Tutti i militi concorrono in grande spirito di collaborazione fattiva e concreta e al raggiungimento dell’obiettivo, cioè al soccorso di chi soffre.

Questo fa grandi tutti i militi. Chiamarli eroi forse mi sembra esagerato, sono persone, sono cittadini della società civile, con una loro precisa personalità, che donano una cosa preziosa della loro vita: il tempo speso non per se stessi ma per gli altri. Grazie ragazzi e ragazze di esserci e per quello che fate!

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