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Savona, Italia Viva: “Maggiordomi di quartiere, il Comune dica a che punto è l’iter”

Le consigliere Pasquali e Olin: "Mancanza di partecipazione è diventata la cifra stessa di questa amministrazione"

Savona. “Durante lo svolgimento della Terza Commissione Consiliare Permanente, tenutasi il 28 aprile, era stata avanzata una proposta da parte della consigliera commissaria Elda Olin. L’11 maggio, in assenza di risposta da parte dell’assessore Ileana Romagnoli, la consigliera Olin scriveva all’assessore per avere una risposta formale. Con tale lettera proponevamo di far partecipare ai tavoli di lavoro della cosiddetta ‘fase 2′ dell’emergenza post covid-19, tutte le associazioni di volontariato accreditate con il Comune di Savona e di coinvolgere, in questo lavoro, anche i consiglieri comunali tutti, sia di minoranza che di maggioranza, quantomeno uno per ciascun Gruppo Consiliare. Con rammarico registriamo che, ad oggi, nessuna risposta è stata data dall’assessore”. A farlo sapere sono le due componenti del gruppo consiliare Italia Viva Savona, Barbara Pasquali ed Elda Olin.

“Proprio in questo momento di difficoltà e di grave crisi, ci aspettavamo che la proposta di aiuto e di partecipazione fosse accolta con entusiasmo, per il bene della città – scrivono – Ma così non è stato. La mancanza di partecipazione e di coinvolgimento da parte del Comune è diventata la cifra stessa di questa amministrazione. Vi sono molti progetti relativi al sociale ed al welfare che attendono una realizzazione, anche nel nostro territorio. E’ notizia di pochi giorni fa, ad esempio, che in autunno verranno aperti sportelli del ‘maggiordomo di quartiere’ in tutta la Liguria; una risposta, seppur non esaustiva e perfettibile, ma sicuramente un primo passo mirato al sostegno ed all’ascolto delle famiglie, dei lavoratori e dei soggetti deboli, attraverso la creazione di punti di prossimità sul territorio”.

“Nei prossimi giorni dovrebbe partire l’attività per l’allestimento degli sportelli e per la selezione e formazione attraverso tirocinii e work experience dei ‘maggiordomi’: persone in temporanea difficoltà economica, con ISEE inferiore a 20 mila euro, residenti in Liguria e che conoscano la lingua italiana e abbiano assolto all’obbligo formativo. Chiediamo a che punto sia l’iter di realizzazione anche nel savonese, si tratta di un duplice aiuto, sia per chi è senza lavoro e in difficoltà economica, sia per chi usufruirà dei servizi di prossimità resi dai cosiddetti maggiordomi”.

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