Savona: chiuso l'ufficio postale di via Buozzi, gli abitanti lanciano una raccolta di firme per riaprirlo - IVG.it
Infuria la polemica

Savona: chiuso l’ufficio postale di via Buozzi, gli abitanti lanciano una raccolta di firme per riaprirlo

L'ex vicesindaco Lirosi denuncia: "La situazione causerà disgregazione sociale"

Savona. “In un quartiere popoloso di circa 8mila abitanti, dei quali più della metà decisamente anziani, è stato improvvisamente chiuso l’ufficio postale. In zona non esiste alcuno sportello bancario (a Zinola, Legino, Fornaci e Oltreletimbro si, a piazzale Moroni no): è una situazione fortemente inidonea”. A scriverlo in una nota è Francesco Lirosi, ex vicesindaco reggente durante il secondo mandato di Carlo Ruggeri, in merito al fermo imposto all’ufficio postale di via Buozzi, a Legino, uno degli unici due (su 96) ancora chiusi in provincia (l’altro è ad Alassio) dopo il lockdown.

“Come può succedere una cosa del genere? – chiede Lirosi – I cittadini debbono recarsi in altri quartieri per le loro specifiche incombenze con evidente disagio. È una situazione che potrebbe portare vivo nocumento agli abitanti e persino disgregazione sociale, con depauperamento del normale livello del buon vivere civile”.

“Un gruppo di cittadini del quartiere di piazzale Moroni mi ha riferito di essersi rivolti alla direzione delle Poste Italiane ma le risposte pare siano state poco rassicuranti – spiega – Ora è in corso una raccolta di firme tra i cittadini giustamente indignati”.

“Tra Covid, conseguente rallentamento delle entrate degli utenti e immancabile aumento delle difficoltà operative per i lavoratori è naturale che i servizi siano rallentati, è inevitabile, ma la soppressione totale del servizio per un bacino d’utenza così vasto mi pare inaccettabile”, dice ancora l’ex vicesindaco reggente.

“Le Poste, che ormai non mancano di pubblicizzare insistentemente servizi e assistenza per la cittadinanza, si devono considerare un servizio sociale o semplicemente una ditta qualsiasi, obbligata ad attenersi alle leggi del mercato? E il nostro bel governo cittadino preferisce non interessarsi di simili problemi o addirittura li ignora? Auspico che la direzione delle Poste Italiane voglia rimediare il più presto possibile a questa situazione veramente dannosa per i cittadini”, conclude Francesco Lirosi.

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