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Savona Calcio, tutto tace

Tra silenzi e voci di una trattativa per la cessione. La proprietà, pesantamente indebitata, cerca acquirenti

Savona. Era il 15 giugno 2019. Un anno fa Roberto Patrassi e i legali Sergi e Bignami Suardi si presentavano in una conferenza stampa al Mare Hotel di Zinola, quali rappresentanti di una fantomatica cordata imprenditoriale milanese. Un rilevante gruppo, si diceva, impegnato nel campo dell’efficientamento energico, intenzionato a risollevare le sorti del Savona FBC.

Nel frattempo, come è noto, molte cose sono cambiate e diversi nodi venuti al pettine. Il presidente in pectore si era dimesso a ottobre. Sergio Sgubin, chiamato in dicembre ad amministrare le poche risorse disponibili, si è anch’egli defilato in sordina un mese più tardi. La notizia è stata resa pubblica solo a inizio maggio. La massima carica dirigenziale resta quindi vacante.

La maggioranza del club biancoblù è amministrativamente detenuta all’82% da una società, la Sana Sport & Management, per un valore stimato di 41mila euro. Il 75% della stessa fiduciaria fa capo a un prestanome, tale Antonio Villano. Le restanti quote appartengono al commercialista Carlo Sergi.

Le mancate risposte della proprietà fantasma hanno contributo ad avanzare dubbi o ipotesi di vario genere. In tempi non sospetti, era uscito il nome di Ivan Turola, faccendiere milanese recentemente coinvolto in un’inchiesta su tangenti e appalti truccati in Sicilia.

Nel registro degli indagati anche due esponenti di Siram, gruppo impegnato nelle energie rinnovabili ed efficientamento energetico.

Da lì un possibile intreccio. La parte in causa, ad ogni modo, aveva smentito ogni possibile coinvolgimento.

Le intenzioni, come dichiarato negli ultimi incontri prima del lockdown, erano quelle di cercare un supporto economico dai soci e dagli imprenditori locali. “Un aiuto dalla città”, si era detto in modo esplicito. Senza questo supporto, o l’arrivo di nuovi compratori, lo spettro del fallimento è più che concreto.

Il Savona è gravato da debiti superiori al milione, molti dei quali precedenti all’attuale gestione. A questo, si aggiungono altre delicate questioni, con possibili cause civili all’orizzonte.

La gran parte delle società di Serie D (se si escludono quelle coinvolte nelle retrocessioni a tavolino), stanno iniziando a muoversi, a due settimane dall’apertura del mercato dei dilettanti.

In casa Savona resta il solito silenzio. Un silenzio che fa rumore.

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