Paradosso?

Savona, 30 steward in azione nonostante l’allerta meteo: “Sotto la pioggia per ore e nessuno in spiaggia”

Eccessivo in una giornata come questa? Forse... Parla uno degli addetti alla sorveglianza delle spiagge savonesi

spiaggia deserta maltempo

Savona. E’ scattato in questo weekend il protocollo di sicurezza stabilito in sede di Port Authority per il controllo delle spiagge libere savonesi, con gli steward impegnati a controllare e verificare gli accessi sul litorale savonese per evitare gli assembramenti e far rispattare le regole anti-Covid.

Nel tratto da Porto Vado fino al confine con Albissola Marina sono 15 le spiagge libere, per ognuna delle quali è stata stabilita una capienza massima di bagnanti. E per ognuna, secondo le disposizioni stabilite, sono previsti 2 steward impegnati in una attività di vigilanza continua, dalle ore 8.00 del mattino fino alle 20.oo di sera.

Tuttavia oggi, in una giornata di burrasca e di allerta meteo, prima gialla e poi diventata addirittura arancione, si è notato un paradosso: 30 vigilantes a controllare le spiagge libere savonese quando sul litorale, per ovvie ragioni, non era presente nessuno. A qualcuno è suonato come uno spreco di risorse considerando la giornata di forte maltempo, per altri, invece, giusto mantenere il presidio di controllo, esattamente come viene svolto dai bagnini negli stabilimenti balneari, sempre presenti nonostante condizioni meteo magari avverse.

Punti di vista, è vero, ma ciò non toglie il paradosso odierno, come è stato raccontato ad IVG.it da uno dei tanti steward che potrebbero essere impegnati quest’estate nelle spiagge libere savonesi (se il servizio sarà confermato, considerando che ad ora è stato dato il via libera per due weekend di prova): “Quando l’allerta è diventata arancione sono passati anche i vigili urbani a dirci di andare via…”.

“E da questa mattina che siamo sotto la pioggia, a guardare il mare e le spiagge deserte… Abbiamo in dotazione un ombrellone e un tavolino, ma con il maltempo di queste ore inutile dire l’acqua che ci siamo presi. E’ chiaro che siamo rimasti, in quanto il nostro compito è rimanere qui fino a nuovo ordine” racconta lo steward. “Forse con maggiore buon senso, in questi casi, il servizio può essere organizzato e gestito in maniera differente, anche perchè 30 persone a Savona per sorvegliare litorali deserti pare davvero eccessivo” aggiunge.

Ricordiamo che, secondo i dettami dell’accordo di monitoraggio, gli steward hanno solo un compito di controllo e verifica della capienza massima. In caso il limite venisse raggiunto e qualche bagnante cerchi di forzare la mano per entrare lo stesso: “Ovviamente non abbiamo funzioni di ordine pubblico, in casi come questi dobbiamo avvertire la nostra centrale operativa che a sua volta allerterà le forze dell’ordine che interverranno dove richiesto e dove esiste il problema” conclude.

E prima delle 8.00 del mattino e, soprattutto, dopo le 20.00 di sera? In questo periodo di tempo i controlli spetteranno solo alle forze dell’ordine: alcune spiagge libere saranno transennate, esattamente come nel periodo di lockdown, ma altre potranno avere un libero accesso. Anche per questo, nel corso dell’ultima riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il Prefetto ha rassicurato i sindaci su attività ispettive ad hoc che saranno effettuate nell’ambito di un coordinamento operativo tra le varie forze dell’ordine impegnate sul territorio in questa estate 2020.

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