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Regionali Liguria, il M5s vira su Massardo: da Roma la nota “renziana” che fa infuriare la sinistra

Pastorino (LeU): "Forzatura inaccettabile, se Crimi vuol farsi dettare la linea di Renzi faccia pure". E chiede al Pd di convocare subito un tavolo di confronto

Liguria. La nota arriva in orario da seconda serata, quando è ormai chiaro e irreversibile che anche l’ennesimo fine settimana si è chiuso senza un accordo, all’interno della coalizione giallorossa, sul candidato da schierare contro Giovanni Toti per le regionali liguri di settembre.

La nota è quella del Movimento 5 Stelle che, in maniera finalmente ufficiale, abbandona l’endorsement a Ferruccio Sansa e vira sull’ex preside di Ingegneria Aristide Massardo che, nel frattempo, ha iniziato la sua campagna elettorale.

Il cambiamento di rotta dei pentastellati arriva dopo le dichiarazioni, sabato, di Matteo Renzi, leader di Italia Viva: “Se il candidato sarà Sansa andremo per conto nostro”. L’ipotesi Massardo avrebbe potuto quindi mettere d’accordo l’alleanza e in più tirare dentro anche Italia Viva. Se non fosse che quel nome proprio non piace alla sinistra di Campo progressista (LeU, Sinistra Italiana, verdi) e neppure al Pd, senza pregiudiziali, ma fondamentalmente perché è un nome affatto “suo”.

Questa la nota del Movimento 5 Stelle:

“Dopo i numerosi confronti avvenuti nelle ultime settimane sia con le altre forze politiche che con i cittadini, pensiamo che sia ormai giunto il momento di prendere una decisione per la Liguria. Se davvero vogliamo cambiare passo dobbiamo convergere su un candidato presidente che sia espressione della società civile, che possa rappresentare i cittadini liguri che non si rassegnano, prima ancora che le forze politiche che lo sostengono”.
“È cosa nota che il M5S, ormai da settimane, è pronto a cominciare la campagna elettorale a sostegno di un candidato civico che possa essere garante dell’intesa programmatica raggiunta con le altre forze politiche. Dopo i confronti avvenuti con le forze di centrosinistra, riteniamo che il professor Aristide Massardo possa essere la scelta migliore. Non si comprende dunque per quale ragione vi siano ancora titubanze e resistenze”.
“Il professor Massardo con la sua lista civica e il suo slancio ha già dimostrato di essere una persona seria, concreta e operativa, a nostro avviso adatta a unire – nel rispetto delle singole diversità ed identità – Movimento 5 Stelle e forze progressiste di centro e di sinistra in questa battaglia per il cambiamento. È tempo di compiere una scelta e di abbandonare i particolarismi. Uniamo le forze per una Liguria migliore!”.

Una tesi sostenuta anche dalla senatrice ligure del M5S Elena Botto: “Non c’è più tempo da perdere, la Liguria ha bisogno di rinascere, è fine giugno e dobbiamo cominciare la campagna elettorale. Aristide Massardo ha dimostrato di avere le caratteristiche di un candidato civico da contrapporre a un centrodestra che ha solo saputo fare proclami appropriandosi del lavoro messo a punto dal Governo e impantanarsi invece in quelle che sono le sue competenze specifiche, come la sanità, lanciandosi in progetti spot, come la nave per il Covid, che è costata milioni di Euro per poche decine di pazienti in isolamento (non in rianimazione). Questo la dice lunga su tutto. Mi auguro che tutte le forze in campo convergano su questo punto. É tempo di decidere. Restituiamo la Liguria ai liguri”.

Immediata la reazione della sinistra che con una nota del deputato genovese Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera di LeU, afferma: “L’appello del Movimento 5 Stelle per la candidatura di Massardo alle regionali in Liguria è inaccettabile. Se Vito Crimi, reggente del M5S, ha deciso di farsi dettare la linea da Renzi e da Paita faccia pure. Ma per me non è accettabile. Io ho sempre lavorato insieme al consigliere regionale, Gianni Pastorino, e tutta l’area di campo progressista, per una soluzione larga. Le forzature non portano a nulla di buono. Auspico che il Pd, già domani mattina, convochi un tavolo di confronto“.

La palla è (di nuovo) fra i piedi del Partito Democratico. E le ipotesi sono almeno tre (+ una). Prima ipotesi: il Pd accetta, pur se non di buon grado, l’ipotesi Massardo, porta a casa l’alleanza con M5s e Italia Viva ma perde la sinistra progressista. Seconda ipotesi: l’alleanza tra Campo progressista e pentastellati salta e la sinistra torna con l’idea di un nome alternativo a quelli sentiti finora. Terza ipotesi: ognuno corre alle regionali con un proprio candidato, con una possibilità di vittoria pari quasi allo zero, e a questo punto bisogna capire chi avrebbe voglia di mettersi in gioco. Quarta ipotesi, quella più deleteria: lo stallo prosegue.

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