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Privatizzazione ospedali, l’accoglimento del ricorso “spacca” la politica: le reazioni

Per Movimento 5 Stelle e Pd “gestione sanitaria fallimentare”. Lega promuove “il ricorso al Consiglio di Stato”. Cgil chiede "il mantenimento del servizio pubblico"

Regione. L’accoglimento del ricorso del Policlinico di Monza in merito al bando per l’assegnazione della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo ha scatenato un vero e proprio caos, alimentando ancor di più le nubi sul futuro dei due nosocomi, ma non solo. 

La decisione del Tribunale Amministrativo della Liguria ha infatti contribuito a spaccare ancora di più la politica, che già da tempo dibatte sulle sorti degli ospedali e sulla sanità in generale. 

Mentre da una parte, diversi esponenti di Movimento 5 Stelle e Pd inquadrano la vicenda come “il fallimento della gestione del centrodestra” e chiedono “lo stop alle privatizzazioni”, dall’altra gli esponenti del centrodestra, in particolare della Lega, promuovono il “ricordo al Consiglio di Stato” (già annunciato oggi, peraltro, dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti). 

“Avevamo più volte cercato di sensibilizzare la giunta in merito: in via generale, la privatizzazione della sanità non è mai la via maestra; nel particolare, il ricorso a suo tempo presentato dal Policlinico, al netto dell’esito odierno, avrebbe solo procurato ritardi e disservizi nell’erogazione delle cure di cui hanno bisogno i cittadini”, ha dichiarato il il consigliere regionale dell’M5S Andrea Melis.

“Ora, se Regione dovesse assegnare la gestione dei due ospedali al Policlinico di Monza, c’è il rischio che la vicenda si trascini ulteriormente: il Galeazzi potrebbe presentare un controricorso al Consiglio di Stato del gruppo Galeazzi. Causando ulteriori disagi cui ormai avremmo voluto vedere porre in atto soluzioni: i nosocomi di Albenga e Cairo, oltre a essere sotto organico, sono fermi negli investimenti, con una programmazione sanitaria insufficiente. Si rivaluti una volta per tutte la decisione di privatizzare, puntando sul pubblico”, ha concluso l’esponente pentastellato. 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Pd Ligure, dal quale hanno dichiarato: “La notizia dell’accoglimento, da parte del Tar, del ricorso presentato dal Policlinico di Monza contro l’assegnazione degli ospedali di Cairo Montenotte e Albenga all’Istituto Galeazzi di Milano, dopo la gara indetta l’anno scorso da Alisa (che era già stata oggetto di un primo ricorso), è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della Giunta Toti. Volevano privatizzare gli ospedali liguri, scelta a cui ci siamo opposti considerandola profondamente errata e, per fortuna, non ci sono riusciti, collezionando una serie di brutte figure”.

“Ma il pasticcio del tentativo di privatizzazione di Cairo Montenotte e Albenga è solo la punta dell’iceberg di un modus operandi dilettantistico messo in campo dalla Giunta regionale. Ne sono una dimostrazione la gara per l’ospedale del ponente genovese a Erzelli andata deserta per ben due volte e il cantiere del Felettino della Spezia mai realmente partito, tanto che, dopo cinque anni di governo Toti-Viale, siamo alla revoca del contratto e al punto di partenza. Toti, Viale e Locatelli cambino mestiere, perché si sono dimostrati del tutto incapaci”. 

“Il PD è sempre stato contrario alle privatizzazioni volute dall’attuale Giunta ligure, ma il centrodestra non è stato neppure in grado di fare le gare. Le Regioni italiane che hanno risposto meglio all’emergenza Covid-19 sono quelle che hanno privatizzato meno la sanità. La sentenza su Cairo e Albenga è la migliore occasione per fermare tutto e cambiare rotta. Sospendano tutte le privatizzazioni sanitarie e consegnino, questa volta per davvero, un libro bianco al prossimo Consiglio regionale. La Giunta regionale smetta di fare danni”, hanno concluso. 

Durissima la presa di posizione dell’onorevole del Partito Democratico Franco Vazio, che non ha usato mezze misure per inquadrare, a suo dire, il “totale fallimento della gestione sanitaria del duo Toti-Viale”: “Avevo detto in tempi non sospetti che il bando di gara predisposto dal duo Toti e Viale fosse un raro esempio di insipienza ed arroganza; perché la gara era viziata e distorta sia per gli eccessi di discrezionalità, sia per la poca trasparenza e le impari condizioni per i partecipanti. Era un pasticcio evidente a tutti, dove i privati avrebbero potuto cambiare la destinazione dei nostri ospedali, scegliere le discipline più remunerative, chiudere reparti, trasferire cose e specialità da un ospedale ad un altro. Al posto di medicina per i nostri anziani, avremmo potuto trovare magari un reparto di chirurgia estetica. Per i dipendenti sarebbe stata una vera e propria lotteria con reali rischi di licenziamento o di trasferimento”.

“All’assessore Viale, che si rifiutava di incontrare i nostri sindaci e amministratori, avevo inutilmente chiesto di rispondere a questi semplici quesiti: Se il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva erano per lei priorità irrinunciabili, come mai non sono  imposte nel budget? Come mai non erano stati previsti punteggi di valutazione dell’offerta nel caso di loro attivazione? Come è possibile che un bando di oltre 700 milioni possa prevedere nella griglia di valutazione dell’offerta di chi parteciperà alla gara, che 60 punti su 70 totali attengano a questioni molto opinabili e siano rimessi a valutazioni sostanzialmente discrezionali? Non crede che il privato che abbia “un buon rapporto con la Regione”, visto e considerato che molte partite con l’intesa delle parti possono essere regolate successivamente all’assegnazione, ha di fatto un vantaggio incolmabile? Non ho ricevuto risposte o spiegazioni”.

“Ora la sentenza del TAR Liguria, mi da ragione e mette la pietra tombale su un certo modo di fare politica e gestire la sanità, che privilegia ‘il privato’ e strizza l’occhio alla vicina Lombardia. Soprattutto in giorni in cui tutti hanno visto la fondamentale importanza della Sanità pubblica e lo straordinario lavoro dei medici e degli infermieri che proprio nel pubblico hanno salvato la vita dell’Italia e degli Italiani. Questa sentenza mette a nudo la disfatta colossale della Giunta regionale. Gli ospedali di Albenga e di Cairo sono avviati al disastro: non si può assegnare a chi ha vinto la gara, perché essa è annullata e non si può neppure farne una nuova perché la sentenza non è definitiva”.

“Oggi la sanità ligure subisce un colpo mortale per opera del duo Toti-Viale: insipienti, arroganti ed incompetenti. Servono uomini e donne che sappiano di che parlano, che privilegino la sostanza alle conferenze stampa e all’apparenza. L’incubo sta per trasformarsi in realtà: i malati senza una casa e i lavoratori per strada. Risultati davvero eccezionali di cui Toti e Viale possono andare fieri. Ed ora loro, anziché prendere atto, vogliono impugnare la sentenza e bloccare tutto”.

“Non c’entrano nulla il codice degli appalti, il modello ‘Genova’ e la burocrazia; si tratta solo di una gara, che nella migliore delle ipotesi e ‘pensando bene’, è solo stata fatta male ed in spregio della legge. A questo fallimento si risponde solo con due parole: pubblico e immediatamente.  L’Ospedale di Albenga e l’Ospedale di Cairo non siano terre di conquista. Questa disfatta sia raccolta come un’opportunità per cominciare a ricostruire una sanità vera e pubblica. Alla Sanità costruita in questi mesi nelle Fiere e sulle Navi, e che oggi non c’è più, possiamo fare volentieri a meno”, ha concluso l’onorevole Vazio.

Di tutt’altro avviso, invece, la Lega, per voce del vice capogruppo regionale Paolo Ardenti: “Auspico che Regione Liguria presenti ricorso al Consiglio di Stato, ma se si vuole davvero migliorare l’efficenza delle nostre strutture non lo si può fare mantenendo un sistema che impiega anni per aggiudicare un qualsiasi bando di gara. Occorre difendere il territorio e andare avanti con il rilancio dei due ospedali savonesi”.

“Probabilmente anziché preoccuparsi, come facciamo noi, per il futuro degli ospedali di Cairo Montenotte e Albenga, il Pd esulterà di fronte a questa notizia. Tutti parlano di sburocratizzazione e di efficenza indicando il ‘Modello Genova’ ma solo con Lega al Governo quel modello di buonsenso è diventato una realtà. Ora si è trasformato in un semplice slogan. Ricordo che per anni, in Liguria, la politica della sinistra ha tagliato fondi, chiuso ospedali, abbandonato la sanità territoriale. A seguito dell’emergenza coronavirus si sono improvvisamente ‘svegliati’ e, al contrario di quanto avevano fatto in passato, hanno concesso in questa emergenza anche a Regione Liguria di aumentare le assunzioni di personale”.

“Peccato che per la chiusura delle Specialità adesso non ci sono medici da assumere e anche gli infermieri che potremmo oggi impiegare per potenziare i servizi distrettuali devono ancora terminare i loro studi. Questo è il Governo dell’app Immuni ossia incapace di fare progetti utili e di aiutare le amministrazioni regionali in difesa del futuro degli ospedali sul territorio”, ha concluso Aredenti. 

Ma non c’è solo la politica: anche i sindacati sono scesi in campo. In primis, la Cgil che per voce dei rappresentanti Federico Vesigna e Andrea Pasa, che ha lanciato un deciso appello a Regione Liguria: “La Regione mantenga il servizio pubblico. In questa fase dolorosa di lotta all’emergenza Covid è emerso chiaramente come i sistemi sanitari pubblici abbiano saputo dare le risposte più efficaci nel contenimento dell’epidemia.
Spiace constatare che, né davanti a questa evidenza, né di fronte all’accoglimento del secondo ricorso che contesta la modalità di aggiudicazione degli ospedali, Il Presidente Toti continui a dichiarare di voler proseguire nella strada della cessione a privati degli ospedali, dopo anni di depauperamento del servizio sanitario regionale.
Facciamo un appello al Presidente e all’Assessore: fermatevi, prendete atto che questo è il momento di investire risorse (anche quelle delle gare e dei controricorsi) sul sistema sanitario pubblico, a favore dei cittadini e dei lavoratori”, hanno concluso.

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