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Pietra, turista malata chiede piazzola riservata in spiaggia: “Devo nuotare ma il Covid mi ucciderebbe”. Ma il Comune dice no

L'ufficio demanio del Comune purtroppo non ha potuto accogliere la richiesta

Pietra Ligure. Una piccola porzione di spiaggia libera “dedicata” a lei e ai suoi famigliari, per poter godere del male (il nuoto è un’attività importantissima per la sua salute) senza il rischio di contrarre il Covid-19 da qualche vicino di ombrellone. E’ questa la richiesta che una 54enne turista affetta da diverse e gravi patologie ha rivolto al Comune di Pietra Ligure. E che purtroppo non è stata accolta.

Andiamo con ordine. La signora Luisa (nome di fantasia) ha 54 anni e, con la sua famiglia, frequenta Pietra Ligure ed il suo litorale da decenni, cioè almeno settant’anni (i primi a venire in Riviera furono addirittura i suoi nonni). Purtroppo la sua salute è molto precaria: oltre ad aver vinto la battaglia contro un tumore maligno, è affetta da una sindrome molto rara chiamata “sindrome da anticorpi antifosfolipidi”. Una malattia che oltre a causarle tutta una serie di problemi, in caso di contagio da coronavirus la metterebbe in pericolo di vita. Inoltre, Luisa ha anche una malattia degenerativa, la “stenosi al canale del midollo”, che è “in via di peggioramento e che si cura solo con un intervento molto rischioso ma che trova giovamento con il nuoto fatto in modo intensivo”.

Per questo motivo, Luisa ha bisogno di nuotare per conservare almeno un po’ della sua salute, ma non può frequentare le spiagge perchè sarebbe esposta al rischio di contagio da Covid, un rischio che “probabilmente sarebbe fatale”.

Certo, Luisa potrebbe frequentare gli stabilimenti balneari privati, dove le distanze vengono garantite e mantenute dai gestori. Purtroppo, la situazione economica della sua famiglia non è delle migliori e perciò non può permettersi i costi di un ombrellone e un lettino: “Sono disoccupata (ho il 70 per cento di invalidità e per un misero 4 per cento non prendo il sussidio), mio marito è pensionato e abbiamo una figlia adolescente. Con un’unica entrata mensile familiare di 1400 euro non possiamo permetterci di pagare la spiaggia attrezzata”.

In sintesi, Luisa ha bisogno del mare per poter stare meglio, ma non può accedere alle spiagge libere per il rischio di un contagio fatale e non può permettersi i costi di una spiaggia privata.

Da qui la sua richiesta, prontamente girata al Comune di Pietra Ligure: “Chiedo di poter delimitare la nostra porzione di spiaggia per il tempo in cui ne usufruiamo (il nostro nucleo familiare che può essere nell’arco dell’estate compreso fra 3 e 4 persone) utilizzando dei picchetti piccolissimi che non sporgono dal terreno se non i pochi centimetri che servono per reggere il nastro che contornerà la postazione rasoterra. In questo modo mi assicuro che nessuno metterà il telo mare o la stuoia a meno di un metro di distanza da me o dai miei familiari (se si ammalano loro lo prendo di sicuro anch’io). Io scenderò in spiaggia con la mascherina e la toglierò solo una volta sdraiata. Per nuotare metterò la maschera integrale della Decathlon e così sarò protetta anche in acqua, la mia faccia non si bagnerà nemmeno”.

“Staremo in spiaggia poche ore al giorno, soprattutto presto tra le 8 e le 10-10.30 non oltre, e al pomeriggio sicuramente dopo le 16.30 per massimo un paio d’ore non oltre. Toglieremo tutto ogni volta che lasciamo la spiaggia e sarà facilissimo perchè non si tratta di cose invasive o ingombranti (picchetti e nastro costano in tutto 7 euro)”.

L’ufficio demanio del Comune purtroppo non ha potuto accogliere la richiesta: “Pur comprendendo la sua particolare situazione – si legge nella risposta inviata a Luisa – la informo che non mi è possibile autorizzarla a delimitare, con i dispositivi da lei mostrati, la sua postazione all’interno della spiaggia libera. Le indicazioni sul comportamento da tenere in spiaggia e sulle distanze sociali da osservare sono illustrate su appositi cartelloni affissi all’ingresso di ciascuna spiaggia libera; verrà inoltre operata un’attività di vigilanza sull’arenile, da parte di personale specializzato, nei periodi di maggiore affluenza, ossia nei fine settimana e nel periodo dal 10 al 24 di agosto”.

Mi dispiace che la mia richiesta alla fine non venga accolta – commenta Luisa – L’idea l’avevo presa dal Comune di Nuoro che distribuisce gratuitamente un kit simile ai villeggianti per autodelimitare la propria porzione di spiaggia. Mi sembrava una soluzione ottima per salvaguardare la sicurezza”.

A questo punto non so se verrò a Pietra Ligure, dato che le misure prese dal comune non mi sembrano sufficienti a garantirmi il necessario distanziamento – aggiunge con un certo dispiacere – C’è qualcuno che controlla gli ingressi in spiaggia per verificarne il numero? Oppure bisogna mettersi a contare quante persone ci sono, prima di entrare naturalmente, e ovviamente tenendo conto anche di quelle che sono in acqua oppure a farsi una passeggiata sulla battigia. Magari potrei mettere tre stuoie intorno alla mia, così il distanziamento è fatto”.

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