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Partite di calcetto rinviate dopo il 25 giugno

Lo speciale del Ct Vaniglia

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Finalmente è ricominciato il calcio giocato in Italia – con le semifinali di ritorno di Coppa Italia in diretta tv tra Juventus e Milan, Napoli e Inter. Insieme a questa lusinghiera notizia è arrivata però anche una brutta sorpresa per gli amanti dello sport amatoriale. La bozza del nuovo dpcm che circolava infatti dava il via libera alle partite di calcetto tra amici e in generale alla ripresa degli sport di contatto (anche basket, pallavolo, ecc.), inizialmente a partire da lunedì 15 giugno. Invece il Governo ha deciso una prima volta di far slittare la data per la riapertura.

Dal 25 giugno possono riprendere gli sport di contatto amatoriali, se le regioni accertino che ricorre la compatibilità dello svolgimento con la situazione epidemiologica” aveva dichiarato il premier Giuseppe Conte, ma l’ultima parola spetterà ai ministri dello Sport Spadafora e della Salute Speranza in base alla situazione epidemiologica.

Ora a quanto pare sono intervenuti ulteriori nuovi cambi di rotta. Quando si potrà pertanto tornare a giocare con esattezza a calcetto? Adesso che l’Italia è ormai entrata a pieno nella Fase 3, questa è la domanda che i tanti praticanti degli sport amatoriali di squadra si sono posti. Se dal 25 maggio c’è stato il via libera alle riaperture di palestre, piscine e centri sportivi, per il calcetto invece perché si dovrà aspettare ancora? In sostanza se Palazzo Chigi da un lato aveva dato il suo disco verde, l’ultima parola pare spetti però come detto alle singole Regioni e ai ministri Spadafora e Speranza, che valuteranno in base all’evoluzione della curva del contagio.

Da sempre il calcetto è uno degli svaghi preferiti dagli italiani. Le immancabili partite tra amici e colleghi, oltre a essere linfa vitale per i centri sportivi, sono praticamente un rito che coinvolge migliaia di appassionati del campo piccolo. Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus a inizio marzo, ovviamente non è più possibile scendere in campo visto che si tratta, al pari di basket o volley, di uno sport di squadra dove è impossibile rispettare il distanziamento sociale.

Le riaperture inizialmente decise dal governo a partire dal 25 maggio, non avevano riguardato quindi il calcetto nonostante che i centri sportivi potranno tornare a essere operativi. Adesso la questione che sembrava essersi sbloccata e nuovamente cambiata. Inizialmente Vincenzo Spadafora aveva parlato del 22 giugno come possibile data per una ripartenza anche del calcetto, ma lo start era stato poi posticipato di tre giorni.

Per il ministro “il problema è che dobbiamo superare l’idea del distanziamento, mentre oggi è una cosa che dobbiamo assolutamente rispettare tutti quanti, così come l’utilizzo delle mascherine; dobbiamo capire se riusciamo a vivere e gestire bene questa riapertura delle Regioni”. Stando alle parole di Vincenzo Spadafora, sembrerebbe essere tutto pronto per una ripartenza del calcetto dopo il 25 giugno, anche se resta da capire quali saranno le regole da rispettare.

Spadafora  ha espresso al riguardo dubbi e perplessità. Ecco di seguito il suo pensiero: “Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede che la valutazione sulla riapertura degli sport di contatto venga fatta a partire dal 25 giugno; il che non vuole assolutamente dire che dal 25 giugno la ripresa sia automatica. Dal 25 giugno in realtà il Ministero della Salute si è riservato di verificare con le rispettive Regioni l’eventuale apertura regione per regione nei giorni e nelle settimane successive. Il senso di responsabilità di chi governa non può essere condizionato. Questi sport non riprenderanno neanche il 25 giugno con certezza – ha proseguito – perché  il Ministro Speranza ha ritenuto che non si potesse venire meno alle due regole che valgono per tutti i cittadini, ovvero il distanziamento sociale e la mascherina. Gli sport di contatto non consentono di rispettare queste due regole. Oggi per andare in un supermercato, o per viaggiare in treno, noi chiediamo agli italiani di mantenere il distanziamento sociale e di portare la mascherina. Non possiamo consentire che soltanto per fare attività sportiva di base queste misure di sicurezza vengano evitate. Quindi non sappiamo ancora quando ci sarà il via libera agli sport di contatto”.

Se non fosse tutto maledettamente vero, sembrerebbe di vivere in un paese incoerente: 15 giugno 2020, post emergenza Covid-19, in Puglia da giorni 0 contagi, riapre tutto: discoteche, centri benessere, centri estivi, spiagge, movida, nei bar si ricomincia a giocare a carte, si vola senza problemi da una nazione all’altra, altro era già aperto dal 3 giugno, praticamente il pericolo corona virus non c’è più da nessuna parte ad eccezione di una categoria, il calcetto amatoriale, è proprio questo sport il diavolo dei contagi, tutti i praticanti sono untori, tutte le strutture sono dei focolai e quindi, gli scienziati che ci governano hanno deciso, riapre tutto ma il calcetto amatoriale resta al palo! Non sembrerebbe comprensibile tutto ciò!

Al tempo stesso, sono ancora “sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”, mentre per quanto riguarda gli allenamenti sono previste “le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse”.

Infine, “l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020”.

Indicazioni che, ad oggi, chiudono ancora la porta alle partitelle tra amici: nonostante i centri sportivi, compresi quelli con i campi da calcetto, possano riaprire, il divieto di assembramento e l’obbligo di distanziamento sociale limitano ancora le possibilità di giocare. Oggi nonostante il Premier Giuseppe Conte nell’ultima conferenza stampa avesse annunciato la possibilità di una ripresa dello sport da contatto a partire dal 25 giugno, la cosa sembra che potrebbe slittare ancora a data da destinarsi.

Calcetto, basket, pallavolo, pallanuoto, tutto con un grande punto interrogativo a seguito delle recenti parole del Ministero della Sport, Vincenzo Spadafora: “Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede che la valutazione sulla riapertura degli sport di contatto venga fatta a partire dal 25 giugno. Il che non vuole assolutamente dire che dal 25 giugno la ripresa sia automatica”. Cosa accadrà quindi? Spadafora è così intervenuto: “Questi sport non riprenderanno neanche il 25 giugno con certezza perché il Ministro Speranza (Salute) ha ritenuto che non si potesse venire meno alle due regole che valgono per tutti i cittadini, ovvero il distanziamento sociale e la mascherina. Gli sport di contatto non consentono di rispettare queste due regole. Oggi per andare in un supermercato, o per viaggiare in treno, noi chiediamo agli italiani di mantenere il distanziamento sociale e di portare la mascherina. Non possiamo consentire che soltanto per fare attività sportiva di base queste misure di sicurezza vengano evitate. Quindi non sappiamo ancora quando ci sarà il via libera agli sport di contatto”.

Nel frattempo in barba alle disposizioni un torneo di calcetto in strada si sarebbe svolto a Napoli nella famosa piazza Mercato. Alle partite serali avrebbero assistito numerose persone e ci sarebbe stato anche una sorta di buffet, con distribuzione di bevande e pasticcini. Si sarebbe trattato quindi non di una partitella tra ragazzi ma di una iniziativa ben organizzata. In ogni caso, comunque, le partite di calcetto sono per il momento ancora vietate, così come sono vietati gli assembramenti in strada senza il rispetto della distanza di sicurezza di un metro. Quindi giocatori e spettatori hanno violato ripetutamente le regole anti-Covid.

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