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Mercato Ceriale, banchi di piazza Marconi spostati in Pineta: “Non ci ha ucciso il virus, ci uccide questo” fotogallery

Il trasferimento, già comunicato (ma non in modo ufficiale) sarà effettivo da lunedì 15 giugno: "Pineta buia e distante dal centro. Per noi è la morte commerciale"

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Ceriale. “Non ci ha ucciso il virus, ci uccide lo spostamento”. E’ questo il grido d’allarme lanciato da diversi ambulanti di Ceriale, che si sentono “concretamente minacciati” dallo spostamento di parte del mercato.

Ambulanti ceriale

Si tratta di circa una decina di banchi che, a partire da lunedì prossimo (15 giugno), saranno costretti a traslocare dall’attuale “sede” di piazza Marconi, e della vicina via Roma, in zona Pineta, considerata però “buia e non commerciale poiché troppo distante dal centro”.

La decisione è stata presa dal Comune di Ceriale, ufficialmente per l’emergenza Coronavirus e per “evitare probabili assembramenti” nella piazza. Una motivazione che, però, non convince gli ambulanti per i quali la notizia è stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno. I banchi in questione, infatti, commerciano in gran parte abbigliamento, calzature e tendaggi, mentre “sarebbero i banchi alimentari ad attirare il maggior numero di clienti, creando sì in quel caso un rischio assembramento”.

Niente Covid, dunque, secondo gli ambulanti, ma ben altri motivi: “Secondo noi c’è sotto qualcos’altro, – spiega Andrea, ambulante storico, insieme al padre, del mercato del lunedì cerialese. – O il Comune vuole liberare la piazza per i parcheggi o vuole creare una via per permettere a qualche cittadino, che magari se ne è anche lamentato, di transitare in auto. Ci sentiamo presi in giro. Aspettiamo una spiegazione logica”.

Ambulanti ceriale

“E’ dal 28 di febbraio che noi non lavoriamo, con fatture da pagare, affitti, assicurazioni. Per soli tre mesi estivi che fastidio diamo? Piuttosto siamo disponibili a ritornare temporaneamente in passeggiata, dove eravamo prima, ma in pineta davvero no. Se non ci ha ucciso il virus, sarà lo spostamento a decretare la nostra fine”, affermano Sabrina e Salvatrice, seriamente preoccupate per il proprio destino visto che lo spostamento non appare temporaneo bensì definitivo.

“L’aspetto più insolito, inoltre, – aggiunge ancora Andrea, – è che non ci è arrivata ancora nessuna ordinanza, nessuna pec da parte del Comune. E’ arrivata solo la polizia municipale a informarci di questo cambiamento improvviso. Lunedì scorso ci siamo accorti da soli che qualcosa non stesse tornando quando, al nostro arrivo, i cartelli che indicano la zona del mercato era già stati rimossi e senza nessun avviso o informazione in merito”.

“Vogliamo più chiarezza da parte dell’amministrazione comunale e vogliamo scritto nero su bianco che questo spostamento sia provvisorio, al massimo per un mese, in modo da riuscire in tempi brevi a ritornare nei nostri posti e riprendere a lavorare in normalità. In questo caso saremmo anche disponibili a fare un sacrificio per il bene di tutti ma, se così non sarà, questa decisione ci porterà a morire a livello commerciale”.

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