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La balena “Codamozza” al largo di Finale Ligure, viaggio lunghissimo dalla Sicilia

Il cetaceo è in cattive condizioni e si teme per la sua sopravvivenza

Finale/Pietra Ligure. Era stata avvistata in Sicilia e aveva “conquistato” il cuore di molti italiani a causa della sua storia. E ora, dopo un lunghissimo viaggio, si trova nel mar Ligure, precisamente davanti alla costa di Finale Ligure. Si tratta di “Codamozza”, una balenottera così battezzata a causa di una grave menomazione alla pinna caudale, provocata forse da una collisione con una imbarcazione. Era stata vista due settimane fa nello Stretto di Messina; sabato la Balaenoptera phsysalus era stata poi segnalata tra Pianosa e l’Elba, diretta a nord. E ieri è “ricomparsa” al largo di Pietra Ligure, fotografata dallo skipper Walter Spagna della L.N.I. del Gruppo Pelagos.

Codamozza

Per Codamozza questa potrebbe essere una buona notizia: si trova infatti all’interno del cosiddetto Santuario dei Cetacei, che si estende nel mar Ligure e nel nord Tirreno, un’area protetta dove si concentrano balene, delfini e capodogli. Proprio ieri nella zona è stato avvistato anche un capodoglio, al largo di Pietra Ligure e Loano (video in alto, foto qui sotto). Immagini davvero suggestive, riprese a 8 miglia dalla costa, che arrivano a un mese e mezzo di distanza da un episodio simile. Si tratta di uno dei cetacei più grandi: può arrivare fino a 18 metri di lunghezza.

Codamozza in realtà non è nuova a queste aree: le prime segnalazioni della sua presenza nel mar Ligure risale addirittura al 1996, quando aveva ancora un moncone di pinna caudale. Secondo i ricercatori la totale perdita della coda sarebbe stata causata da una seconda collisione nell’estate 2019.

Una disavventura che la sta segnando molto: se con “mezza coda” era riuscita a cavarsela per oltre 20 anni, ora Codamozza non può più alimentarsi in profondità e per questo è molto magra e deperita. Senza contare che la mancanza della coda, che viene usata per muoversi, la costringe a consumare molta più energia per nuotare. Per questo la speranza degli esperti dell’Istituto Tethys, che da anni la seguono nel mar Mediterraneo, è che rimanga nel mar Ligure, particolarmente ricco di nutrimento.

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