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Flash mob in difesa dell’ospedale pubblico. Sindaco: “Regione deve ascoltare la voce del territorio” fotogallery

Presenti diversi rappresentanti del mondo politico, oltre al primo cittadino: Salvatore, Melis, Distilo, Niero e Isoleri 

Albenga. Si è svolto questa mattina, in piazza del popolo ad Albenga, il flash mob in difesa dell’ospedale pubblico, organizzato dalle associazioni e reti sociali Forum Civico Ligure per i Diritti Fondamentali, Medicina Democratica, Cittadinanzaattiva, Casa dei Circoli Culture e Popoli, Tribunale del Malato, Forum Beni Comuni Legalità Diritti.

Circa una quarantina di persone, a partire dalle 10, si sono radunate in piazza, anche con cartelli con frasi tipo: “La sanità non è un’azienda” oppure “La salute non è una merce, ospedale di Albenga pubblico”. 

All’evento hanno preso parte tra gli altri, alcuni anche con interventi, il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, il presidente de “Il Buonsenso” Alice Salvatore, esponenti politici ingauni come Diego Distilo e Martina Isoleri e il sindaco di Cisano Sul Neva Massimo Niero. 

Manifestazione a sostegno della sanità ad Albeng

“Ci riapproprieremo del nostro servizio sanitario pubblico e non accetteremo che ragioni di interessi economici privati prevalgano sulle vite nostre e delle future generazioni”, hanno spiegato gli organizzatori del sit-in.

Quindi, parola al sindaco Riccardo Tomatis, che ha dichiarato: “Partendo dall’incontro di ieri, all’assessore Sonia Viale non chiedo di cambiare idea, ma di rivalutare la sua idea, che è ben diverso. Sono successe tante cose in questi ultimi 3 mesi a casa dell’emergenza Covid e si può anche pensare di rivalutare una scelta alla luce di quanto accaduto. L’ospedale di Albenga è stato il primo ad essere trasformato in Covid Hospital. Ma se fosse stato in mano ai privati cosa sarebbe successo?”.

“Non dico che l’epidemia debba tornare per forza, ma ci dobbiamo porre domande sul perché ci siamo fatti trovare impreparati. Sono stati tagliati posti letto per decenni e questa brutta esperienza deve insegnarci che la gestione pubblica della sanità è quella che ha permesso alla Liguria di contenere il bilancio dei morti”. 

“È necessario ascoltare la voce del territorio: se i sindaci locali, uniti, chiedono che l’ospedale rimanga pubblico, un politico non può ignorarlo. Il territorio in questi giorni si sta muovendo e movimentando: manifestazioni come questa e quella di ieri sera, sotto il Comune, ne sono dimostrazione. Noi non ci fermeremo comunque qui e andremo avanti con manifestazioni che coinvolgeranno tutti la popolazione, per dare un segnale forte”. 

Manifestazione a sostegno della sanità ad Albeng

“Il Santa Maria è l’ospedale del territorio e pertanto non si può adottare una scelta non condivisa. È un nosocomio che la città di Albenga ha voluto in maniera forte e ferma e lo stesso consigliere regionale Angelo Barbero, del centrodestra, è riuscito a farlo costruire lottando. Ora, quando è il momento di poterlo sfruttare al meglio e dovrebbero arrivare anche nuovi fondi per la sanità dopo il Covid, vogliamo davvero affidarlo ai privati? Una struttura nuova e pienamente funzionante: assurdo”, ha concluso il sindaco. 

Quindi, di seguito l’intervento di Alice Salvatore: “ La sanità ha bisogno di una profonda riforma. Ormai il  paziente è visto come un cliente, la salute vista come una merce, ma  questo non è possibile. I servizi sanitari si sono progressivamente abbassati come capacità e  qualità, perché la salute non viene più trattata come se fosse un  diritto del cittadino ma semplicemente una voce di un bilancio da cui  guadagnare”.

Manifestazione a sostegno della sanità ad Albeng

“Il sit-in di Albenga vuole riaffermare la necessità che l’ospedale  della città rimanga pubblico. Con i servizi rivolti al cittadino, e al paziente in quanto tale,  senza interessi di portafoglio. Che l’ospedale di Albenga rimanga pubblico è un una lotta di civiltà,  che non possiamo perdere. Ormai a tutti noi è diventato chiaro,  purtroppo, come una sanità tesa al privato non possa supportare gravi  evenienze come il Coronavirus, con i gravi danni conseguenti in vite umane”.

“Il pubblico deve essere il faro di chi amministra la cosa pubblica. Il privato può esserci ma rimanendo nella sua sfera di utilizzo  volontario, e non deve essere una imposizione e mai sostituire la  sanità pubblica che deve essere potenziata e portata a livelli di  eccellenza. La sanità, le cure, l’attenzione al paziente è il primo  pensiero di chiunque guidi la nostra Regione, cosa purtroppo che non avviene. Per questo ilBuonsenso continuerà a far sentire la sua voce in  consiglio regionale e in tutta la Liguria e staremo vicino ai  cittadini e ai pazienti perché il servizio pubblico rimanga una priorità”, ha concluso Salvatore.

Manifestazione a sostegno della sanità ad Albeng

Infine, le parole del presidente del consiglio comunale di Albenga Diego Distilo che, a margine dell’incontro con l’assessore Viale di ieri sera, pur ringraziandola per la partecipazione, non ha risparmiato un attacco frutto di dubbi e preoccupazioni concrete. 

“Ieri sera, si è svolta una seduta di consiglio comunale molto importante preceduta da due commissioni consiliari la prima quella dei capigruppo con la presenza dell’onorevole Franco Vazio al quale vanno i nostri ringraziamenti per la sua disponibilità e per averci illustrato cosa il governo sta facendo e intenderà fare in questo momento di crisi. La seconda sulla sanità, dove abbiamo avuto l’onore Strappalacrime di avere presente in video conferenza l’assessore Sonia Viale alla quale vanno i ringraziamenti per la disponibilità”.

“Ma, alle continue domande sottoposte quali: “Cosa sarà del nostro ospedale?”, “Quando ripartiranno i servizi essenziali e cosa ne sarà dei dipendenti attuali del policlinico di Monza?”, abbiamo ricevuto risposte con tecnicismi degni da premio di produttività a favore del dottor Cavagnaro, presente anche lui in videoconferenza, ma nel concreto poco chiare. Ora bisogna prendere atto di quanto è stato detto in commissione e pregare sperando che le vicende giudiziarie si concludano in fretta anche se ritengo che tra 5 anni saremo ancora in attesa”.

“Gli ingauni e tutto il comprensorio devono capire che bisogna restare uniti e continuare a vigilare sulla Regione Liguria per difendere e far ripartire il nostro ospedale tutelando l’interesse pubblico e i circa 40 dipendenti in carico ancora oggi al policlinico di Monza poiché a riguardo le risposte date dal dottor Cavagnaro non sono state soddisfacenti. Proprio a tal proposito, convocherò una nuova commissione sanità per cercare di tutelare i lavoratori e continuare a vigilare sul nostro ospedale senza mollare la ‘presa’ con forza passione e costanza sempre e solo per la nostra Albenga”.

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