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Flash mob degli infermieri davanti alla Prefettura di Savona: “Rispetto e riconoscimento per la nostra professionalità” fotogallery

"Durante l'emergenza Covid non abbiamo mai protestato in alcun modo. Ma ora riteniamo sia giunto il momento di chiedere ciò che da anni chiediamo"

Savona. “Rispetto per gli infermieri” e “Ora rispetto e riconoscimento” e l’immancabile hashtag #maipiùcomeprima sono gli slogan che hanno accompagnato il flash-mob degli infermieri tenutosi questa mattina davanti alla prefettura di Savona. Una manifestazione che né l’allerta meteo né la pioggia sono riuscite a fermare e che ha visto la partecipazione di decine di infermieri e operatori sanitari, tutti dotati delle necessarie mascherine protettive e regolarmente “a distanza di sicurezza” l’uno dall’altro.

La manifestazione di Savona è stata organizzata dal sindacato “Nursing Up” ed è la prima di tre iniziative simili che si terranno in tutta la Liguria: la prossima si svolgerà domani a Genova e lunedì 8 giugno davanti al palazzo della Regione.

“Siamo qui volutamente senza simboli – spiega Enrico Boccone, segretario regionale del sindacato – perché rispondiamo ad una richiesta arrivata da tanti colleghi in modo trasversale. Siamo qui per manifestare un disagio, una necessità di essere riconosciuti che si è pervenuta da parte di colleghi iscritti e non iscritti al nostro sindacato. Noi ci siamo occupati della parte organizzativa per portare le istanze del comparto e proprio per questo siamo qui senza simboli”.

Le istanze: “Durante il periodo critico della pandemia siamo stati definiti eroi. E in effetti siamo stati il primo fronte contro la diffusione del virus, lavorando in condizioni di disorganizzazione, senza di Dpi adeguati (tant’è vero che diversi colleghi si sono ammalati e sono morti). Durante questa fase non abbiamo mai protestato in alcun modo, se non per rivendicare i Dpi. Ma ora riteniamo sia giunto il momento di chiedere ciò che da anni chiediamo: un’area di contrattazione distinta per gli infermieri e un vero riconoscimento economico e normativo che non sia una tantum. Noi non siamo lavoratori a cottimo, siamo professionisti e vogliamo che questa professionalità sia riconosciuta nelle sedi opportune”.

In questo senso “le manifestazioni spontanee si moltiplicano da un giorno all’altro. E’ la dimostrazione che c’è fermento nella categoria e che tutti i colleghi chiedono le medesime cose”.

Secondo il sindacato, le istituzioni sono colpevolmente dimentiche del lavoro fatto dagli infermieri: “Il governo ha promesso di inserire nel Decreto Rilancio bonus aggiuntivi dedicati al personale sanitario, bonus che poi sono finiti nel dimenticatoio, nel calderone delle risorse dedicate alle Regioni dal quale pescano tutti. La stessa Regione promesso un bonus. Ieri abbiamo avuto una video-conferenza proprio con l’amministrazione regionale: con grande ‘rispetto’ da parte dell’assessore, il tavolo è stato convocato alle ore 10.30 del giorno della nostra manifestazione. Questo è il rispetto che nutrono per la categoria”.

Dieci i nodi critici che vengono lamentati dalla categoria:
1. La richiesta del riconoscimento, nel contratto, della peculiarità della competenza infermieristica, a fronte del fatto che la categoria rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie.
2. L’erogazione di una indennità infermieristica permanente che sia parte del trattamento economico fondamentale e non una “una tantum”. L’emergenza Covid-19 ha accentuato le profonde differenze rispetto alle altre professioni.
3. Risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti per conferire un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che assistono pazienti con un rischio infettivo.
4. Riconoscimento della malattia professionale e indennizzo in caso di infezione.
5. Aggiornamento immediato della programmazione degli accessi universitari: mancano 53mila infermieri.
6. Aggiornamento della normativa sull’accesso alla direzione delle aziende di servizi alla persona, dove l’emergenza ha dimostrato che non è possibile prescindere da una competenza sanitaria di tipo assistenziale a garanzia degli ospiti.
7. Possibilità di operare in intramoenia superando il vincolo di esclusività con le aziende.
8. Richiesta di requisiti paritari tra strutture pubbliche e private rispetto alla professione infermieristica.
9. Risorse per l’aggiornamento professionale e riduzione del debito orario settimanale per la frequentazione, come già avviene per i medici.
10. Adeguamento legislativo ed economico per il riconoscimento immediato delle differenti funzioni e professionalità infermieristiche (coordinamento, gestione, ecc..).

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