Finale Ligure, niente alcol da asporto dalle 20 alle 7. "Le Persone al Centro": "Grottesco proibizionismo" - IVG.it
Polemica

Finale Ligure, niente alcol da asporto dalle 20 alle 7. “Le Persone al Centro”: “Grottesco proibizionismo”

L'ordinanza del primo cittadino finalese nel mirino del gruppo di minoranza: "Esagerazione dannosa"

proibizionismo

Finale Ligure. “Quest’anno provoca una certa sorpresa rivedere l’ordinanza proibizionista del nostro sindaco. Francamente lo preferivamo in silenzio. Mentre incuriosisce, tra le ragioni dell’ordinanza, il copioso abbandono di contenitori in vetro, come se questi fossero un’esclusiva delle sole bevande alcoliche, non si può che rilevare come un simile provvedimento finisca con il travolgere comportamenti privi di un qualunque allarme sociale”.

Così il gruppo “Le Persone al Centro” torna all’attacco del primo cittadino finalese dopo l’ordinanza che vieta le vendita di bevande alcoliche dalle 20.00 alle 7.00 del giorno successivo.

“Porre un generico divieto ai titolari o gestori di attività commerciali e pubblici esercizi di vendere per asporto bevande alcoliche dalle 20.00 alle 7.00 del giorno successivo, impedirà paradossalmente anche l’acquisto di una bottiglia di vino per cena o di un paio di birre per una pizza a casa. Già questa circostanza parrebbe sufficiente ad eliminare una prescrizione inutilmente restrittiva se la nostra città appartenesse ad una periferia industriale, ma trattandosi invece di un paese ad (esclusiva) vocazione turistica, la norma assume contorni grotteschi”.

“Come se ciò non bastasse, pare che l’amministrazione abbia inoltre completamente dimenticato il lungo periodo di lockdown subito dalle nostre attività economiche e le linee guida stabilite per evitare gli assembramenti”.

“Da una parte limitare l’iniziativa economica di un numero indefinito di attività non può che ritenersi inutilmente vessatorio, dall’altra per evitare assembramenti di qualunque natura, nessuna norma dovrebbe concentrare gli acquisti in determinati orari e soprattutto limitare in alcun modo ipotesi di asporto di cibi e bevande (circostanza che si renderà verosimilmente necessaria nei momenti di massimo afflusso)”.

“La cosa migliore che andrebbe fatta sarebbe tout court l’eliminazione dell’ordinanza, tuttavia se una retromarcia potesse apparire poco dignitosa si potrebbe per una volta fare un esercizio di buon senso e traslare almeno l’inizio del divieto dalle 20,00 alla mezzanotte”.

“Quest’anno abbiamo già visto troppe norme che hanno limitato le nostre libertà, sarebbe meglio evitare di esagerare” conclude il gruppo finalese.

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