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Crisi Covid-19, il prefetto alle banche: “Finanziamenti alle imprese essenziali, rischio usura e criminalità organizzata”

Videconferenza con le associazioni di categoria del savonese sulla situazione dei prestiti

Savona. Ritardi, pratiche respinte, soldi che non arrivano… Questa era la situazione all’inizio della Fase 2 con le prime riaperture di aziende e attività, tutte alle prese con le procedure per ottenere i finanziamenti stabiliti dai decreti governativi per affrontare la crisi economica generata dal Coronavirus e dal lungo periodo di lockdown, in particolare il prestito stabilito dal DL Liquidita di 25.000 euro.

Nel mirino erano finite alcune banche e istituti di credito, con una polemica nazionale che aveva riguardato non solo l’accesso al credito per le imprese, ma anche tassi di interesse applicati non conformi alle linee stabilite dai decreti medesimi, tanto che era stata sollecitata l’Abi e persino un possibile intervento della magistratura.

Ora siamo entrati nella Fase 3, con il comparto turistico operativo per la stagione estiva e con altri settori produttivi che hanno ripreso a pieno regime. Ma com’è la situazione? La risposta è arrivata in un vertice in videconferenza che si è svolto questa mattina in Prefettura a Savona, alla presenza del prefetto Antonio Cananà, dei vertici provinciali delle forze dell’ordine, dell’Abi e delle diverse associazioni di categoria del mondo economico savonese, industriali, agricoli, artigiani, commercianti e operatori del turismo, oltre che dei sindacati confederali.

Alle banche è arrivato il forte messaggio del prefetto, che ha sollecitato a smaltire le pratiche di erogazione del credito per le aziende, essenziale per garantire la ripartenza economica del savonese. Naturalmente è stato evidenziato il rischio di ricorrere all’usura, con il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata nel periodo post emergenza sanitaria. “Gli istituti di credito hanno sempre avuto un ruolo fondamentale per il tessuto produttivo, ora la loro funzione è ancora più importante”, con riferimento alle risorse necessarie per le imprese nell’affrontare i prossimi mesi e avere garanzie sul futuro.

Le associazioni di categoria hanno fatto il punto sulla situazione, sicuramente migliorata rispetto all’inizio.

soldi imprese agricole

L’Abi è stata sulla difensiva, evidenziando l’intasamento iniziale delle pratiche e delle domande arrivate, rassicurando inoltre sull’applicazione dei tassi di interessi, sui quali si è raddrizzato il tiro dopo interpretazioni arbitrarie dei decreti di sostegno per le aziende. L’Abi ha sottolineato che sta lavorando per eliminare ogni sorta di difformità sui comportamenti delle banche. Quanto ai dati emersi nella videoconferenza: Savona è la seconda provincia per erogazioni del finanziamento. In Liguria sono state 2.384 le domande presentate con fondi erogati. L’88% delle richieste per i 25.000 euro sono state già evase e solo il 2% respinte.

Dalle associazioni di categoria sono arrivate prese di posizioni su quanto accaduto all’inizio delle istruttorie, in particolare dal settore agricolo che inizialmente era stato escluso dai prestiti e poi reinserito secondo quanto stabilito dai provvedimenti del Governo. Ora la situazione è appunta migliorata sia sul fronte dell’accettazione delle domande di finanziamento a vario livello, sia sullo smaltimento e le tempistiche delle pratiche quanto, come detto, sugli stessi tassi di interesse.

Anche la Cgil savonese ha sottolineato l’importanza sociale delle banche proprio in una situazione drammatica come questa, tenendo conto e denunciando ancora ritardi nell’applicazione dei protocolli su seguito sicurezza e salute dei dipendenti e degli utenti: “Abbiamo sollecitato i soggetti ispettivi a continuare il buon lavoro svolto fino ad oggi e chiesto all’associazione ABI un intervento forte sul tema della riorganizzazione del lavoro , passando attraverso gli orari e nuova occupazione. In provincia di Savona tra il 2015 e il 2019 si sono persi oltre il 40% di occupati del settore e decine di sportelli” ha evidenziato il segretario provinciale Andrea Pasa.

Al termine della riunione il prefetto ha aggiornato l’incontro, in quanto la crisi legata alle conseguenze dell’emergenza Coronavirus si farà sentire anche nei prossimi mesi.

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