Caos scuola da settembre, 500 precari attendono risposte: "Incertezze per famiglie e studenti" - IVG.it
Sciopero

Caos scuola da settembre, 500 precari attendono risposte: “Incertezze per famiglie e studenti”

Garino (Cisl): "Il riassetto organizzativo impone risposte e risorse immediate per garantire una riapertura in sicurezza"

Savona. Oggi lo sciopero generale del mondo della scuola che ha riguardato anche il territorio savonese e al quale hanno aderito insegnanti, docenti, personale ATA così come gli addetti alla refezione scolastica.

Al centro la riapertura delle scuole da settembre, una riapertura costellata ancora da incertezze e scarsità di risorse per affrontare e riorganizzare gli istituti e garantire un normale svolgimento delle lezioni e delle attività didattiche.

A Genova presidio regionale questa mattina sotto la Prefettura nell’ambito della protesta indetta da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Fgu Gilda Unams.

Nel savonese a giugno si è verificato un taglio di 15 insegnanti per la scuola primaria, mentre i sindacati di categoria parlano della necessità di un aumento di organico per assicurare una copertura della didattica: “In provincia di Savona sono 500 i precari della scuola che aspettano risposte, abbiamo proposto un inserimento a tempo determinato per il prossimo anno scolastico e in seguito procedere alla selezione per l’assegnazione dei posti: stiamo parlando di un 20% in più di organico complessivo da inserire nelle varie scuole del savonese” afferma Gianni Garino della Cisl Scuola, impegnato nei giorni scorsi in diverse assemblee di istituto per capire come potrà essere l’anno scolastico 2020-2021.

“L’aspetto molto positivo è che stiamo ottenendo un forte appoggio da parte delle stesse famiglie e dei genitori, che vogliono certezze per i loro figli esattamente come il personale scolastico vuole risposte sul servizio didattico” aggiunge.

“A 90 giorni dall’inizio della scuola questa situazione di caos e incertezza è intollerabile, in quanto bisogna far fronte a misure di sicurezza sanitaria, considerando che il documento del Comitato scientifico parla di evitare ogni possibile assembramento in un luogo dove l’assembramento è di per sè inevitabile” spiega ancora il sindacalista.

scuola docenti precari

Un mix tra didattica a scuola e didattica distanza, sulla base di una suddivisione per gruppi nelle rispettive classi? “La scuola a distanza non è la stessa cosa, nonostante lo sforzo enorme dei docenti nel garantire le lezioni in remoto come avvenuto nel periodo di lockdown. Per questo abbiamo ribadito la necessità di un piano strutturale di investimenti in edilizia scolastica, servono nuovi spazi e/o spazi alternativi per alunni e studenti, una revisione degli orari di entrata e di uscita, magari, insomma un nuovo nuovo riassetto riorganizzativo non semplice e che tra l’altro sarà dipendente dall’autonomia scolastica degli istituti comprensivi. Ma anche in questo caso i dirigenti scolastici non possono essere caricati di responsabilità se non hanno mezzi e strumenti adeguati”.

“Saremo di fronte ad una scuola dimezzata… Un servizio non all’altezza” evidenzia Garino.

Allo sciopero di oggi hanno preso parte anche i lavoratori e le lavoratrici della refezione scolastica, fermi ormai da mesi e che vivono nella completa incertezza sul loro futuro occupazionale: “Anche sul servizio mensa è ancora tutto una incognita, senza contare le garanzie da fornire a tanti addetti del settore. La riorganizzazione della refezione scolastica sarà un altro punto chiave della riapertura da settembre, si dovranno modulare turni e servizio per evitare ogni possibile assembramento eccessivo” conclude l’esponente sindacale.

E dai sindacati liguri: “La settimana scorsa abbiamo chiesto alla Prefettura di farsi parte attiva per riformare degli ammortizzatori sociali che sono obsoleti e abbiamo chiesto un sostegno ad hoc per queste lavoratrici, spesso monoreddito i cui contratti spesso non superano le 15 ore a settimana. Quindi ci vuole un sostegno per arrivare a settembre e ci vuole una ripartenza della scuola insieme alla mensa come parte di un unico progetto formativo”.

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