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Borgio Verezzi, conto alla rovescia per il Festival Teatrale 2020. Il sindaco Dacquino: “Abbiamo scelto la strada del fare” foto

Piazza sant'Agostino e il "Gassman" saranno attrezzati in tutta sicurezza

Borgio Verezzi. “T meno 1 mese e 9 giorni”. Il conto alla rovescia per l’inizio del Festival Teatrale di Borgio Verezzi è cominciato: dal 24 luglio al 23 agosto dodici spettacoli faranno sorridere, emozionare e – perché no – riflettere il pubblico dei “fedelissimi” ma anche dei neofiti della 54esima edizione di una delle più importanti rassegne teatrali estive italiane.

Per forza di cose il pubblico sarà meno popoloso rispetto agli anni scorsi, essendo stata necessaria una riduzione dei posti a sedere per consentire il mantenimento delle distanze di sicurezza. Tuttavia il Covid-19 e il rigido protocollo per la prevenzione del contagio non fermeranno l’allestimento dei diversi monologhi ma anche delle divertentissime commedie con più personaggi, che andranno in scena in piazza sant’Agostino e al Teatro Comunale “Vittorio Gassman”.

Torniamo agli spettacoli in cartellone: ci saranno ben tre prime nazionali, di cui due ad inaugurare e chiudere l’edizione 2020. Le dobbiamo immaginare come una sorta di copertina, al cui interno viene impaginato il resto del programma. S’inizia con “Parlami d’amore Mariù”, scritto da Paolo Logli e diretto dal produttore e regista Francesco Bellomo. In scena vedremo la storia italiana del Novecento raccontata attraverso le canzoni di Cesare Andrea Bixio, rielaborate da Roberto Procaccini. Ne saranno protagonisti Rocío Muñoz Morales, Paolo Conticini e Alessandra Ferrara, accompagnati dai musicisti Alessandro D’Acrissa e Andrea Biagioli.

A porre il sigillo finale sarà invece “Nota stonata”, un testo francese di Didier Caron, che ha avuto grande successo a Parigi e adesso giunge in Italia per la prima volta con Giuseppe Pambieri e Carlo Greco, diretti da Moni Ovadia. Qui vedremo un celebre direttore d’orchestra che riceve in camerino un fan piuttosto assillante: poco alla volta, dal confronto tra i due, emergono i fantasmi di un torbido passato.

Ci saranno cult come “A letto dopo Carosello?”, con cui Michela Andreozzi festeggia dieci anni di repliche, e “Tipi” di Roberto Ciufoli, un divertente percorso nelle tipologie maschili, alla sua terza stagione di consensi. Non mancheranno i classici presentati in versione drammaturgica da Igor Chierici e Luca Cicolella, sia gli storici, come “Ulisse” dall'”Odissea” di Omero, in collaborazione con il Festival di Cervo, sia i contemporanei, “La leggenda del pianista sull’oceano” da Novecento di Alessandro Baricco, riproposto dopo l’interruzione dello scorso anno dovuta al maltempo.

Molti i graditi ritorni. Gaia de Laurentiis in coppia con Pietro Longhi andrà in scena con “Diamoci del tu”, una deliziosa novità per l’Italia di Norm Foster per la regia di Enrico Maria Lamanna; Antonio Cornacchione sarà sul palco con Sergio Sgrilli in “Noi siamo voi! Votatevi”, una gustosa presa in giro del mondo della politica; Gabriele Pignotta, che aveva diretto la coppia Cuccarini-Ingrassia in “Non mi hai più detto ti amo” ed ora è lo straordinario protagonista del suo “Toilet”, atto unico di irresistibile comicità; infine Maximilian Nisi, per la tredicesima volta a Verezzi: l’ultima lo avevamo visto insieme a Milena Vukotic con “Un autunno di fuoco” mentre quest’anno sarà al Teatro Gassman di Borgio con lo spettacolo “Giuda”.

“Siamo felicissimi di dare un segnale positivo e dobbiamo ringraziare il direttore artistico e il sindaco – afferma De Laurentiis – Con tutti i problemi che ci sono stringiamo i denti e cercheremo di infondere entusiasmo. In più mi sento una privilegiata a lavorare questa estate, al contrario dei miei colleghi che sono a casa”. A proposito della pièce l’attrice spiega: “Conoscevo già il testo ma non mi piaceva e non l’avevo capito, poi invece ho capito che è meraviglioso. Leggere tra le righe è molto importante per un’attrice ed era un mio limite, ora invece sono certa che il pubblico apprezzerà lo spettacolo”

“Voglio ringraziare Borgio Verezzi, dove ritorno dopo tempo – dichiara invece il “compagno” di palco Longhi – Il nostro è uno spettacolo in cui abbiamo creduto molto e che parla d’amore e non. È la storia di due personaggi in cerca di voglia di tenerezza: lui uno scrittore, lei una governante che sta con lui da tempo. Una sera le chiede dove va e cosa fa e lei rimane stupita perché non le ha mai rivolto la parola. Ci sono dei colpi di scena da cui si scoprono delle cose che entrambi non sapevano l’uno dell’altra. I due personaggi si aiutano dunque a vicenda: è divertente e commovente e con un finale per nulla scontato, una scommessa che abbiamo vinto e a cui abbiamo dato l’anima. Se lo leggi a prima vista sembra solo carina, invece sotto sotto è molto di più”.

Oltre a Paolo Conticini, per la prima volta sul palco di Verezzi vedremo anche Michele La Ginestra nel suo esilarante one man show intitolato “M’accompagno da me”, e Stefano Masciarelli, che vedremo in “Stavamo meglio quando stavamo peggio?” insieme a Fabrizio Coniglio, il regista dell’apprezzato adattamento teatrale di “Un borghese piccolo piccolo”. “Il mio spettacolo è divertente, è un one man show vecchio stile con tanti personaggi interpretati dal sottoscritto – spiega La Ginestra – Noi dello spettacolo vogliamo riuscire a comunicare qualcosa di positivo in questo momento difficile e per me venire a recitare a Borgio Verezzi è stato sempre il mio sogno”.

“Siamo sereni perché saremo in piazza, quindi in uno spazio all’aperto, ma cercheremo comunque le persone, che troveranno tutte accoglienza a Verezzi – conferma il sindaco Renato Dacquino – È folle non avere il coraggio di fare le cose e lamentarsi solamente: sarebbe stato facile ma abbiamo scelto la strada del fare. Avremo meno pubblico, da 500 a 180 persone al massimo e dovremo riaprire prima la biglietteria e scaglionare gli ingressi. In sala dovremo fare attenzione che i gruppi siano composti tutti da componenti di famiglie e al termine delle rappresentazioni chiederemo al pubblico di restare seduti qualche momento prima di lasciare il teatro, di modo da garantire un’uscita in sicurezza”.

Anche l’edizione 2020 del Festival sembra dunque avere le carte in regola per essere all’altezza delle precedenti, nonostante tutto e con differenti caratteristiche: “Si continua, anche perché il Comune ha voluto fare uno grande sforzo per mantenere accesa la fiammella del teatro”, precisa infine il primo cittadino.

“Tutti gli anni abbiamo diversi progetti e dobbiamo dire di no, quest’anno ancora di più perché per tanti era un modo per ripartire ma non si può fare un cartellone di cinquanta titoli – dichiara invece il direttore artistico Stefano Delfino – Mi auguro che chi è stato escluso quest’anno possa tornare nei prossimi. Sarà comunque un programma vario, nell’intento di catturare l’attenzione e l’interesse di fasce differenti di pubblico, arricchito da tanti nomi eccellenti dello spettacolo e completato in alcuni degli spettacoli dalla musica”. Ascolteremo infatti quella classica in “Nota stonata” con Mozart e Mahler ma anche quella leggera: dalle canzoni dell’anteguerra di Bixio in “Parlami d’amore Mariù”, ai successi degli anni Sessanta in “Stavamo meglio quando stavamo peggio?”; dai tormentoni degli anni Settanta in “A letto dopo Carosello?” al jazz di “La leggenda del pianista sull’oceano”, per finire con le musiche originali di Stefano Switala per “Toilet”.

Il logo del festival di quest’anno è stato disegnato in pieno periodo di lockdown: testimonia il momento eccezionale di quest’anno e un segno di ottimismo. L’idea è venuta all’autore quando era milite alla Croce Bianca: le peggiori emergenze erano quelle pediatriche e per aiutare i bambini gonfiava i guanti monouso e li faceva diventare dei personaggi che per qualche minuto li distraeva. Nel logo la filosofia è la stessa: i festival sono i momenti che ci allontanano dalla tragicità del quotidiano, in questo momento più sentita del solito.

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