Imposte

A Pietra rinvio pagamento Imu “oltre i tempi”, la minoranza: “Provvedimento sfacciato e illegittimo”

Carrara: "Sa di una presa in giro per fare cassa"

Imu

Pietra Ligure. Il consigliere comunale Mario Carrara del gruppo  consigliare pietrese “Sara Foscolo Sindaco” riflette sull’imposta dell’Imu, rinviata ma solo dopo che siano ricorsi i termini.

“L’8 giugno il ministero economia e finanze emana una risoluzione (n. 5/DF), con la quale, in considerazione della situazione determinata dall’epidemia Covid 19, concede ai Comuni la facoltà di rinviare il termine di pagamento dell’IMU, previsto per il successivo 16 giugno – spiega il consigliere – inoltre, viene concessa ai Comuni, affinché possano decidere rapidamente, vista l’imminenza della scadenza, la facoltà di adottare il provvedimento di rinvio direttamente con delibera della giunta, da ratificarsi successivamente in consiglio comunale”.

In data 12 giugno, Mario Carrara deposita una mozione consiliare con la quale chiede espressamente, la riduzione dell’imposta IMU ed il rinvio del suo pagamento, analogamente a quanto già tempestivamente fatto da altri comuni della Riviera. “Tuttavia – specifica il consigliere – il termine del 16 giugno decorre invano, senza che il Comune di Pietra Ligure abbia assunto alcun provvedimento di rinvio, così che tutti sono costretti a pagare quanto dovuto, cioè: l’IMU al massimo“.

“Stupefacentemente, il 20 giugno si apprende dagli organi di informazione che il sindaco De Vincenzi annuncia che, in data 18 giugno, quindi due giorni dopo la scadenza del termine, la sua giunta ha adottato un sostanziale provvedimento di rinvio del pagamento dell’IMU, in quanto entro il 30 settembre, a chi non avesse pagato nel termine del 16 giugno, non saranno applicati in più né le sanzioni, né gli interessi previsti” aggiunge Carrara.

“Tra l’altro, il sindaco fa passare il provvedimento della giunta come: ‘Altra misura di sostegno alla nostra comunità. Prima rata entro il 30 settembre senza sanzioni o interessi’ inoltre, dichiara: ‘…abbiamo lavorato assiduamente per mettere in campo tutta una serie di misure straordinarie a sostegno della nostra comunità’. Di tutti i provvedimenti municipali nella storia di Pietra Ligure dal dopoguerra ad oggi, questo è senz’altro il più ‘stravagante ed incredibile’ ed é, senz’altro, anche il più ‘sfacciato'” commenta il consigliere di minoranza Carrara.

“Perché lo definiamo così? – chiarisce – Ci chiediamo e ci chiedono moltissimi cittadini: ma, essendo stato possibile rinviare il pagamento dell’IMU già dall’8 giugno, perché, se si voleva veramente  aiutare con una ‘misura di sostegno la comunità’, come dichiara De Vincenzi, la giunta non ha deliberato “il rinvio” nei termini prima della scadenza del 16 giugno, come avevano ben fatto altri Comuni vicini e come avevamo chiesto con la nostra mozione consiliare del 12 Giugno?”.

“Con che faccia si può dichiarare che ‘la giunta lavora assiduamente…’, se si è lasciata scadere i termini che le consentivano di adottare i provvedimenti a favore della popolazione? Ci chiediamo, invece, legittimamente, questi lavoratori assidui… della giunta, tra l’8 ed il 15 giugno, cosa facevano? Dormivano? Erano preda di ‘narcosi’? O, ‘pressati’ e ‘schiacciati’ da così ‘duro’, ‘ininterrotto’, ma, soprattutto ‘assiduo’ lavoro di giunta, non si sono accorti della risoluzione del MEF dell’8 giugno che consentiva il rinvio dei termini del pagamento dell’IMU o della nostra mozione consiliare del 12 giugno, che lo richiedeva espressamente?” commenta Mario Carrara.

Poi continua: “E se l’abbiamo anche definito ‘sfacciato’ è perché questo viene presentato come se, davvero, fosse un beneficio concesso, per il quale meritare anche il plauso e le lodi e la riconoscenza della cittadinanza che, invece, ignara e succube, ma corretta, è stata costretta a pagare nei termini ordinari del 16 giugno! D’altronde, come si poteva ‘non pagare’ entro il 16 giugno, se la delibera della giunta é ‘dopo’, del 18? Inoltre, è un provvedimento ‘sfacciato’ perché la giunta, oltre a fare un provvedimento tardivo, lo fa anche ‘illegittimo’, che non potrà applicarsi; infatti, la risoluzione del MEF, dell’8 giugno più sopra citata, dice chiaro che i Comuni non possono annullare le sanzioni e gli interessi: proprio quello che, invece, pretenderebbe di fare De Vincenzi con la delibera di Giunta del 18 giugno”.

Mario Carrara cita la risoluzione MEF, n. 5/DF, 8/6/2020, parte finale: “Alle stesse conclusioni del giudice amministrativo perviene la giurisprudenza contabile, che si è espressa anche in materia di rinuncia agli interessi (…). In dette pronunce la Corte dei Conti ha affermato che sul punto è consolidato il principio dell’indisponibilità dell’obbligazione tributaria, per cui l’ente locale non può rinunciare alle sanzioni e agli interessi relativi ai tributi non versati alle scadenze stabilite”.

“Perché allora, che senso ha questo provvedimento che è tardivo e su una materia, quale ‘le sanzioni e gli interessi’, che il Comune non può togliere? – prosegue il consigliere – É lecito sospettare che ciò sia stato volutamente fatto dopo la scadenza del 16/6 affinché tutti dovessero pagare nel termine ed il sindaco, il Comune, facesse ‘cassa piena’, al massimo 11,40×1000, e da subito. Poi, per buttare un po’ di ‘fumo negli occhi’, é stato fatto il provvedimento del 18/6, oltre la scadenza, che ha l’apparenz (ma solo l’apparenza) di un sostanziale rinvio, ma che non serve certo alla stragrande maggioranza della gente che ha già pagato; e non servirà neanche a quelli che non lo hanno fatto perché é un provvedimento, come abbiamo visto, non consentito, quindi: inapplicabile”.

Tutto sa di una grossa ‘presa in giro’ messa in atto non con intelligenza o furbizia, ma solo con ‘furberia’ per fare cassa subito, secondo la logica di quelli, come De Vincenzi, che hanno una mentalità di vera sinistra e, nello specifico, del PD, cioe: far finta di prendere provvedimenti concreti a favore dei cittadini, ma, nel concreto, agire per la riscossione, senza abbassare le tasse principali (IMU, IRPEF, bollette)” considera Carrara.

“Tuttavia, entro il 30 giugno prossimo – scadenza che il Governo non ha rinviato – si dovrà pagare l’IRPEF. Pochi sanno che il Comune lucra anche su quest’imposta, che, con un’addizionale comunale facoltativa si va ad aggiungere all’importo dovuto allo Stato – afferma Carrara – Il Comune di Pietra Ligure applica sull’IRPEF l’aliquota dello 0,80%: anche qui il massimo possibile (tra lo 0,01 e lo 0,80). Ed incassa tra i 900.000 euro ed il milione all’anno. L’IRPEF maggiorata in quell’importo, ovviamente, la devono pagare tutti i residenti a Pietra Ligure. Una aliquota del genere, di nuovo al massimo, con l’attuale stato di criticità economica di molte famiglie e con il fatto che, come dimostriamo in altra mozione, il Comune sta effettuando consistenti risparmi per spese non fatte e che non farà, non é giustificabile che permanga in quest’importo così elevato” considera il consigliere comunale.

“Per cui é giusto chiederne la riduzione, al pari di altre imposte comunali facoltative. Una riduzione da applicarsi per la prossima scadenza di fine mese. Per tutto questo e quanto fin qui esposto, chiediamo al consiglio comunale di approvare la presente mozione consiliare nel dispositivo che segue: ‘Il Consiglio Comunale di Pietra Ligure, in considerazione della situazione di criticità economica in cui versano molte famiglie a causa della crisi determinata dalla pandemia di Covid 19, e per i conseguenti risparmi alla gestione dello stesso Comune, impegna il Sindaco e la Giunta a predisporre progetto e provvedimento di riduzione complessiva dell’addizionale IRPEF Comunale, per le rate del corrente anno 2020, riduzione consistente nell’abbassamamento oltre la metà dell’attuale 0,80%'”.

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