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Val Pennavaire, Ciangherotti: “Olio, ciliegie e tanta storia” foto

Il consigliere provinciale racconta la sua seconda giornata alla scoperta delle Valli Savonesi

Castelbianco. “Non sono stato fortunatissimo, il sole non mi ha accompagnato nella mia seconda puntata alla scoperta delle Valli Savonesi, ma questo non mi ha impedito di trascorrere una piacevolissima giornata in Val Pennavaire, zona abitata dall’uomo già durante la preistoria proprio per la presenza di caverne, acqua e selvaggina”. A dirlo è Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale di Forza Italia di Albenga e consigliere provinciale di Savona.

“Sono partito da Cisano, al confine con Albenga – prosegue -, dal locale che la la Fratelli Pasqualini ha aperto accanto alla loro Torrefazione di caffè. Inutile dire che quella tazzina mi ha dato la carica insieme ad una striscia di focaccia dal gusto inconfondibile. Sono arrivato a Nasino, al confine tra Liguria e Piemonte e, da lì, sono sceso osservando e gustando. Ho fatto un giro nelle varie località del Paese, Vignolo, Vignoletto (qui si trovano i resti di un castello con due torri), Chiesa e Costa, per poi visitare la parrocchia e il palazzo comunale, suggestive e piene di fascino”.

“Ho scoperto il Frantoio Garello – racconta Ciangherotti – che produce un olio eccellente, oltre a vino, salse e sottoli e ho conosciuto la Signora Lina che mi ha accompagnato, in mezzo ai macchinari, a ripassare le varie fasi di lavorazione delle olive per ottenere l’olio di oliva. Poi sono sceso a Castelbianco, ho fatto un giro nello splendido borgo di Colletta, abbandonato negli Anni ’40 ed oggi diventato una bomboniera abitata da stranieri, ma anche capace di offrire un albergo diffuso che potrebbe diventare un modello per tanti paesi dell’entroterra. Mi sono fermato da Fausto Scola, ho visitato le cucine, nuove di zecca, del suo Ristorante, ho assaggiato la pagnottella appena sfornata (una bontà deliziosa con una crosta croccante e ben lievitata all’interno) mi hanno raccontato dei fagioli gianetti, delle birre prodotte da Samuele Scola (vista la sete ne ho bevuta una, eccellente) che sta coltivando luppolo in una fascia lungo il fiume, della bontà delle ciliegie della vallata, celebrate in una sagra antiche che quest’anno, causa Covid 19-non si potrà svolgere, e delle palestre di roccia. Palestre di roccia che richiamano centinaia di appassionati da tutta Europa e che andrebbero valorizzate di più, anche se recentemente la Regione ha approvato un progetto di valorizzazione”.

“Mi hanno raccontato al Ristorante da Gin, altro storico nome della ristorazione, di come su questo versante di Castellermo ci siano grotte e arme con resti di animali e oggetti umani. Venivano usate, le grotte, come ‘botteghe’ per smezzare gli animali cacciati dai nostri progenitori che, dagli accampamenti della Piana, si trasferivano nella vallata per trovare il cibo. Una bella mattinata, che mi ha fatto scoprire altre curiosità e storie del nostro territorio. Chissà cosa scoprirò la settimana prossima…” conclude il consigliere comunale e provinciale.

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