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Spotorno, la minoranza: “Abbiamo chiesto al sindaco di tutelare le nostre due rsa, ma non abbiamo avuto risposte”

"Anche all'Opera Pia ci sono stati contagi"

Spotorno. “A metà marzo le minoranze di Spotorno scrissero ai media on line un comunicato, con il quale chiedevano al sindaco di tutelare le due case di riposo, l’Opera Pia Siccardi e La Quiete, con un cordone sanitario che le preservasse da potenziali contagi virali. Chiesero anche che il sindaco, in quanto responsabile della sanità pubblica del paese, si prodigasse affinché l’Asl e la Regione Liguria effettuassero i tamponi a tutti, ospiti, operatori e dirigenza interna, per monitorare in tempo la situazione sanitaria. Non ottennero risposta, nonostante quanto si stava apprendendo sulla gravissima situazione di altre case di riposo sia liguri che italiane”.

A dichiararlo Matteo Marcenaro di “Spotorno nel Cuore” e Franco Riccobene di “Adesso Spotorno”, che continuano: “La richiesta fu poi reiterata nei giorni successivi, sollecitando un intervento sanitario e un coordinamento pubblico tale da garantire la tutela dei nostri anziani. Anche in questo caso il silenzio è stato più evidente della replica”.

“Solo qualche giorno fa – ed era già passato oltre un mese dalle nostre richieste – il sindaco e la sua vice sono intervenuti per annunciare con grande enfasi che il risultato delle analisi decretava che nessuno nelle due case di riposo era stato trovato positivo al Covid-19 e quindi tutti bravi. Ce ne siamo rallegrati pubblicamente insieme ai concittadini. Ma, passato qualche altro giorno, abbiamo registrato un inversione di rotta” fanno sapere Marcenaro e Riccobene.

“Non era più così, infatti, una donna di 95 anni, ospite dell’Opera Pia, era stata trovata positiva e quattro operatori erano stati messi in quarantena per sospetto contagio da Covid-19. Poi, a distanza di 48 ore un’altra persona risultava positiva. E giungiamo a due giorni or sono, quando, alla già grave notizia, il paese apprende che gli ospiti positivi dell’Opera Pia erano diventati 19, oltre ai 4 operatori para sanitari già in isolamento” sostengono i rappresentanti di Spotorno nel Cuore e Adesso Spotorno.

“La prima osservazione è che ci auguriamo che le persone ospedalizzate, nonostante le sofferenze che dovranno affrontare, possano superare la crisi e che gli altri ospiti non vengano coinvolti e contagiati. Siamo a loro vicini, così come siamo vicini alla famiglie – riprendono – Ovviamente vogliamo anche aggiungere, in un momento così difficile per Spotorno, che occorre evitare speculazioni e mantenere il giusto profilo. Questo vale per chi scrive, ma anche per chi amministra, visto che nel caso dei presunti risultati negativi, non si fecero attendere dichiarazioni autocelebrative”.

“E’ proprio in virtù di quelle parole, assolutamente fuori luogo e ormai lontane dalla realtà, che chiediamo sulla base di quali certezze furono espresse, come scritto, da sindaco e vice. Ora, poiché sono trascorsi 50 giorni dalla prima nostra segnalazione, chiediamo anche perché non si sia intervenuti per tempo con un protocollo concordato con le due direzioni delle case di riposo. Infatti, se oggi si registra una situazione sanitaria così grave è perché si è lasciato tempo al virus di entrare all‘Opera Pia e di diffondersi” aggiungono Marcenaro e Riccobene.

“Opera Pia, che, è giusto ricordarlo, è a gestione pubblica, con un cda di 5 componenti, di cui 3 di nomina sindacale, 1 di nomina regionale e 1 di nomina da parte del parroco. Attualmente il presidente eletto fa parte delle tre nomine del sindaco, tra le quali non compare il rappresentante delle tre minoranze consiliari, come era d’uso nelle nomine passate. Ora, comunque, si corre ai ripari, ma con settimane di ritardo, mentre il paese è in attesa di spiegazioni da parte di chi poteva e doveva garantire la salute pubblica e non lo ha fatto” concludono.

 

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