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Spiagge libere, il sindaco di Borghetto scrive al prefetto: “L’emergenza sanitaria può trasformarsi in emergenza di ordine pubblico”

"Il tema non risulta facilmente gestibile, soprattutto a fronte delle ridotte disponibilità economiche, strumentali e di risorse umane degli Enti Locali"

Borghetto Santo Spirito. Il sindaco di Borghetto, Giancarlo Canepa, ha inviato al prefetto di Savona, Antonio Cananà, una letta per richiedere la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere della “questione” della gestione delle spiagge libere. Un tema che, con l’approssimarsi dell’inizio della stagione balneare, è da diversi giorni al centro del dibattito politico-economico-amministrativo per i rischi connessi alle difficoltà di applicazione delle misure anti-Covid.

“Sta per avere inizio la stagione balneare la cui importanza per il turismo e quindi per l’economia dell’intera Regione e in particolare della nostra provincia è ben nota – scrive il sindaco Canepa – A breve, con molta probabilità, i limiti alla circolazione tra regioni verranno rimossi e ciò avrà importanti riflessi sulle presenze turistiche nei nostri territori soprattutto nelle località costiere. In questo clima di grande incertezza legata all’emergenza Covid-19 vi sono alcune questioni legate all’ordine pubblico che destano grande preoccupazione”.

“In primis la questione legata alla gestione delle spiagge pubbliche. Da sempre le cosiddette spiagge libere ospitano moltissimi turisti. Quest’anno, stante le misure di contenimento e gestione epidemiologica da Covid-19 e lo stato emergenziale ancora in atto che ha comportato la diminuita capienza degli stabilimenti balneari e, conseguentemente, anche delle spiagge libere, ritengo ci si troverà a dover gestire diverse problematiche. In primo luogo, nelle spiagge libere, il contingentamento degli accessi volto al mantenimento del distanziamento sociale difficilmente potrà essere completamente risolto con la semplice apposizione di cartellonistica informativa, unica soluzione attualmente applicabile dai piccoli comuni ma che si cala in una realtà in cui si è sempre combattuto per contrastare, onestamente senza grandi risultati, il fenomeno dell’occupazione abusiva del suolo demaniale con ombrelloni e sdraio abbandonate senza presidio e in maniera indiscriminata”.

“Soprattutto nei week end e per l’intero mese di agosto temiamo che possa capitare che grossi flussi di persone che si recheranno nelle nostre cittadine non possano poi accedere al mare. Visto che gli stabilimenti balneari potranno ospitare circa il 40 per cento in meno degli avventori abituali e che le stesse spiagge libere non avranno, ipoteticamente, la consueta capienza, alla luce dei picchi dei fine settimana che arrivano a contare anche 30.000/40.000 presenze, il numero delle persone ‘chiuse fuori’ dalle spiagge potrebbe raggiungere livelli molto alti e assolutamente ingestibili con le forze locali”.

“In questo contesto non è neppure da sottovalutare l’abusivismo commerciale dei ‘vù cumprà’ che, trovando difficoltà ad accedere all’interno degli stabilimenti balneari, difficilmente continuerà ad essere itinerante ma tenderà a essere stanziale sulle stesse passeggiate a mare dove, come detto, sarà anche possibile una contestuale e numerosa presenza di persone che non saranno riuscite a trovare un posto nelle spiagge. In ultimo saranno prevedibili momenti di tensione tra i gestori degli stabilimenti balneari costretti al rispetto di rigidi protocolli nei confronti degli utenti delle spiagge libere confinanti che difficilmente saranno ugualmente rispettosi delle medesime prescrizioni oltre che tra gli stessi occupanti delle spiagge libere per problemi legati al mancato rispetto del distanziamento sociale. A mio modesto avviso sussistono tutti i presupposti affinché un’emergenza sanitaria come quella del Covid si trasformi in un’emergenza di ordine pubblico”.

“Nonostante l’argomento sia stato affrontato in diverse sedi e siano state emesse linee guida dagli organi competenti, lo stesso non risulta assolutamente e facilmente gestibile, soprattutto a fronte delle ridotte disponibilità economiche, strumentali e di risorse umane degli Enti Locali”.

Per questo motivo, Canepa chiede “di valutare la possibilità di convocare un’apposita riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la partecipazione di tutti i Comuni costieri al fine di analizzare collegialmente, tra tutti gli Enti ed organismi interessati a fronteggiare la situazione comprese le associazioni di categoria del comparo balneare e mettere in campo tutti gli strumenti possibili previsti dalla legge”.

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