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SOS dei Bagni Marini: “Come possiamo riaprire se non sappiamo come?” fotogallery

Iniziato l’allestimento, ma nessuna data e tante incognite, legate anche a bambini e spostamenti tra Regioni: "Noi pronti, il Governo no"

Borgio-Pietra. Da una parte i lavori di allestimento che, come da tradizione e viste le nuove disposizioni, sono già partiti e sono in corso. Poche, al momento, le disdette ricevute e tante le chiamate di clienti che “non vedono l’ora di tornare”. Ma a pesare in maniera netta è il rovescio della medaglia, da cui si evince la totale mancanza di date e certezze, i dubbi sulle distanze da tenere, la difficile gestione dei bambini e l’eventuale via libera agli spostamenti tra Regioni. 

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È questo, in sintesi, il “limbo” in cui stanno vivendo i gestori degli stabilimenti balneari del savonese e non solo. IVG.it, a pochi giorni dall’inizio della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, ha voluto tastare il polso della situazione, con una sorta di “tour” sui litorali di Borgio Verezzi e Pietra Ligure. 

Si parte da Massimo Cavalleri, assistente bagnanti dei Bagni Nettuno di Borgio, che ha spiegato: “Stiamo cercando di ripartire in qualche modo. Iniziamo a sistemare e allestire, ma aspettiamo comunque le indicazioni del Governo e della Regione perchè ad oggi, purtroppo, non abbiamo ancora informazioni, ad esempio sulla distanza tra gli ombrelloni o sulle file per ospitare i clienti in sicurezza”.

“Quest’anno, rispetto al normale, abbiamo raddoppiato la distanza sia tra gli ombrelloni che tra le file. Ma spettiamo disposizioni ufficiali per poter partire: noi ci mettiamo del nostro per riuscire ad ospitare tutti quanti nel miglior modo possibile. Cosa mi aspetto dalla stagione che sta per arrivare? Credo che se tutti insieme riusciamo a comportarci in una certa maniera, mantenendo la distanza sociale, la stagione potrà partire ed essere comunque buona al di là di tutti i problemi”, ha concluso.

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Nella medesima situazione, tra gli altri, anche Luciano Dondo, dei Bagni Rivamare, sempre a Borgio: “Stiamo montando le cabine e quello che ci è permesso di mettere e, nel frattempo, aspettiamo istruzioni da Governo e Regione sulle distanze. Spero in una decisione sensata, che ci permetta di lavorare in sicurezza: se dovessero dirci di mettere le sdraio a 8 metri di distanza l’una dall’altra, ad esempio, potremmo anche fare a meno di riaprire”. 

“Anche perché poi quando uno si alza va a ‘distanza sociale’ dagli altri. Giusto avere una distanza di sicurezza, ma non avrebbe senso una distanza ‘impossibile’ da rispettare per noi. Cercheremo comunque di dare il miglior servizio possibile ai bagnanti, ma sarà una stagione molto difficile. Non si può andare avanti a montare le sdraio e gli ombrelloni se non si ha una direttiva: stiamo tutti aspettando. Bisogna che facciano un po’ di chiarezza, non solo per noi ma per tutte le attività”, ha concluso.

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Massima incertezza sul futuro, dunque, che regna anche a Pietra Ligure, come si evince dalle parole di Carmelo Fonti, dei Bagni Iguana di Pietra: “Stiamo cercando delle risposte che non abbiamo e tardano ad arrivare. Ancora non sappiamo la distanza tra gli ombrelloni, come dobbiamo comportarci, come ci dobbiamo organizzare. Per aprire una spiaggia c’è tanto lavoro. Desideriamo che il prima possibile qualcuno ci dia indicazioni per iniziare a partire”. 

Ma non solo: altre grandi incognite sono rappresentate dalla gestione dei bambini, difficilmente “contenibili” in spazi stretti e obbligati, e dalla possibilità o meno di spostarsi tra Regioni. Le disdette, infatti, fino ad ora sarebbero state pochissime, mentre numerose sarebbero state le telefonate di turisti che avrebbero palesato la voglia di venire il prima possibile. 

“Bisogna che vengano aperte le Regioni: se non lo si fa, la Liguria è morta. Almeno il Piemonte e la Lombardia, senza di loro difficilmente potremo sostenere le spese della stagione balneare”, ha concluso Fonti.

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