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Savona, le tariffe Tari restano quelle del 2019. Montaldo: “Siamo obbligati, conguagli nel 2021”

Nonostante l'emergenza Covid e le chiusure si pagherà quanto lo scorso anno: la burocrazia non permette altre soluzioni

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Savona. Tariffe Tari del 2020 uguali (almeno per ora) a quelle del 2019, nonostante l’emergenza Covid e le chiusure durante il lockdown. La decisione (a quanto pare inevitabile) è stata presa questa mattina in giunta a Savona, e ora dovrà essere ratificata dal consiglio comunale.

Chi sperava in una riduzione della tassa sulla spazzatura per aiutare le attività in crisi a causa del Coronavirus, insomma, almeno per il momento dovrà mettersi il cuore in pace. “Purtroppo è impossibile fare altrimenti – spiega l’assessore al bilancio Silvano Montaldo – Fino allo scorso anno prima andavano approvate le tariffe e poi di conseguenza il bilancio, quest’anno invece Arera (l’ente regolatore) ha stabilito l’opposto. In attesa del PEF (Piano Economico Finanziario) siamo tenuti a inserire a bilancio le stesse tariffe del 2019, e solo nei prossimi mesi potremo cambiarle”.

Nel frattempo, però, ai savonesi toccherà pagare come se il Covid non ci fosse mai stato. “Io avrei scelto una strada diversa ma non dipende da noi, siamo obbligati – ribadisce Montaldo – Cambieremo le tariffe appena ci spiegheranno come fare il piano finanziario”. E a quel punto l’unico modo di agevolare gli utenti sarà quello di “scontare” quanto pagato in eccesso con un conguaglio.  “Saranno previste agevolazioni per le attività che hanno dovuto chiudere, e varranno circa il 25% del totale” spiega l’assessore. Soldi che però, concretamente, i savonesi dovranno prima pagare per poi vederseli attribuire “a credito”.

La delibera di giunta, oltre a prendere atto delle indicazioni di Arera, stabilisce anche la “timeline” dei pagamenti. Il regolamento prevede tre rate: 30 giugno, 31 agosto e 31 ottobre. Per le attività economiche colpite dall’emergenza le scadenze slitteranno: prima rata 31 agosto, seconda 31 ottobre, terza 30 novembre. Di fatto, un rinvio di due mesi per evitare che la prima rata (o il pagamento in unica soluzione per chi lo preferisce) fosse eccessivamente a ridosso della riapertura.

Ci sarà poi una “quarta rata” che comprenderà, appunto, le agevolazioni e la riduzione del 25%. E che ovviamente, a parità di tariffa, determinerà un credito di cui i savonesi potranno beneficiare, verosimilmente, nel 2021: “Ma cercheremo di accelerare le procedure – promette Montaldo – e, se possibile, fare i conguagli già nell’anno in corso”.

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