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Savona, in cattedrale la messa crismale e le celebrazioni di Pentecoste

La norme sanitarie per le celebrazioni liturgiche

Savona. Come annunciato dal vescovo Calogero Marino nei giorni scorsi, la capienza della cattedrale di Savona (200 posti) consentirà, questa settimana, la celebrazione di alcuni importanti momenti a livello diocesano presieduti dallo stesso monsignor Marino, naturalmente nel pieno rispetto delle norme sanitarie e di distanziamento personale, e con l’attenzione a evitare qualsiasi tipo di assembramento dentro e fuori la chiesa.

Giovedì prossimo 28 maggio alle 18 il duomo ospiterà la messa crismale con la benedizione degli olii sacri, rinviata, a causa delle misure di confinamento, dalla sua collocazione abituale durante la Settimana Santa. Saranno presenti il clero e anche una piccola rappresentanza delle diverse comunità parrocchiali (un solo fedele per parrocchia) e delle religiose presenti in diocesi. Proprio i presbiteri e i diaconi, su invito del vescovo Gero, daranno il via con le proprie offerte personali al fondo diocesano di solidarietà attivato per rispondere all’emergenza socioeconomica legata alla pandemia da Covid-19 (vedi notizia seguente).

Sabato prossimo 30 maggio alle 21, con identiche modalità, sarà poi celebrata l’Eucaristia della vigilia di Pentecoste: come già comunicato, a causa dell’emergenza sanitaria, questo momento non rappresenterà il programmato inizio del sinodo diocesano che invece, secondo l’auspicio di monsignor Marino potrebbe essere collocato il prossimo 18 marzo. Infine, domenica 31 maggio alle 10, sempre nel duomo di Nostra Signora dell’Asssunta il presule presiederà il pontificale della solennità di Pentecoste.

Circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo, il vescovo Calogero Marino ha inviato ai presbiteri alcune sottolineature esplicative a integrazione del protocollo concordato da Cei e Governo. Per le chiese è prevista l’igienizzazione e la Diocesi provvederà, senza spesa per le parrocchie, tutto il necessario nei prossimi giorni. L

a sanificazione si renderebbe necessaria solo qualora fosse accertata la presenza in chiesa o nei locali parrocchiali di un malato di Covid-19. I fedeli che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine e all’ingresso saranno resi disponibili liquidi igienizzanti. Non potranno entrare le persone che presentino sintomi influenzali respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi.

Vietato l’accesso anche a coloro che sono stati in contatto con persone positive al Covid nei giorni precedenti. All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali che sarà uguale in tutte le Diocesi liguri, e arriverà nei prossimi giorni. Ai parroci è richiesto soltanto di indicare il numero massimo dei partecipanti secondo quanto previsto dal Protocollo: l’accesso individuale ai luoghi di culto si deve infatti svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato, e nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, si individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.

L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resterà contingentato e regolato da volontari o collaboratori, che indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento, favoriranno l’accesso e l’uscita e vigilando sul numero massimo di presenze consentite. “L’ipotesi d’incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche” venga presa in considerazione solo se strettamente necessario (festa patronale o particolari solennità).

Quanto alla distribuzione della Comunione, i fedeli andranno in processione, ma come ricorda il protocollo il celebrante e l’eventuale ministro straordinario cureranno l’igiene delle loro mani e indosseranno guanti monouso e la mascherina e, mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza, offriranno l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

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