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Ricoveri dimezzati al Covid Hospital, il dottor Riccio: “Orgoglioso di quanto fatto. Grazie a tutti”

In concomitanza con l'avvio della Fase 2, l'ospedale di Albenga ha iniziato a "svuotarsi": i ringraziamenti del direttore di Malattie Infettive e Ortopedia Settica

Albenga. “A conclusione della Fase 1, e attendendo con trepidazione l’evoluzione dell’epidemia in questa nuova fase appena cominciata, mi sento in dovere di dire grazie”.

Inizia così il post di ringraziamento postato sulla sua pagina Facebook da Giovanni Riccio, direttore di Malattie Infettive e Ortopedia Settica all’ospedale di Albenga, divenuto Covid Hospital e che, proprio nel corso degli ultimi giorni, ha iniziato letteralmente a svuotarsi, con una diminuzione consistente (di circa la metà) dei ricoveri per Covid-19.

Un risultato fantastico, che è valso ieri il plauso del sindaco Riccardo Tomatis. Complimenti, quelli del sindaco, rivolti a tutto il personale dell’ospedale, ai quali si sono aggiunti anche quelli di Riccio che, a pochi giorni dall’avvio della Fase 2, ha voluto celebrare l’ottimo risultato condividendone il merito con i colleghi e gli operatori sanitari e senza dimenticare davvero nessuno.

“Mi sento in dovere di dire grazie ai medici, agli infermieri, OSS e ausiliari del mio reparto. Sono molto orgoglioso di voi per la sobrietà e il coraggio che avete dimostrato, – ha dichiarato Riccio. – Un grazie ai colleghi di altre specialità, agli infermieri e al personale di altri reparti e del Policlinico che ci sono venuti in aiuto e senza i quali saremmo stati travolti. Ai fisioterapisti, ai radiologi e a tutti gli altri che ci hanno aiutato. Ad una direzione che, a dirlo sembra incredibile, ha lavorato e lavora con competenza e tenacia instancabile

“E ancora, ai tanti, sanitari ed amministrativi, che in azienda hanno buttato via orologio e mansionari. A tutti quelli, ditte, aziende, privati cittadini, che con grandi e piccole donazioni ci hanno voluto dimostrare il loro sostegno e la loro vicinanza. Ai pazienti e ai loro parenti che hanno subito, oltre ai danni della malattia, le ripercussioni delle difficoltà in cui ci trovavamo e della separazione dai propri cari cui sono stati obbligati. E, infine, a tutti quelli che non ce l’hanno fatta, nella speranza che abbiano trovato, se non la cura che speravano, l’umanità e la compassione che potesse lenire le loro sofferenze”, ha concluso Riccio.

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