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Regione, via libera alla creazione del “Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”

Creato anche il "Garante Regionale per la tutela delle vittime di reato"

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Regione. Quest’oggi il consiglio regionale con 24 voti a favore e 7 contrari ha approvato il testo unificato delle proposte di legge numero 13 (Ferrando, Paita, Barbagallo, De Vincenzi, Garibaldi, Lunardon, Michelucci, Rossetti) e numero 17 (Pastorino, Vaccarezza, Salvatore) relativo alla “Istituzione del Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.

Il Garante viene eletto dal consiglio regionale a scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei consiglieri, tra le persone di comprovata competenza in materia di tutela dei diritti fondamentali dura in carica cinque anni e non è rieleggibile. Il Garante dovrà assicurare che le misure restrittive siano attuate in conformità dei principi e delle norme stabilite dalla Costituzione, dalle Convenzioni internazionali sui diritti umani, dalle leggi dello Stato e dai regolamenti. Dovrà garantire che ai soggetti in condizioni di detenzione siano assicurate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, all’istruzione, alla formazione professionale, al miglioramento della qualità della vita e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro.

Il Garante, inoltre, potrà intervenire anche d’ufficio sull’attività dell’amministrazione regionale, degli enti strumentali, degli enti e delle aziende dipendenti dalla Regione in cui la partecipazione regionale sia maggioritaria, delle Asl e ospedali, Enti locali e di tutti quegli enti che comunque svolgono attività nelle materie di competenza regionale. Il Garante dovrà visitare gli istituti penitenziari, gli Istituti penali per i minorenni, i centri di permanenza temporanea per stranieri, le strutture per il trattamento sanitario obbligatorio, i posti di polizia, le caserme dei carabinieri e gli ospedali psichiatrici giudiziari incontrando liberamente i soggetti reclusi e potrà segnalare, anche di propria iniziativa, ai competenti organi e autorità regionali e statali gli eventuali abusi, disfunzioni, carenze, ritardi e le irregolarità nei confronti delle persone ristrette. Potrà richiedere alle amministrazioni penitenziarie le informazioni e la trasmissione dei documenti e degli atti che ritenga utili per l’esercizio delle proprie funzioni. Il Garante esprimerà il parere sugli atti della Regione e degli enti locali relativi alla condizione carceraria, con particolare attenzione allo sviluppo delle risorse che favoriscono le misure alternative alla detenzione e informerà periodicamente la commissione consiliare competente sull’attività svolta e il consiglio regionale. Il garante presenta la relazione sei mesi dopo la data di inizio dell’esercizio delle funzioni.

Approvati gli emendamenti presentati da Angelo Vaccarezza (Cambiamo) e Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

Francesco Battistini (Linea Condivisa) ha rilevato che questa legge porterà la Liguria al passo con i tempi, dopo anni di attesa, e ne ha condiviso le finalità.

Angelo Vaccarezza (Cambiamo) ha rilevato che i ritardi, lamentati da alcuni gruppi di minoranza nel dibattito del mattino, sono una responsabilità della precedente amministrazione di centro sinistra. Vaccarezza, che è anche il presidente della I Commissione dove è avvenuto il dibattito sul provvedimento, ha ricordato di essere stato il primo all’interno della maggioranza ad avere firmato il testo rivendicandone, dunque, la trasversalità politica. La tutela dei diritti – ha detto – non ha colore politico e ha invitato i colleghi consiglieri e ha ringraziato anche i gruppi di maggioranza (Lega Nord, ndr) che, pur non condividendo il provvedimento, hanno permesso che fosse discusso e votato in aula.

Andrea Costa (Liguria Popolare) ha annunciato voto favorevole al testo. Oggi scriviamo – ha detto – una pagina importante per la difesa dei diritti ed ha convenuto con le affermazioni precedenti di Vaccarezza sul fatto che la difesa dei diritti è trasversale.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha affermato che il gruppo ha affrontato il dibattito senza pregiudizi, ma ha annunciato voto contrario anche se consapevole del lungo percorso legislativo fatto dal provvedimento. Il consigliere ha dichiarato che le carceri devono avere caratteristiche adeguate sia alla detenzione che alle esigenze del personale addetto alla sorveglianza.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha rinnovato i ringraziamenti alle associazioni che operano nelle carceri, al personale carcerario ai colleghi consiglieri che hanno collaborato alla stesura definitiva del testo e ha invitato a mettere da parte le polemiche.

Luca Garibaldi (Pd) ha dichiarato che il provvedimento colma una lacuna che dura da tempo, ma si è rammaricato che il testo non raccolga il parere positivo di tutta l’Assemblea legislativa.

Alice Salvatore (ilBuonsenso) ha ribadito che non c’è adeguata attenzione al mondo carcerario dove non è garantita la sicurezza per tutelare i detenuti anche sotto il profilo sanitario. Anche la Liguria sul tema è arrivata – ha detto – per ultima.

Giovanni Lunardon (Pd) ha accusato una parte della maggioranza, e ha fatto esplicito riferimento alla Lega Nord, di avere impedito per 5 anni l’istituzione in Liguria della figura del Garante e ha lamentato l’assenza istituzionale di attenzione, finora, alla situazione della popolazione carceraria.

Sergio Rossetti (Pd) ha dichiarato che l’istituzione del garante è necessaria e, rispetto al voto negativo annunciato dal capogruppo della Lega Nord Liguria-Salvini Franco Senarega, ha dichiarato che la materia resta oggetto di resistenze e blocchi trasversali.

Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria-Salvini), dopo avere annunciato voto contrario, ha ribadito la coerenza con la propria linea politica. Secondo il consigliere, per far rispettare i diritti occorrono fatti concreti mentre – ha detto – il Garante non determinerà il miglioramento della drammatica situazione delle carceri.

Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha rilevato i drammatici problemi di sovraffollamento e strutturali delle carceri, i problemi legati anche alla certezza della pena e alla criminalità dilagante. Secondo il consigliere, in questo contesto difficile, le priorità sono altre rispetto all’istituzione della figura del Garante e ha rivendicato, se mai, una maggiore tutela delle vittime dei reati.

Claudio Muzio (FI) ha ringraziato il gruppo di maggioranza (Lega Nord, ndr) che, pur non essendo a favore della proposta di legge, non ha impedito il dibattito e il voto in aula e non è stato un voto di natura ideologica.

Lilli Lauro (Cambiamo con Toti Presidente) ha definito il testo un provvedimento di giustizia che non riguarda solo i detenuti, ma ha sottolineato il lavoro svolto dalle guardie di polizia penitenziaria. Il consigliere ha sottolineato anche le difficoltà che spesso attraversano le famiglie dei detenuti.

Andrea Melis (Movimento5Stelle) ha detto che il provvedimento rappresenta un passo avanti per tutta la Liguria e ha confermato il voto favorevole rilevando contraddizioni nella posizione assunta dai consiglieri del gruppo Lega Nord Liguria Salvini.

Sempre oggi, con 22 voti a favore e 7 astenuti il consiglio regionale ha approvato la proposta di legge 245 per la “Istituzione del Garante Regionale per la tutela delle vittime di reato” (Franco Senarega, Paolo Ardenti, Vittorio Mazza, Alessandro Puggioni, Giovanni De Paoli).

La legge stabilisce che il garante sia eletto dal Consiglio Regionale. Non è sottoposto a nessuna forma di controllo gerarchico o funzionale, svolge la propria attività in piena autonomia organizzativa ed amministrativa e con indipendenza di giudizio e di valutazione. Deve essere in possesso del titolo di laurea magistrale o di diploma di laurea con particolari competenze ed esperienze professionali nel settore della tutela legale e dei diritti umani.

Il Garante, che dura in carica cinque anni e non è rieleggibile, opera nei confronti delle persone residenti nel territorio regionale, vittime di una serie di reati previsti dal Codice penale contro l’incolumità pubblica e contro la persona. La vittima di reato è la persona offesa e, qualora sia deceduta in conseguenza dell’evento delittuoso, sono vittime di reato il coniuge, i parenti entro il secondo grado, chi è legato alla persona offesa dal vincolo di adozione e chi, pur non essendo coniuge, è legato da un rapporto di stabile convivenza. Il Garante fornisce assistenza gratuita alle vittime di reato, collabora con le competenti strutture regionali e degli enti del settore allargato per un efficace accesso, da parte delle vittime, a trattamenti assistenziali e psicologici adeguati; segnala alle autorità competenti atti, commenti o atteggiamenti offensivi e lesivi della dignità della persone, situazioni di violazione dei diritti e i casi in cui le misure adottate non risultino adeguate alla tutela della vittima di reato.

Il Garante rende effettiva la corretta applicazione della legislazione sul trattamento dei dati personali e sensibili a tutela delle vittime, promuove azioni affinché sia garantita l’effettiva accessibilità sul territorio regionale a strutture per l’assistenza delle vittime e la creazione di Centri antiviolenza. Fra le altre funzioni c’è la promozione della formazione e l’aggiornamento degli operatori dei servizi sociali e della polizia locale, favorendo intese anche con le Forze dell’ordine e di politiche di prevenzione, protezione, sostegno, tutela, inserimento e reinserimento a favore delle vittime. Il Garante entro il 31 marzo di ogni anno presenta al presidente del Consiglio regionale una relazione sull’attività svolta nel precedente anno, che è sottoposta all’esame del Consiglio regionale ed è pubblicata per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria e integralmente sul sito internet della Regione.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha spiegato che la Liguria è fra le prime regioni in Italia a intervenire su questa materia e che la proposta di legge si propone di dare supporto ai cittadini in un momento di fragilità quando si trovano vittime di reati contro la persona. Il consigliere ha definito la legge un importante passo avanti verso la tutela delle persone.

“Noi vogliamo innanzitutto tutelare i cittadini onesti e perbene che, non certo per colpa loro, si ritrovano costretti a subìre una difficile situazione e vivere un periodo di fragilità che va sostenuto e accompagnato con tutti i mezzi possibili. Ne hanno diritto. Bisogna pensare di aiutare chi è vittima di un reato e Regione Liguria d’ora in poi lo farà ufficialmente anche dal punto di vista istituzionale. Oggi pomeriggio l’Assemblea legislativa della Liguria ha infatti approvato la legge della Lega sull’istituzione del Garante per le vittime di reato”.

“Si tratta – ha commentato Senarega – di una battaglia vinta dopo anni in cui i più deboli non potevano accedere al sostegno di una figura istituzionale così importante. Il centrodestra ha votato compatto la proposta della Lega. Tuttavia, spiace constatare che alcuni consiglieri dell’opposizione si siano astenuti. Ringrazio in particolare il nostro ex capogruppo Alessandro Piana che si è sempre impegnato per ottenere questo importante risultato. In Liguria la figura del Garante da oggi diventa un importante punto di riferimento a tutela, in particolare, delle vittime di maltrattamenti famigliari, furti in abitazione o con strappo, rapine, sequestri di persona, estorsioni, usura”.

Alice Salvatore (ilBuonsenso) ha definito la proposta di legge equilibrata e di buon senso rilevando che, in attesa di una riforma della giustizia che assicuri legalità e certezza della pena, sia importante questa nuova figura di riferimento. Secondo il consigliere, inoltre, va abolita la prescrizione.

Angelo Vaccarezza (Cambiamo) ha sottolineato di avere sottoscritto anche questo provvedimento, che riguarda sempre diritti alla persona (dopo quello relativo al Garante dei detenuti, ndr) perché la politica deve dotarsi di strumenti che le permettano di essere vicina alle persone in qualsiasi condizione di fragilità si trovino.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha annunciato la propria astensione sul testo. Secondo il consigliere, gli istituti di garanzia hanno un peso e una funzione se si trovano un coordinamento nazionale. Secondo Pastorino, inoltre, si crea una sovrapposizione con le funzioni svolte dal difensore civico.

Luca Garibaldi (Pd) ha espresso perplessità e ha chiesto ai proponenti perché è stato previsto questo nuovo strumento mentre – ha detto – c’era già una fondazione, la cui istituzione è prevista dalla normativa regionale per svolgere analoghe funzioni.

Claudio Muzio (FI) ha annunciato di avere sottoscritto la proposta di legge perché rappresenta – ha detto – un passo in avanti per istituire strumenti nuovi di tutela e si è dichiarato convinto che il Garante darà un contributo importante per la ricerca della giustizia e della certezza della pena. Ha replicato a Salvatore dichiarandosi contrario all’abolizione della prescrizione.

Andrea Costa (Liguria Popolare) ha condiviso le finalità del provvedimento che, come quello approvato immediatamente prima, punta alla tutela dei diritti della persona. Il consigliere ha annunciato voto favorevole alla proposta di legge auspicando che possa dare spunto per una normativa in materia a livello nazionale. Il consigliere ha auspicato un approccio altrettanto costruttivo anche su future proposte di legge

Sergio Rossetti (Pd) ha rilevato che il tema avrebbe richiesto una analisi diversa da quella che ha determinato la proposta di legge. Secondo il consigliere, infatti, l’istituzione di una figura regionale rischia di sottrarsi ad una politica di rete dei servizi già esistenti.

Lilli Lauro (Cambiamo con Toti Presidente) ha chiesto di apporre la propria firma alla proposta di legge. Secondo il consigliere è necessario istituire la figura del Garante e ha invitato la minoranza, che ha espresso perplessità sul provvedimento, di evitare schieramenti di natura ideologica.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha auspicato che anche altre Regioni seguano il percorso tracciato dall’amministrazione ligure e ha sottolineato le difficoltà anche concrete in cui spesso si trovano le vittime di reati.

Giovanni Lunardon (Pd) ha annunciato l’astensione del gruppo. Il consigliere ha sottolineato che non viene messo in discussione il sostegno alle vittime di reato, ma le perplessità riguardano lo strumento scelto, cioè il garante perché non rappresenterebbe la soluzione più efficace.

Fabio Tosi (Movimento5Stelle) ha annunciato voto favorevole alla proposta di legge e ha sottolineato la trasparenza del percorso che ha portato all’approvazione delle proposte di legge relative all’istituzione del Garante per i detenuti che per il Garante per le vittime di reato.

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