Critico

Regionali, Europa Verde: “Il voto non è un referendum su Giovanni Toti”

"Crediamo che le elezioni non siano un rito, ma piuttosto uno dei momenti più alti della democrazia"

Sedi istituzionali e palazzi del governo

Savona. “In queste ore, se ben abbiamo compreso le notizie di stampa,il Presidente della Regione avrebbe commissariato le ASL liguri cedendo tutti i poteri per il contrasto al COVID 19 ad ALISA; avrebbe dichiarato che avanti di questo passo il 20 maggio l’indice di contagio sarà a zero; avrebbe poi minacciato le dimissioni a luglio perche’ vuole le elezioni  in quel mese ed avrebbe “tirato la giacchetta”al Presidente della Repubblica affinche’ si pronunci in tal senso”. A comunicarlo, in una nota, è l’esponente di Europa Verde Liguria savonese Danilo Bruno.

“Noi di Europa Verde – spiega Bruno – vorremmo ancora una volta porre alcuni temi, tenendo presente che le dimissioni della Giunta Regionale per assoluta incapacità politica sono attese da cinque anni. In primo luogo solo Toti e la sua Giunta possono credere che la situazione del COVID 19 vada bene poiche’ la situazione delle case di riposo non appare così semplice se solo si pensa a Millesimo con quaranta ospiti su quaranta positivi o a Spotorno (Opera Pia  Siccardi) dove sono positivi 19 ospiti oltre a parte del personale e queste cronache potrebbero continuare per tutto il territorio regionale tanto che da tempo abbiamo chiesto ad ALISA quali disposizioni avesse dato per la gestione delle RSA e soprattutto quale supporto sia stato fornito alle strutture e ai sindaci?”.

“In questo caso – continua – il commissariamento delle ASL pare piu’ un atto autoritario di assunzione di potere da parte del Presidente della Regione che una reale necessità della situazione poiche’,stando alle cronache di stampa,sarebbe stato forse meglio inibire l’intervento di ALISA. In secondo luogo proprio su queste basi vorremmo capire come potremmo votare a luglio dato che non si potrà in alcun modo raccogliere le firme,che ci servono per presentarci alle elezioni, poiche’ nessun pubblico ufficiale (notaio,..) potrà mai prestarsi per la convalida delle firme,che deve essere contestuale alla raccolta e poi ad oggi vi è il divieto di assembramenti per cui vorremmo capire dove e come potremmo raccoglierle? Poi nel caso per qualunque ragione ne fossimo esentati ad oggi la campagna elettorale rischierebbe di assomigliare   a quelle che si svolgono in paesi europei come la Bielorussia ove le forze di opposizione sono praticamente inesistenti poiche’ di fatto la par condicio non potrebbe esistere se non si possono fare assembramenti,si hanno pochi mezzi per comprare spazi elettorali sugli organi di informazione”.

“A questo punto – conclude Bruno – sorge un dubbio ma il Presidente della Regione vuole trasformare le elezioni regionali in un referendum su se stesso come si vuole fare in Ungheria con Orban o nella Polonia del PIS ,dove proprio giovedì la destra di governo ha tentato di far votare le persone per corrispondenza con un colpo di mano, che ad oggi non è passato? Noi crediamo che le elezioni non siano un rito e neppure un referendum ma piuttosto uno dei momenti piu’ alti della democrazia ben diverso dall’andare a comprare dei calzini o andare dal parrucchiere e, se oggi siamo in una fase di parziale allentamento delle restrizioni sociali, forse aspettare l’autunno non sarà una cosa negativa e poi siamo in Liguria /Italia quindi in un paese fortunatamente democratico e non in Corea del Nord o in Turkmenistan dove il voto è un rito inutile. Ci rifletta sig. Presidente Toti prima di chiamare in causa il Presidente della Repubblica, ci rifletta”.

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