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Referendum Apm Terminal Vado, i sindacati divisi tra “no” e “sì”

Filt Cgil e Fit Cisl per il no, Uiltrasporti per il sì

Vado Ligure. Le segreterie regionali della Filt Cgil e Fit Cisl hanno deciso di sostenere le segreterie territoriali di Savona e le lavoratrici e i lavoratori di Apm nella scelta di rifiutare un contratto aziendale che contiene “pesanti deroghe al contratto nazionale sugli orari di lavoro, sulle prestazioni straordinarie e sui regimi di flessibilità”.

“Se approvata, l’ipotesi di accordo sottoposta a referendum il 19 e 20 maggio prossimi, frutto di un’intesa tra la Società e la sola Uiltrasporti – hanno fatto sapere da Filt Cgil e Fit Cisl – determinerebbe elementi di dumping contrattuale eccessivo tra terminal portuali, scaricando sul costo del lavoro, e non sulla qualità del servizio, la concorrenza tra operatori”.

“La prima piattaforma semi automatizzata del Mediterraneo, gestita da una grande multinazionale come Maersk, merita un diverso rapporto con il Sindacato unitario e diverse tutele per lavoratrici e lavoratori. La concorrenza si fa su sviluppo e innovazione, non sulle flessibilità di orario, che rischiano di generare decadimento della sicurezza”.

“Si confermano le ragioni del no alla luce del comunicato dell’ADSP del Mar Ligure Occidentale del 15 maggio scorso, dove l’ente ricorda ai terminalisti che devono essere puntualmente rispettate le norme sull’orario di lavoro contenute nel CCNL, i regimi di orario e gli istituti di flessibilità in esso contenuti”, hanno concluso. 

Di diverso avviso la Uiltrasporti: “Dopo 6 mesi circa di estenuante trattativa con l’azienda e in mancanza della condivisione finale del documento tra le sigle sindacali, considerando la fase di avvio del terminal e gli accordi siglati a garanzia dell’occupazione del terminal stesso (401 lavoratori diretti APM), dell’impiego presente e futuro della compagnia portuale (da 50 a 130 avviamenti a regime) e dell’indotto generato e di conseguenza il prosieguo degli accordi presenti nel porto di Savona Vado riguardanti gli equilibri occupazionali e le regole del lavoro, abbiamo deciso di siglare l’accordo conferendo così la possibilità ai dipendenti del terminal di esprimere la loro opinione mediante referendum come previsto dal Testo Unico sulla Rappresentanza Confindustria Cgil, Cisl e Uil del 10 gennaio 2014”.

La Uiltrasporti è certa che “la start up sia indispensabile per fare in modo che questa piattaforma possa trovare il giusto equilibrio tra la parte legata ad una organizzazione del lavoro stabile e il futuro sviluppo dei traffici al fine di raggiungere la piena occupazione nel terminal e di conseguenza nel porto di Savona-Vado Ligure”.

“Troviamo incomprensibile mettere in dubbio la fase di avvio del terminal, come risulta altrettanto incomprensibile la sorpresa che suscita nelle altre organizzazioni sindacali nell’apprendere che nei porti esiste la flessibilità e lo straordinario, che certamente devono essere regolarizzati, ma che sono parte integrante del ciclo portuale, ovviamente sempre nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza delle operazioni portuali e di quanto previsto su riposi e orari di lavoro (legge 66/2003), criteri specificati tra l’altro proprio nel contratto integrativo in questione che rispetterà tutti gli equilibri esistenti nel porto di Savona Vado a partire dall’utilizzo dei lavoratori della compagnia portuale in quanto la flessibilità richiesta sarà indirizzata esclusivamente ad alcune mansioni di competenza diretta dei dipendenti del terminal, in quanto hanno ricevuto una formazione specifica. Tra l’altro, vorremmo fare notare che i porti in questo periodo di covid 19 non si sono mai fermati e tutti i lavoratori portuali, alcuni dei quali (vedi lavoratori della compagnia) attuano una flessibilità ben maggiore, hanno fatto proprio in questo momento grandi sacrifici per fare in modo che le merci potessero arrivare ai cittadini (es. alimentari e medicinali)”.

“Inoltre, a differenza dei nostri colleghi della Filt Cgil e della Fit Cisl, riteniamo che la parte economica non sia così esigua rapportata alla sola flessibilità richiesta, eventuali straordinari esclusi, in quanto corrisponde a circa 200 euro/mese in più rispetto alla retribuzione prevista dal Ccnl. Guarda caso gli stessi contenuti di questo contratto integrativo temporaneo (scadenza aprile 2021) in termini di flessibilità e di straordinari, sono presenti nei contratti integrativi di altri terminals molto vicini a noi con la condivisione di tutte e tre le sigle sindacali, non risulta strano? La grande preoccupazione in questo momento e in futuro è che manca il lavoro infatti Vado Ligure è stata inserita nell’area di crisi complessa inoltre i traffici portuali hanno subito una drastica riduzione e sicuramente il problema non si risolverà in tempi brevi. Nel frattempo abbiamo fatto numerose assemblee con tutti i lavoratori del terminal per metterli a conoscenza degli aspetti negativi e positivi legati a questo integrativo, non omettendo nessuna informazione al fine di rendere chiare le nostre motivazioni”.

“Per quanto riguarda l’approvazione dell’accordo in questione, intendiamo informarvi che la prima organizzazione sindacale che lo ha siglato è stata proprio la Cisl, per poi ripensarci in un secondo momento con giustificazioni per noi incomprensibili dimostrando grande coerenza nella sua linea sindacale, per partecipare infine, con nostra grande soddisfazione con i suoi scrutatori alla commissione elettorale del referendum stesso. Questo contratto integrativo, se diventerà operativo sarà inoltre depositato presso l’Ispettorato del Lavoro disponibile a qualsiasi verifica. Dopo tutte queste considerazioni abbiamo ritenuto, preso atto della mancata condivisione tra le sigle sindacali, di far sì che i lavoratori possano avere la possibilità di decidere se accettare o no questo accordo integrativo aziendale. Quale se non questo è un percorso democratico per definizione?”

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