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Pietra Ligure, Carrara contro il sindaco: “Non ha voluto ridurre Tari e Cosap anche se poteva”

L'accusa: "De Vincenzi fa qui quello che i suoi compagni del Pd fanno a Roma, per lui tutti gli altri sbagliano e sono inferiori"

Pietra Ligure. “Ha lasciato un senso di grave amarezza in molte persone la decisione da parte del sindaco Luigi De Vincenzi nell’ultimo consiglio comunale di non prendere alcun impegno alla riduzione di quei tributi comunali per i quali è il Comune, e solo il Comune, a stabilire il ‘peso’ e l’entità. Si sarebbe trattato di un gesto che avrebbe dato un segnale vero e concreto di voler veramente ‘aiutare’ quei tanti, tantissimi cittadini messi in grave difficoltà economica dai provvedimenti dello Stato per la pandemia del Coronavirus”. A scriverlo in un comunicato stampa è il consigliere comunale di Pietra Ligure Mario Carrara.

“Siamo stati sollecitati da molti cittadini – racconta – a prendere un’iniziativa in tal senso ed é per questo che abbiamo presentato la mozione consiliare che il sindaco ha respinto; in essa chiedevamo che i tributi Tari (raccolta dei rifiuti) e Cosap (canone per l’occupazione del suolo pubblico) fossero ridotti in una misura tra il 30 ed il 50%. Perché, infatti, dovrebbero esser fatti pagare su base annuale questi tributi se, per almeno tre mesi, per ubbidire a provvedimenti governativi, le attività commerciali, artigianali e dei pubblici esercizi, hanno dovuto chiudere le loro attività, non producendo più rifiuti o non occupando il suolo pubblico con i dehors o le merci esposte?”.

Stesso discorso per l’Imu: “Se le seconde case non hanno potuto essere godute dai loro proprietari o date in affitto, per un tempo così lungo, é giusto far pagare su base annuale questa imposta o non é più giusto ridurla in modo consistente? Rafforzano questa domanda due importanti considerazioni. Uno: l’Imu a Pietra Ligure é al massimo possibile (di più non si può); quest’anno, per l’unificazione per legge con la Tasi, passa dal 10,60 x 1000 alla stupefacente e pesantissima cifra dell’11,40 x 1000! Due: quest’anno la legge consente già ai Comuni che lo vogliano di ‘azzerare’ il tributo per la parte di loro spettanza. Ci chiediamo: per i Comuni non ci sono, non sussistono, forse, quest’anno delle condizioni più che giustificate per ridurre la pressione fiscale, almeno quella di loro competenza, visto che lo possono fare?”.

“Oltre tutto questo – insiste Carrara – teniamo conto di alcuni elementi importanti: Il Comune quest’anno non spenderà soldi per le grandi manifestazioni turistiche che comportino gli assembramenti di persone; quindi risparmierà cifre consistenti! E che dire dei soldi non spesi, e quindi risparmiati, per spese ordinarie come la refezione scolastica, il trasporto scolastico, il riscaldamento e l’illuminazione degli edifici scolastici elementari e medi, chiusi da mesi e che lo resteranno ancora per un bel po’… E le spese del ‘campo solare’? Sono solo degli esempi, ma reali, di spese risparmiate. Che senso ha, allora, non volersi impegnare a ridurre le tasse, se il fabbisogno del Comune, quest’anno, sarà senz’altro meno consistente?”.

“E dire che – prosegue ancora il consigliere – pur di far approvare la mozione (ne fa fede la registrazione audiovideo del consiglio), eravamo disponibili ad eliminare, rendendola meno impegnativa, gli importi da noi indicati in riduzione (dal 30/50% per Tari e Cosap; dall’11,40 x 1000 all’8 x 1000, per l’Imu), sostituendoli con un generico impegno del sindaco alla riduzione dei tributi, da comunicarsi in un momento successivo al consiglio comunale. Ma niente! Anche a questo De Vincenzi ha detto no. Bollando successivamente come ‘propaganda’ e strumentali le proposte fatte”.

“Non ci meravigliano sia questo suo atteggiamento, sia le sue risposte – accusa Carrara – sono tipici di quello che é diventato questo personaggio: le cose buone, giuste e corrette le può pensare, fare ad attuare solo lui! Gli altri, quando propongono qualcosa, fanno solo polemiche e provocazioni. É tipico della sua cultura di estrema sinistra avere un’alta considerazione di se stessi e supponenza e superiorità nei confronti degli altri, che ‘sbagliano’ sempre e sono sempre ‘inferiori’; é coerente, estremamente coerente con la politica del suo partito, il PD, che da mesi, a livello governativo pur manifestando generiche ‘solidarietà’ che non costano niente e elargendo per alcune categorie un contributo di poche centinaia di euro, ha effettuato la politica delle promesse, delle ‘sospensioni’ e dei rinvii delle scadenze dei tributi: ma non del loro ‘taglio’ o della loro riduzione”.

“Anziché rinviare le scadenze del pagamento di alcune tasse – si chiede Carrara – non era meglio farle pagare nei termini, ma la metà? O almeno …meno? Non era meglio, anziché dare alcune centinaia di euro (che non hanno risolto niente) ad alcuni, ridurre per tutti, com’era stato ventilato, il peso delle bollette di gas, luce, acqua, facendo pagare solo i consumi effettivi e reali ed eliminando tutte le imposte e i vari ‘oneri di sistema’? Almeno per il tempo di questa situazione? Ma no, niente di tutto questo: le tasse sono rimaste, per lo più, invariate, solo spostate più in là nei loro termini, ma invariate; per altre, l’Irpef ad esempio, i termini dei pagamenti nemmeno rinviati (sempre a fine giugno/luglio)”.

“Questa é la politica del Pd – conclude Carrara – cui De Vincenzi, nei fatti, dimostra di credere, di conformarsi, di portare avanti: De Vincenzi fa a Pietra quello che i suoi compagni del Pd fanno a Roma. In consiglio comunale aveva la possibilità di impegnarsi, anche solo genericamente, a ridurre i tributi come gli era stato proposto: ha preferito dire di no e insultare chi l’ha proposto. Quelli di sinistra fanno così”.

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